In 6 mesi i labouristi, cambiando leader e tornando a dire qualcosa di sinistra (o anche solo di civiltà) sono 10 punti avanti i conservatori, i lib-dem sono ridotti al 9% e se si votasse oggi, avrebbero una maggioranza di 100 deputati. Ora che hanno da dire lor signori riformisti?

La lezione di Ed Milliband alla Sinistra italiana

Dicevano che era troppo di Sinistra, troppo intellettuale, troppo anticonformista. E che il Labour era destinato a scomparire per lasciare il posto ad una nuova sinistra, quella dei liberal-democratici di Nick Clegg. Cosa che, ovviamente, sei mesi fa ha fatto scatenare la curva destra del Pd e tutti i terzopolisti alla Rutelli e alla Casini, che con la Sinistra non hanno mai avuto a che fare.

Il Socialismo è morto”, ci hanno ripetuto per mesi. “Non vedete che accade in Europa?

Verrebbe da dire, visti i risultati delle elezioni in tutta Europa, anche elettorali, “Il Socialismo è vivo, quando lo faremo rinascere in Italia, magari escludendo dal pantheon chi lo ha ucciso con una dose letale di tangenti?

Ebbene, mentre in Italia la classe dirigente erede del più grande partito comunista d’Occidente, per sopravvivere a se stessa, ha cambiato tra partiti e coalizioni ben 4 volte nome, mantenendo la stessa classe dirigente (esclusi i deceduti), in tutta Europa, guarda un po’, sono talmente strani che cambiano la classe dirigente mantenendo lo stesso partito, rafforzandone e rinnovandone tuttavia l’identità e la tradizione. Consci del fatto che un partito, senza memoria e senza radici, non esiste. E che la Sinistra, senza valori ideali, non vive e non vince.

E difatti, è bastato spazzare via l’impresentabile classe dirigente logorata da 13 anni di esercizio del potere e tutti i disastrosi postumi e mutazioni genetiche del blairismo, che se si andasse a votare oggi, il Labour otterrebbe una schiacciante maggioranza di 100 parlamentari.

Ed Milliband, che qualcosa di sinistra (o anche solo di civiltà) la dice, ha portato il Labour nei sondaggi al 45%, con 10 punti di vantaggio sui conservatori, riducendo al lumicino i lib-dem, che rischiano di sparire dal parlamento con il 9% dei voti. Tutto questo in 6 mesi. Fortuna che il Labour era morto e che senza Blair non avrebbe avuto alcuna speranza di resuscitare (Blair in compenso è stato avvistato l’ultima volta rincorso da schiere di elettori che gli lanciavano uova marce).

Nell’intervista che ha rilasciato ad Enrico Franceschini su Repubblica, il leader labourista, 41 anni, dice: “Basta con la politica elitaria, bisogna aprirsi alla gente, uscire dalla bolla del potere, da Westminster, per capire cosa vuole la società.”

In Italia gli avrebbero già dato del grillino fautore dell’anti-politica, uno che fa il gioco di Berlusconi e tutte le altre amene balle che usano schiere di trinariciuti e presunti riformisti per difendere la classe dirigente esistente (che sistematicamente fa il gioco di Berlusconi).

La questione chiave è un’altra e a mio parere è finora rimasta senza risposta: l’ineguaglianza. Non più solo la vecchia ineguaglianza tra ricchi e poveri, ma anche quella tra chi sta al vertice della scala sociale e chi sta nel mezzo ma si sente sempre più schiacciato.”

Ecco, un leader della Sinistra che parla di ineguaglianza, cita Gramsci (prima di Sanremo, si intende), partecipa alle manifestazioni pubbliche contro i tagli, se la prende con i “white collars” e la corruzione che ha danneggiato anche il suo partito, chiude i conti con il passato e apre una nuova pagina del progressismo britannico. C’è chi, due anni fa, cercava l’Obama italiano: se è troppo Obama, si faccia avanti il Milliband italiano. Perché noi Italiani ne abbiamo proprio bisogno.

About Pierpaolo Farina

Sono nato nel 1989 a Milano, dove vivo. A vent'anni ho fondato enricoberlinguer.it e a 21 Qualcosa di Sinistra. A 23, dopo la laurea triennale, WikiMafia - Libera Enciclopedia sulle Mafie. Oltre a scrivere e fotografare con Sophie, la mia fedele Canon 6D, mi occupo di comunicazione politica e digitale. Nel 2014 ho pubblicato "Casa per Casa, Strada per Strada", il libro più venduto su Enrico Berlinguer. Sono dottorando in Studi sulla Criminalità Organizzata presso l'Università Statale di Milano.

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56 comments

  1. @Lombardo Vito Domenico: saresti in grado di inviarci la trascrizione di quell’intervista via mail, qui webmaster@enricoberlinguer.it; sarebbe molto utile per il databerlinguer! EB.IT STAFF

  2. Lombardo Vito Domenico via Facebook

    appena posso lo farò purtroppo non ho la fotocopiatrice lo scanner funzionante ma appena posso prometto di inviarvela me lo ricorderò..

  3. Facciamo un repulisti di fascisti e finti comunisti!

  4. bersani?? no grazie non è una figura vincente… e poi prima che prende una decisione bisogna aspettare che chiede il consenso a tutte le 1200 correnti del PD… sto Pd ha rotto i cojoni

  5. la rivoluzione, se mai si può usare questo termine, all’interno della sinistra si è fermata ai “girotondi”. E’ bastato non perdere una tornata elettorale affinchè quelle stesse persone causa del disastro potessero ergersi a vincitori, senza per altro dire nuove cose. Forse bisognava sperare nel disastro per vederle levate di torno

  6. Lombardo Vito Domenico via Facebook

    sono un neofita del pc… ma vi prometto di fotocopiarla ed inviarla appena verrà un amico che sa smanettare con le funzioni del computer purtroppo sono ancora un po’ imbranato e frecato con il pc lo ammetto… ho anche le interviste del 30 maggio 1977 sul rapporto che Enrico aveva con Moro e che li avvicinò nel percorso che si volle chiamere e definire secondo me impropriamente (per i tempi ormai maturi) “compromesso storico” e l’altra è del 2 agosto 1978 sulla sinistra gli articoli obsoleti dello Statuto sui rapporti con la sinistra socialista sul rapporto tra il capitalismo e la democrazia ecc ecc insomma politica e temi che negli ultimi anni si sono fatti un giretto sulla luna per questioni che è meglio non elencare..

  7. Giovanni De Martis via Facebook

    D’accordo ma Millibrand ha saputo sfruttare la politica di macelleria sociale dei conservatori prendendo posizioni nette. Bersani non è Millibrand e dirige un partito che è la realizzazione del compromesso storico tra sinistra DC e destra PCI. Qualsiasi atto coraggioso deve essere filtrata da accordi interni. Valori ideali scusate io non ne vedo. E poi in un partito in cui Walter Veltroni dice di non essere mai stato comunista e gli organi della giovanile PD rifiutano di usare la parola “compagni” cosa pretendiamo?

  8. Se il grande enrico Berlinguer vivesse oggi gli ripeterebbero tutti quegli epiteti che i cosidetti”extraparlamentari” di allora gli gridavano sfilando sotto le sue finestre! E che sono l’esatta copia di quelloo che oggi certi strnzetti gridano a Bersani. Siete solo degli sfigati compagno cianca.

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