Fascisti su #Wikipedia

Recentemente è finalmente apparsa la notizia della presenza massiccia di utenti fascisti su Wikipedia. Finalmente perché è qualcosa di già sentito: si è sempre saputo che i contenuti di pagine dedicate ad eventi storici sgraditi ai fascisti sono, ahimè, poco attendibili.

Questo succede per via delle sproporzionate libertà concesse dall’Enciclopedia online, potenzialmente ritoccabile da chiunque; l’intento è infatti quello di «dare a tutti la possibilità di contribuire, citando fedelmente le fonti». Uno degli editor più attivi sul tema “fascismo” è l’utente Jose Antonio, il cui username è un chiaro omaggio a José Antonio Primo de Rivera, fondatore della Falange española scomparso nel 1936 dopo essere stato catturato dai repubblicani durante la guerra civile. La strategia di questo utente, a cui si adegua la maggior parte dei fascisti che popola i social network, è quella di sminuire le colpe storiche riconosciute ai nazifascisti.

Una dimostrazione lapalissiana è la revisione nel 2014 della voce Ratline sulla versione italiana di Wikipedia, che oggi recita: “Il termine indicherebbe l’ultimo rifugio sicuro dei ratti durante un naufragio. […] I servizi segreti americani utilizzarono il termine per riferirsi ad un sistema di vie di fuga dall’Europa ideato per nazisti e fascisti alla fine della seconda guerra mondiale”. In principio si parlava di «criminali» e non di personaggi appartenenti ad un partito o un’ideologia: Jose Antonio è intervenuto trasformando a sua volta i «criminali» in generici «fuggiaschi». Potrà sembrare un’inezia, ma non è niente in confronto alle altre nefandezze facilmente reperibili sulla bacheca di questo utente.

Analizzando alcuni dibattiti a cui ha partecipato Jose Antonio, se ne può trovare uno in particolare che desta scalpore che riguarda Rodolfo Graziani, generale in Africa durante il periodo dell’Impero coloniale ed uno dei più spietati militari della storia del nostro Paese. L’ONU, una volta terminata la seconda guerra mondiale, lo ha aggiunto alla lista dei criminali di guerra per aver bombardato degli ospedali della Croce Rossa. Non avendo mai subito una condanna in sede penale, Graziani viene difeso a spada tratta da Jose Antonio, sostenendo che si tratta di un uomo assolto da ogni accusa e che un’accusa non fa di un individuo un criminale, invitando la comunità di Wikipedia a controbattere con una sentenza che dica l’opposto, sottintendendo l’impeccabilità dei tribunali italiani. L’utente Franzitsku soggiunge però: “Quindi Adolf Hitler, mai condannato per i crimini commessi, automaticamente non sarebbe un criminale di guerra?”. Redde rationem, direte voi. E invece no, perché Jose Antonio ha continuato a lungo imperterrito.

Questa vicenda di totale disinformazione sull’enciclopedia più consultata al mondo ci avverte che anche in Italia il concetto di verità è in grave pericolo. Vengono ignorati fatti storici assodati per rivalutare positivamente stragi consumate da bestie feroci, cercando di mettere sullo stesso piano fascismo e antifascismo.

Restare impassibili di fronte a questa deriva sarebbe il più grande schiaffo ad ogni sforzo e sacrificio compiuto dagli eroi della Resistenza in Europa.

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Gianluca Lo Nostro

Nato alla fine degli anni ’90, momentaneamente sono uno studente. Siciliano di Messina, mi sento prima di tutto italiano ed europeo. Sono appassionato di storia, letteratura, musica, sport e soprattutto di politica, col cuore a tinte rosso Berlinguer.

7 commenti

  1. in italia non c’è la certezza della pena altrimenti dovrebbero essere tutti in galera é REATO essere Fascisti “APOLOGIA DI REATO”

  2. Il problema è che la Storia deve essere, profondamente, conosciuta e, altrettanto, studiata. Ci vuole impegno da parte di tutti per costruire la verità ed essere, sempre, pronti ad intervenire quando necessario.
    Confido in voi. Anche perché, non avendo fatto la scuola dell’obbligo in Italia, ho molte lacune un riguardo.
    Ma, sono fiduciosa. E, cerco di utilizzare, quel poco tempo a disposizione, per approfondire certe tematiche.

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