Lo sdoganamento del #razzismo

“Negro! Vai a raccogliere caschi di banane in Africa!”. Sono parole rivolte da alcuni spettatori a un ragazzino di quattordici anni, di origine nord-africana, durante una partita di calcio giovanile.

“Non servite consumazioni ai nordafricani”, cosi il gestore di un bar ai suoi dipendenti. Un marocchino aveva semplicemente chiesto un caffè.

“Brutta scimmia, torna nel tuo Paese. Ti mando all’ospedale!”. Queste le parole di un autista di autobus, rivolte a una ragazza di 18 anni, nata in Italia, ma con origini marocchine. E dopo averle dette, le ha dato due schiaffi e l’ha colpita al basso ventre sferrandole un calcio con lo scarpone antinfortunistico.

Sono spaventato. E tanto. Ho paura di tanta violenza. Ho paura perché queste stanno pian piano diventando reazioni “normali”, di cui non ci stupiamo nemmeno più. Non ci stupiamo più di tanto odio, di tanta cattiveria.

Sono spaventato perché non siamo più in grado di indignarci. Non siamo in grado di indignarci di fronte a post su facebook in cui si parla di ‘negri’, di ‘animali’, in cui si inneggia a fucili spianati, a camere a gas. La cosa più ribelle che siamo in grado di fare è un sorriso disgustato davanti a persone che insultano un altro essere umano per il colore o l’odore della sua pelle. Un odore che chiamano puzza, ma è solo l’odore della fame, della guerra, della povertà da cui scappano. La puzza che sentono sotto il loro naso, proviene solo dalle parole che pronunciano.

Si, sono arrabbiato. Per usare un eufemismo. Sono arrabbiato perché è anche colpa nostra. Che ci sentiamo Che Guevara per aver dato 1 euro a un ragazzo africano al semaforo, ma non abbiamo cinque minuti per ascoltare la sua storia. Perché se non ascoltiamo le storie non avremo mai argomenti per smontare il pregiudizio e il razzismo dei tanti che si lavano la coscienza con i loro ‘non sono razzista, ma…’. Sono arrabbiato, perché c’è chi va dietro a persone che incitano all’odio, alla violenza, per una manciata di voti. Perché è più semplice prendersela con i più deboli. Sappiate però che ciò non vi rende forti, no, vi rende solo meschini.

Sono arrabbiato, perché ormai siamo arrivati allo sdoganamento della parola ‘razzismo’. Perché se parlo di accoglienza, di solidarietà, di umanità, vengo definito ipocrita e buonista.

Allora io dico, continuiamo a indignarci, ad arrabbiarci. Non lasciamo che odio, violenza e razzismo diventino la normalità.

Perché non sarà mai sbagliato parlare di umanità.

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22 comments

  1. …un po’ come quei “benpensanti” che si girano dall’altra parte quando una persona viene rapinata in casa, e magari mandata pure all’ospedale, se non al cimitero, perché indignarsi “presta il fianco alla destra” o incita alla “deriva securitaria” (e che, magari, quando a finire all’ospedale sono i delinquenti, invece si indignano gridando al “far west”)

  2. Eh si’ e’ triste e preoccupante assistere a questo imbarbarimento dell’ uomo.

  3. I fascisti di sinistra cancellano i commenti…siete solo merda ipocrita

  4. Cosa è che vi ha dato fastidio del commento del ragazzo che vi invitava ad andare in Africa tanto da arrivare a cancellarlo?

  5. Peccato che voi, tanto aperti al dialogo multiculturale, alla prova dei fatti sappiate solo cancellare i commenti non conformi con la vostra linea. È anche questo “qualcosa di sinistra”?

  6. beh..per amore di verità c’è da dire che succede esattamente la stessa cosa al contrario,io che certamente non sono di destra e non mi sento una becera ignorante,spesso quando esprimo dubbi sull’eccessivo per me,garantismo,mi sento tacciare di razzismo e intolleranza.

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