#Grecia, scusate se abbiamo sognato

Abbiamo sognato. Ma ci siamo svegliati. Il 13 Luglio 2015. Scusateci.

Scusate se abbiamo creduto che un’altra Europa fosse possibile. Che fosse possibile un’Europa al cui centro ci fossero davvero i popoli.

Scusate se crediamo ancora che la parola democrazia abbia un valore inestimabile, che la sovranità appartenga al popolo. Quel popolo che ha detto NO all’austerity dell’elite europea. Si, perché non crediate che l’Europa possa essere vista come l’unione tra gli Stati membri. L’Europa, com’è oggi, si suddivide in elite e classi sfruttate. Ed è ai primi che conviene questo tipo di Europa. Ma è l’Europa dei popoli e dei lavoratori l’unica Europa possibile.

Scusate se abbiamo creduto che il referendum greco contasse qualcosa, che il volere del popolo, di chi soffre, di chi subisce davvero le conseguenze della crisi (perché, per quanto possano essere bravi a parlare, chi ci governa non potrà mai capire cosa significa perdere il lavoro, vivere con 800 euro al mese, per chi ce li ha. No, davvero, non potranno mai capirlo) fosse qualcosa da rispettare oltre ogni cosa.

Scusate se abbiamo creduto di aver trovato un leader che non si sarebbe sottomesso a chi in Europa fa il bello e il cattivo tempo, come un colonnello prepotente fa con i propri sottoposti. Poco importa se la guerra non si fa più sui campi di battaglia (non in Europa almeno). L’importante è avere qualcuno da sfruttare, ideologicamente e (soprattutto) economicamente.

Il risveglio è stato brusco. Il referendum greco è come se non fosse mai esistito. L’accordo trovato tra la Grecia e i creditori il 13 Luglio è terribile. 80-86 miliardi di aiuti. In cambio di: innalzamento dell’IVA, aumento delle tasse, tagli alle pensioni, reintroduzione dei licenziamenti collettivi. Non basta. Aumento delle privatizzazioni attraverso un fondo di diritto lussemburghese all’interno del quale far convogliare beni per 50 milioni, che serviranno a ridurre il debito pubblico (che, ricordiamolo, per sua natura non potrà mai essere estinto). Ma ancora non basta. L’avanzamento delle riforme sarà seguito passo dopo passo. Sarà controllato. Monitorato. È il ritorno della Troika. Più antidemocratica che mai. Lo smembramento della democrazia, di un Paese e della sovranità di un popolo. Che Europa è quella che fa tutto questo e lo ritiene giusto?

Scusate se non crediamo più a chi ci dice che le cose sono complicate, che non è semplice. Ce l’hanno ripetuto cosi tante volte che hanno raggiunto il loro scopo: farcelo credere. Ma noi non sacrificheremo la nostra integrità, con la scusa che il problema è complesso. Parafrasando lo storico Howard Zinn, noi dobbiamo dar conto solo alla nostra coscienza. Non siamo politici. Siamo cittadini.

Scusateci se pensavamo ancora di avere licenza di sognare.

Ma noi, nonostante Lor Signori, sogniamo lo stesso.

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