I lavoratori in sciopero andrebbero fucilati?

L’odio di una classe – quella dei potenti – contro chi lavora è cantato quotidianamente dai menestrelli del potere, a volte dissimulando, a volte a chiare lettere. Non sembra esserci alcun dubbio a tal proposito per il post su Facebook di Pier Michele Girola, ex caporedattore de Il Sole 24 Ore e giornalista per La Stampa, Famiglia Cristiana e Telemontecarlo, che ha invocato (in maiuscoletto, che sul web equivale ad urlare) la fucilazione degli oltre 500 lavoratori Amazon Italia Piacenza che oggi, nel famoso Black Friday, sciopereranno per chiedere condizioni di lavoro più umane e premi economici per gli straordinari che ancora non sono stati loro concessi.

Qui il post di Girola, prontamente rimosso:

Lo sciopero, indetto dalle maggiori sigle sindacali locali (FISASCAT CISL, FILCAMS GFIL, UGL TERZIARIO e UilTUC UIL), serve ad accendere l’attenzione dei consumatori sulle degradanti condizioni di lavoro denunciate da Francesca Benedetti della FISASCAT CISL su La Stampa: lavoratori con legamenti infiammati in preda ad attacchi di panico, turni notturni non stop, assenza di pause, soprattutto nei periodi festivi, che non prevedono bonus.

A tutto ciò la risposta di Girola sarebbe quella di un Bava Beccaris qualsiasi, risparmiando, per grazia di Sua Eccellenza, i cannoni.

Siamo di fronte a una lettura dominante della società e dei rapporti di forza inquietante: da una parte chi descrive la gioventù come tossica e nullafacente, i lavoratori come delle bestie da soma da spremere e smembrare fino all’ultima ora di lavoro, la vecchiaia come un periodo da eliminare per ragioni di bilancio e di ordine dei conti. Dall’altra chi racconta, anche dall’alto di un presunto antirazzismo, la necessità di bloccare disperati in mare, di lasciarli alla mercé di schiavisti e pascià imposti dallo stesso Occidente.

Dal canto nostro continueremo a raccontare e lottare per una società diversa, dove il lavoro non sia sfruttamento, dove l’uguaglianza sia una condizione materiale per tutti e non una libertà indiscriminata per pochi. Contro i vecchi e nuovi Bava Beccaris.

Commenta con il tuo account Facebook

Davide Clementi

Nato nel 1996 a San Benedetto del Tronto lo stesso giorno del celebre movimento rivoluzionario cubano, residente (nel corpo e nell’anima) a Grottammare, cresciuto fra le eterne discussioni fra un padre di destra e una madre di sinistra. Inutile dire a chi abbia dato ragione.
Dopo i 5 anni presso il Liceo Classico G. Leopardi di San Benedetto del Tronto, che mi hanno visto suo rappresentante alla Consulta Provinciale degli Studenti per il biennio 2013-2015 e Vicepresidente della stesa, oltre che caporedattore del trentennale giornale d’Istituto ‘Logos’, mi iscrivo alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Macerata.
Sin da piccolo ero “l’avvocato delle cause perse”, il radicale che non sapeva stare zitto e dal 2014 porto i miei pochi silenzi anche su Qualcosa di Sinistra.
Oltre alla politica e al diritto, mi interesso di filosofia, di video-game, di storia, di Turchia (la mia seconda casa) e di pallavolo.

49 commenti

  1. Il mondo è pieno di servi del potere con la penna in mano…

  2. Qualcuno, invece che progredire, cammina all’indietro e crede di trovarsi ancora nell’800..si fa pena da solo, con queste affermazioni, noi non dobbiamo aggiungere nulla

Lascia un Commento