La disumanità delle #frontiere

Morti di freddo. Due iracheni sono morti di freddo. Erano insieme ad altri 10. Stavano cercando di entrare in Bulgaria dalla Turchia. Erano iracheni Yazida. Gli iracheni Yazida, fin dal XVII secolo sono stati perseguitati dai musulmani e dai cristiani dell’Iraq. In Bulgaria cercavano asilo. Sono stati spogliati di tutti i loro averi. Sono stati picchiati. Il gruppo è stato disperso, ma due degli uomini hanno riportato ferite gravi. Non sono riusciti ad arrivare molto lontano. Sono morti per ipotermia, al confine.

È una situazione drammatica. Le vie legali per trovare asilo nell’Unione Europea diventano sempre di meno, e sempre più persone cercano soluzioni sempre più pericolose. Sempre più persone, per sfuggire agli orrori della guerra, delle persecuzioni, si affidano a trafficanti senza scrupoli. Trafficanti a cui danno la maggior parte dei risparmi di una vita. Trafficanti che li abbandonano poco prima del confine. Perché loro, si, lo sanno a cosa si va incontro.

Si va incontro a quello che hanno subito i due iracheni. Alla morte. Se sei fortunato, non ti picchiano troppo, e ti lasciano andare, dopo averti confiscato tutti i tuoi averi. Ma non è finita. Perché devi fare in modo di non venire arrestato dalle autorità del Paese da cui stai tentando la tua fuga. E no, non è ancora finita. Perché, anche se sei riuscito a sfuggire a tutto questo, non sai ancora dove andare. Nel tuo Paese c’è la guerra. Sei ricercato, perseguitato. Non ti resta che provare di nuovo a varcare la frontiera. E il giro ricomincia.

Tutto ciò è  il risultato del nostro mondo. In cui risulta più facile alzare barriere, mettere recinti, che aprire porte a chi il destino, quello che noi abbiamo creato per loro, ha riservato solo dolore e sofferenza.  Un mondo in cui una bambina si arrende di fronte ad una macchina fotografica, perché pensa sia un’arma. Si, questo è il nostro mondo, non è solo quello che vedi dalla tua finestra su cui splende sempre il sole. Ci sono persone che il sole, non lo vedono da tempo, nascosto dalla polvere delle macerie. Ci sono persone che il sole non lo vedranno mai più, come i due iracheni di cui ho raccontato la triste storia.

Non può essere questo il nostro mondo. Non possono esserci frontiere dietro le quali c’è la morte, oltre le quali c’è la salvezza, in mezzo solo violenza e disumanità. La Terra è una. È di tutti. E in ogni posto, in ogni luogo, ciascun bambino, quando vede una macchina fotografica, dovrebbe solo pensare che sia un giocattolo. Non dovrebbe arrendersi di fronte ad essa, dovrebbe chiedertela perché ci vuole giocare.

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