#Fermo, da quando si scrive ultras per leggere #fascismo?

Emmanuel Chidi Namdi è stato barbaramente ucciso da un fascista, appartenente a un gruppo ultras locale, dopo essere rimasto in coma per alcune ore, vittima di un ennesimo gesto di violenza razziale e fascista.

La vicenda, descritta da tutti i maggiori quotidiani nazionali – La Repubblica e Corriere della Sera, per citarne solo due – riportano, a connotare l’assassino, non tanto il suo essere in contatto con ambienti di estrema destra, quanto l’appartenenza a gruppi calcistici locali o la reazione di Emmanuel che ha fatto scaturire la violenza dei due vigliacci fascisti. Insomma, per i media mainstream sembra quasi sia impossibile chiamare le cose con il proprio nome, facendo sparire dal dibattito pubblico l’espressione “estrema destra” e la parola “fascismo”: la colpa è velatamente celata sotto la maschera del calcio, quasi a descrivere la tragica vicenda come una bravata compiuta da un giovane fanatico.

Non si tratta, però, di una bravata: dopo aver difeso la moglie Chimiary – di recente i due rifugiati nigeriani si erano sposati in Chiesa, come riportato in una conferenza stampa da monsignor Vinicio Albanesi – da insulti razzisti (la donna era stata chiamata “scimmia” e strattonata dai due fascisti responsabili dell’aggressione), Emmanuel è stato colpito ripetutamente con un palo della segnaletica stradale e atterrato, fino al coma che lo ha portato alla morte.

Questa non è una bravata, il frutto del comportamento violento di un ultras: è uno dei tanti atti di violenza razziale da giovani legali all’estrema destra che stanno punteggiando l’Italia in questi ultimi anni. Un revival preoccupante di violenza xenofoba e fascista, che vede la totale negligenza delle istituzioni e della giustizia e l’autocensura dei giornali, incapaci di chiamare le cose con il proprio nome.

A quanto pare gli “anticorpi democratici” non stanno funzionando e nella società sta serpeggiando, neanche tanto silenziosamente, il germe pericoloso della violenza fascista che, difeso da una immotivata libertà di espressione, sta seminando morte e paura: quanti altri Emmanuel ci saranno per garantire la libertà di espressione a queste bestie fasciste?

I blogger di Qualcosa di Sinistra si stringono nel lutto a Chimiary e alla sua famiglia.

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Davide Clementi

Nato nel 1996 a San Benedetto del Tronto lo stesso giorno del celebre movimento rivoluzionario cubano, residente (nel corpo e nell’anima) a Grottammare, cresciuto fra le eterne discussioni fra un padre di destra e una madre di sinistra. Inutile dire a chi abbia dato ragione.
Dopo i 5 anni presso il Liceo Classico G. Leopardi di San Benedetto del Tronto, che mi hanno visto suo rappresentante alla Consulta Provinciale degli Studenti per il biennio 2013-2015 e Vicepresidente della stesa, oltre che caporedattore del trentennale giornale d’Istituto ‘Logos’, mi iscrivo alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Macerata.
Sin da piccolo ero “l’avvocato delle cause perse”, il radicale che non sapeva stare zitto e dal 2014 porto i miei pochi silenzi anche su Qualcosa di Sinistra.
Oltre alla politica e al diritto, mi interesso di filosofia, di video-game, di storia, di Turchia (la mia seconda casa) e di pallavolo.

49 commenti

  1. Che dolore, dobbiamo reagire e fare in modo che queste cose non accadano. Intanto Lo Stato si occupi di garantire alla famiglia un dignitoso futuro sia economicamente che civilmente. Il fascismo purtroppo c’è ancora e chi si sente antifascista deve restare mobilitato come facevamo una volta. A Fermo occorre un presidio antifascista permanente per la gravità di quanto accaduto. Alla famiglia esprimo tutto il mio sincero dolore per la perdita assurda del loro caro.

  2. Dobbiamo ringraziare chi ha sdoganato l’estrema destra.

  3. Condivido pienamente il commento di Salvino Carcame…..!!!!

  4. Lui un grande uomo che difende la moglie, loro solo delle iene che attaccano solo in gruppo. Senza offesa per le iene!

  5. Non so perchè si punta sempre il dito sul particolare, se invece di essere un rifugiato nero fosse stato un commerciante bianco sarebbe stato meno grave? La violenza è uguale in tutti i suoi risvolti, anche quando si sfascia una città per impedire a chi non ci piace di parlare, come fanno i vostri centri sociali. L’omicidio và punito duramente SEMPRE, sia che sia commesso da due balordi, di qualsiasi colore siano, sia quando è commesso da delinquenti o da persone per bene. Farne questione di colore politico è assurdo e sopratutto dannoso, rendetevene conto.

  6. Ergastolo!per tutto il gruppo senza attenuante.scommettiamo che ala fine non paga nessuno? Perche’ volevano solo scherzare, non facevano sul serio,la colpa e’ sua che e’ caduto male plcchiando la testa.ripeto ergastolo! O ci dovremo come italiani vergognarci!!!

  7. Ma Kabobo che ha ammazzato a picconate 3 italiani di che corrente politica era?!?!?!?!….

  8. Comodo dare del fascista a chi fa quello che probabilmente pensano in molti! È ormai abitudine etichettare come tale chiunque commetta azioni che anche l’altra sponda farebbe . Non c’è colore o partito che tenga, un omicidio è sempre un fatto grave da condannare. Voglio però ricordare che pochi giorni fa 9 italiani sono morti x l’esaltazione di uomini che uccidono in nome di Dio, chi li sta ricordando? Erano forse fascisti e quindi degni di morire?

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