Nel produttivo #nordest

Nel produttivo nordest vive la famiglia C. Si tratta di due fratelli che hanno ereditato un negozio di vestiti di lusso dal padre, che lo aveva  a sua volta ereditato dal padre, per un totale di 108 anni di storia e di discreto successo. Una tradizione di famiglia insomma, roba di cui andare fieri, ma purtroppo:

I nostri figli hanno scelto altre strade: uno studia medicina e uno si è laureato in Storia, hanno altre passioni; mio fratello, che è più giovane di me di nove anni, non ha figli e non se la sente di continuare da solo.

Niente eredi e il negozio del produttivo nordest chiude. O meglio, si vende, al migliore offerente, ma pur sempre col groppo in gola. Nel produttivo nordest ricchezza e lavoro sono ereditari, come le cariche politiche ai tempi d’oro della Serenissima.

Ah! La famiglia! Il fulcro dell’economia italiana, la colonna portante delle PMI! Mamma, papà e figli, figli che ereditano professioni, poltrone e imprese. Tutto come nella migliore tradizione feudale.

I fratelli C. sono però solo due dei tanti piccoli padroncini del produttivo nordest, vassalli in un piccolo mondo antico. Si dirà che la colpa, se ce n’è una, sta nella mancanza di meritocrazia del sistema italiano, i liberisti rincareranno la dose dicendo che non c’è abbastanza capitalismo. Io credo che nessuna delle due medicine sia efficacie, ci sono malattie che non si curano, ma svaniscono da sole col tempo.

Se c’è una cosa che morirà molto più in fretta del capitalismo puro, però, è proprio il sistema azienda-famiglia, ormai diffuso ovunque, non solo nel nordest, in tutte le sue varianti. Chi prenderà il suo posto? La storia ci insegna che ad ogni rivoluzione segue sempre la restaurazione del vecchio o di un nuovo regime, la melma di una nuova burocrazia come scrisse Franz Kafka.

Perciò, visto che siamo a fine anno ed è tempo di buoni propositi, ai giovanissimi che non hanno una rendita famigliare su cui vivere (e quindi nulla da perdere), dico di uscire dal sistema. Createvi da subito un’identità vostra, lavorate, studiate, costruitevi una vita come se il porto sicuro di casa vostra non esistesse e soprattutto non passate il tempo a invidiare i “figli di…”. Imparate ad essere liberi. I fratelli C. piangeranno dentro uno yacht o un SUV la chiusura del loro bel negozietto, statene certi, ma per quante generazioni ancora? Nel futuro le “gloriose” aziende a conduzione famigliare saranno agonizzanti e sarà il momento giusto per tagliare le teste (metaforicamente, s’intende) a re, conti, duchi e marchesi: se non sarete voi a farlo saranno nuovi padroni, burocrati e gerarchi. E a quel punto sarete tutti troppo vecchi per dare la colpa del vostro fallimento alle generazioni passate.

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"Non comanderò, né sarò comandato"

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