Romano Prodi, at center, and Massimo d'Alema, right, wave to supporters, as care-taker Premier Lamberto Dini, at left, looks on, at the concluding rally of the center-left coalition, in Rome Thursday, April 18, 1996. Prodi is the possible Premier, in case the Olive Tree coalition wins Italy's general elections on Sunday April 21. D'Alema is the leader of the Democratic party of the Left, the strongest party inside the coalition. (AP Photo/Massimo Sambucetti)

#Marini nel 2001: così io e D’Alema facemmo cadere #Prodi nel ’98

Massimo D’Alema è tornato alla ribalta delle cronache per aver definito “stupido” Marco Damilano, reo di aver ricordato che se è vero che la sfiducia parlamentare al primo governo Prodi arrivò da Bertinotti, l’artefice politico fu proprio lui, allora segretario dei DS. Poi D’Alema si è scusato, sottolineando però che Damilano sarebbe conservatore di leggende. Eppure è la cronaca di quei tempi che ricorda come nel ’98 D’Alema si garantì infatti Palazzo Chigi stringendo un patto con l’allora leader del PPI Franco Marini, che prevedeva, in una classica spartizione di poltrone, il colle più alto per gli ex-dc.

Poi, una volta arrivato a Palazzo Chigi, D’Alema non mantenne i patti. O meglio, avrebbe anche voluto, ma Veltroni, nel frattempo diventato segretario dei DS, si mise di mezzo e impose quello che è passato alla storia come il metodo Ciampi, cioè l’elezione del Capo dello Stato con un’ampia convergenza tra le principali forze parlamentari. E infatti, nel 1999, l’ex-premier e presidente della Banca d’Italia venne eletto al primo scrutinio.

A raccontarlo, in un articolo d’archivio del Corriere della Sera del 29 maggio 2001, fu Francesco Verderami, attingendo proprio dalle parole di Franco Marini. Che si disse non pentito, “in politica non esistono peccati, semmai progetti che non coincidono con progetti altrui e portano allo scontro“.

Insomma, il paragone Renzi – D’Alema fatto da Damilano, con le debite proporzioni, regge. Eccome se regge.

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About Pierpaolo Farina

Classe 1989, milanese, blogger, sociologo, scrittore. Nel 2009 ho creato enricoberlinguer.it, nel 2010 il blog Qualcosa di Sinistra. Sono il padre di WikiMafia - Libera Enciclopedia sulle Mafie, co-fondata nel 2012 insieme a Francesco Moiraghi. Nel 2013 ho scritto il libro "Casa per Casa, Strada per Strada". Nel 2014 mi sono laureato in Scienze Sociali con una tesi su Mafia e Capitalismo con Nando dalla Chiesa. Nel 2015 ho dato vita a MafiaMaps, prima app antimafia. Scrivo per riviste scientifiche, mi occupo di comunicazione politica e social media. Last but not least, fotografo con Sophie, la mia Canon 6D.

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37 comments

  1. Mio nonno mi ha insegnato che: “bisogna che i bugiardi abbiano buona memoria!”

  2. Ma a d’alema si danno le chiavi per il “nuovo” centrosinistra con pisapia, il si al referendum e lo stalkeraggio di renzi. Se anche sinistra italiana entra dentro quella cosa, sarà dura andare a votare tra qualche mese…

  3. Intanto non è Marini a dirlo, ma un altro che riferisce quello che sarebbe il pensiero di Marini, altri più autorevoli dicono il contrario. D’Alema potrà anche risultare antipatico ma questo non è sufficiente per falsare la storia.

  4. Qui si parla dell’accordo per fare il governo d’alema che per ovvi motivi lo si poteva fare solo a governo prodi caduto.
    Cioè voi state affermando che marini e d’alema hanno fatto cadere prodi quando in realtà quel che è confermato è il successivo accordo di governo, in pratica si tratta di una diffamazione Qualcosa di Sinistra.

    • A parte non avere alcun senso il tuo commento, se diffamazione c’è stata, è stata da parte di Marini in prima pagina sul Corriere di 16 anni fa. Ma D’Alema non smentì né querelò Marini. ;)
      PF

  5. Nella sua biografia Ciampi dice il contrario

  6. Damilano, che per altro io stimo come bravo giornalista, citando Renzi a supporto della sua affermazione tesa a sputtanare D’Alema, non mi pare abbia fatto una gran bella figura. Prendersi dello stupido non mi è parso imprevedibile.

  7. In tanti hanno la memoria corta sulla caduta del governo Prodi del 98. Dare la colpa a D’alema sono tutti bravi, ma nessuno ricorda il motivo perché Bertinotti ha tolto la fiducia al governo Prodi. Bertinotti voleva dal governo le 35 ore lavorative e Prodi ha detto di no. Tutto il resto sono chiacchiere da bar sport.

  8. Ci si ricorda di questo………….e non che D’ Alema ha distrutto i P . C…….una corrente di pensiero progressista : la sinistra…………che non tornerà più…….con abilità sottile e astuta………..!!!!

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