Movimento Cinque Stelle (e strisce)

Il viaggio negli Stati Uniti di Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera e candidato premier per il Movimento Cinque Stelle, è giunto al termine. Più che di viaggio si potrebbe parlare di una missione da parte del Movimento per trovare riverenze Oltreoceano e per rimarcare chiaramente il posizionamento dei grillini nello scacchiere internazionale che in questi anni ha visto il riacuirsi di frizioni fra Stati Uniti, Russia e i nuovi attori globali (Cina e India in primis).

Al netto dei facili sensazionalismi comparsi sulla stampa in questi giorni, che vedrebbero il M5S come cavallo di Troia putiniano – accuse che sono arrivate persino a Jeremy Corbyn e Jean-Luc Melenchon, oltre che a vari partiti della destra europea – Di Maio sembra voler fugare ogni dubbio: nel suo primo viaggio da candidato premier grillino, il movimento anti-sistema si è definitivamente trasformato in forza di sistema, come dichiarato in una breve intervista a Repubblica.

La politica estera del Movimento si è andata sempre più smorzando e quei pochi punti in comune che potevano aversi con gli indignados spagnoli di Podemos – messa in discussione degli assetti politico-economici europei e smarcamento dall’Impero a stelle e strisce – sono andati evaporando con l’avvicinarsi dell’appuntamento elettorale. Seppur ancora in fase di evoluzione, il Movimento sembra allinearsi sempre più alle posizioni geopolitiche dei suoi principali avversari (Partito Democratico e coalizione di centrodestra): non una presa di distanze da Washington e da Mosca, non la ricerca di altre alleanze globali, non la messa in discussione dell’attuale costruzione europea, ma totale convergenza e alleanza con la Casa Bianca e con quello stesso sistema che ha permesso, nella furia grillina dei primi giorni, di capitalizzare quasi un terzo dell’elettorato.

La politica economica trova poi una trumpizzazione, ovvero un appaiamento con ciò che il centrodestra vorrebbe attuare: meno Stato, meno tasse per tutti. Qui arriva però la contraddizione: come può pensare Di Maio di ridurre la presenza dello Stato nell’economia, abbassare le tasse per tutti con una flat tax che poco si addice ai principi costituzionali italiani di proporzionalità e, allo stesso tempo, spendere in deficit, facendo sentire lo Stato, oltre che andando incontro ai dogmi europei sul bilancio? Ai guru grillini il compito di sciogliere i nodi.

Fortunatamente Di Maio ha evitato invece di avvicinarsi a Trump per quanto riguarda la politica migratoria e quella ambientale. Ha dichiarato infatti di non condividere «l’idea di aumentare le emissioni per essere competitivi. È solo un modo per rimandare il problema che poi ritorna anche con i fenomeni migratori, che dipendono in parte dai cambiamenti climatici e dalla siccità».

I prossimi mesi saranno sicuramente chiarificanti per capire quale strada Grillo e i suoi abbiano imboccato. Ciò che invece è certo è che dopo questo viaggio il Movimento abbia abbandonato la maschera di partito anti-sistema, rivelando la sua vera natura di parafulmine del dissenso, diffuso ma immaturo, presente in ampi strati dell’elettorato.

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Davide Clementi

Nato nel 1996 a San Benedetto del Tronto lo stesso giorno del celebre movimento rivoluzionario cubano, residente (nel corpo e nell’anima) a Grottammare, cresciuto fra le eterne discussioni fra un padre di destra e una madre di sinistra. Inutile dire a chi abbia dato ragione.
Dopo i 5 anni presso il Liceo Classico G. Leopardi di San Benedetto del Tronto, che mi hanno visto suo rappresentante alla Consulta Provinciale degli Studenti per il biennio 2013-2015 e Vicepresidente della stesa, oltre che caporedattore del trentennale giornale d’Istituto ‘Logos’, mi iscrivo alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Macerata.
Sin da piccolo ero “l’avvocato delle cause perse”, il radicale che non sapeva stare zitto e dal 2014 porto i miei pochi silenzi anche su Qualcosa di Sinistra.
Oltre alla politica e al diritto, mi interesso di filosofia, di video-game, di storia, di Turchia (la mia seconda casa) e di pallavolo.

38 commenti

  1. è andato nel paese più antidemocratico del globo creatore di terrorismo mondiale

  2. e dai è stato bello l’abbraccio con Tramp

  3. LE GRANDI RIFORME degli esperti del centro sinistra… Job act, buona scuola, riforma costituzionale ecc…ecc… :) :)

  4. idiozia era quando si diceva che fosse pro-putin idiozia è adesso

  5. Attenzione che a definirlo di sinistra si offende!..rappresenta il qualunquismo piu becero,votato alla ricerca di voti degli scontenti,storditi da tanto malaffare politico.Saranno piu bravi!…..se il buon giorno si vede dal mattino,ed io il mattino lo vedo con l’Appendino,dico sara dura anzi durissima!…dilettanti allo sbaraglio,posso fare peggio dei ladri spregiudicati o pregiudicati! Per adesso sono come un fiume che corre verso il mare,inarrestabili!…non ci resta che attendere,gli onesti di turno e,verificare l’agire. Auguri a tutti gli italiani soprattutto ai piu poveri!

  6. secondo voi la sinistra dovrebbe allearsi o no col PD?

  7. Che idiotini che ci sono qua.
    Votate Renzi, lui si che è la sinistra. Pòra Italia.

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