Foto Pere Virgili

#Barcellona, dove l’umanità deve resistere

Come da copione, i recenti eventi di Barcellona hanno scatenato l’ennesimo scompiglio sui social network. Non manca proprio nessuno, dai politici pronti a commentare con parole volte ad agguantare consensi mediante una grama strumentalizzazione, a chi li critica incolpandoli di sciacallaggio. Dai messaggi intrisi di odio (“Gli Jihadisti sono tutti da sterminare, oppure da torturare con la carne di maiale”), alla totale rassegnazione (“Ormai hanno vinto loro, ringraziamo le risorse boldriniane!”) e infine le polemiche insulse su chi manifesta solidarietà verso un popolo travolto in maniera del tutto inaspettata dal terrorismo islamico. Questo in Italia, mentre a Barcellona i suoi cittadini hanno reagito senza abbandonarsi alla psicosi generata dal terrore; una volontà politica ribadita anche dalla sindaca della città catalana, Ada Colau, con un tweet che ha rapidamente fatto il giro del mondo: “Barcellona città di pace. Il terrore non riuscirà a farci smettere di essere quello che siamo: una città aperta al mondo, coraggiosa e solidale“.

Chiunque si mostri solidale nei confronti dei parenti delle vittime ma non si abbandona alla paura non è un ipocrita “buonista“, come insiste a definire la costola xenofoba e bieca di questo paese, ma semplicemente umano.

Il nostro dovere morale in momenti come questo è quello di dimostrare ai terroristi di essere più forti di loro usando però il meglio della nostra cultura, senza assecondare le pretese di chi ci vuole asserragliati e intimoriti. È proprio questo che brama chi compie atti talmente infami: snaturarci, spaventarci e portarci irreparabilmente ad uno scontro per la sopravvivenza.

Ai governanti spetta il delicato compito di intervenire urgentemente e dare delle risposte concrete ai cittadini di tutta Europa, impegnarsi maggiormente per arginare questa minaccia e non vanificare la nostra vicinanza. Perché in tutto ciò stiamo ignorando il valore che dovrebbe essere imprescindibile nella lotta al terrorismo: l’unità. Questi attacchi vanno affrontati tutti insieme, come dovremmo essere, senza ridurre il tutto a squattrinate analisi politiche che non fanno altro che dare ragione a chi ci colpisce proprio per sconvolgere la nostra società e dividerci.

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Gianluca Lo Nostro

Nato alla fine degli anni ’90, momentaneamente sono uno studente. Siciliano di Messina, mi sento prima di tutto italiano ed europeo. Sono appassionato di storia, letteratura, musica, sport e soprattutto di politica, col cuore a tinte rosso Berlinguer.

3 commenti

  1. The show must go on!! Non dobbiamo darla vinta a questi parassiti!!!

  2. Io sono ateo, anzi, molto ateo!
    Nonostante questo, non riesco a capire come sia possibile, per i più, essere talmente miopi da considerare la religione aspetto centrale di quanto sta succedendo…
    Non voglio fare il benaltrista … mi piacerebbe solo capire quanto ci sia di stupidità e quanto di malafede nel non voler vedere i reali problemi SEMPLICEMENTE sociali alla base del cosiddetto ‘terrorismo islamista’!

  3. Io sono atea ma so perfettamente che la religione e le religioni tutte sono solo strumenti per manovrare menti!!!!

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