#DecretoSalvini, mafie e caporali ringraziano

#decretosicurezza, alle 12.38 Il consiglio dei ministri approva all’unanimità! Sono felice. Un passo in avanti per rendere l’Italia più sicura. Per combattere con più forza mafiosi e scafisti, per ridurre i costi di un’immigrazione esagerata, per espellere più velocemente delinquenti e finti profughi, per togliere la cittadinanza ai terroristi, per dare più poteri alle forze dell’ordine. Dalle parole ai fatti, io vado avanti!“.

Così Matteo Salvini in un tweet. Nemmeno 280 caratteri per riassumere un decreto che fa tante cose, tranne quelle che promette. Del resto per fare politica oggi non serve approfondire un tema e costruire soluzioni efficienti ed efficaci, magari previo parere degli esperti. Basta twittare “più forte che puoi”, no? Basta un clic.

Eccoci qui. “Clic”.

Spazzati via quindici anni di Servizio di Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati (SPRAR), la rete di accoglienza costruita con competenza e professionalità, studiata in tutta Europa, che richiede il coinvolgimento diretto delle Istituzioni pubbliche, per garantire il controllo minuzioso degli Enti Locali sull’utilizzo dei fondi.

Spazzati via quindici anni di lotte e conquiste, a favore della micro-accoglienza diffusa di richiedenti e rifugiati (piccoli nuclei abitativi, servizi integrati di alfabetizzazione, ricerca lavoro, formazione professionale, volontariato consapevole, inclusione sociale), per favorire il modello retrogrado dei CAS e dei grandi centri, massificanti e indegni, che hanno permesso ai pescecani (si vedano i capitoli “Mafia Capitale”, Isola di Capo Rizzuto ecc…) di arricchirsi sulle spalle dei diseredati della terra. 

Spazzata via la “Protezione Umanitaria”, unica ancora di salvezza per chi, nella totale impossibilità ottenere un permesso per ricerca lavoro (grazie alla Bossi-Fini, altra perla leghista, che ha reso impossibile l’immigrazione regolare per motivi economici, costringendo i migranti a rischiare la vita e ingrassare i trafficanti), riusciva almeno ad avere un permesso di soggiorno biennale in caso di particolari vulnerabilità personali.

I richiedenti asilo esclusi dallo SPRAR, abbandonati nel grande calderone dell’accoglienza privata e improvvisata, con fondi ridotti all’osso che privilegeranno le “economie di scala”, e cioè i grandi “parcheggi umani” privi di servizi, di competenze, di umanità. Negli SPRAR restano i “privilegiati”. Minori e titolari di protezione internazionale.

Dei 35.000 posti dislocati in tutto il territorio nazionale, ottenuti con fatica, grazie alla collaborazione attiva degli Enti Locali, resterà, se va bene, un terzo. Così imparano i Comuni, le Province, le Comunità Montane “buoniste”, che dovranno spiegare ai 10.000 operatori dell’accoglienza, qualificati, giovani, motivati, che è finita la pacchia. Che ora magari saranno loro a dover migrare per cercare un lavoro. I camerati, i caporali e le mafie ringraziano: ecco sfornato con cura il nuovo esercito di schiavi senza documento né possibilità di regolarizzazione.

E poi si risparmia. Sennò i soldi per detassare i ricchi e far la “pace fiscale” con gli evasori, dove li troviamo? Vabbè, effettivamente tutti ‘sti disperati in giro senza documento e senza fissa dimora saranno un problema. Fortuna che arriva la nuova legge sulle armi. Vuoi non difenderti?

La sicurezza prima di tutto.

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Alessandro Sipolo

Alessandro Sipolo è nato a Iseo nel 1986 e vive a Brescia. Oltre a svolgere l’attività di musicista e cantautore, lavora per il Sistema di Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati ed è collaboratore dell'Osservatorio sulla criminalità organizzata dell'Università degli Studi di Milano, fondato e diretto dal Professor Nando dalla Chiesa.

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