#MareNostrum, Restiamo umani!

Soffocante. È questa la sensazione che ho provato, quando ho letto la notizia della fine dell’operazione Mare Nostrum. Soffocante. E non ho usato questo termine a caso. Perché, molto più che per me, è soffocante soprattutto per i migranti. Perché quando, insieme ad altre 100 persone, sei nella stiva di una barca che ne può contenere al massimo 10, quando non puoi muoverti e i tuoi polmoni sono compressi, quando cerchi disperatamente un filo d’aria, non puoi far altro che sentirti soffocare.

Già, perché non si muore solo annegando. Ma anche, spesso, per asfissia. L’operazione Mare Nostrum ha permesso di salvare circa 150.000 persone, di cui quasi 9 mila minorenni. Ma, nonostante questi ottimi risultati, i morti sono stati oltre 3 mila. L’operazione Triton, che dovrebbe sostituire Mare Nostrum, avrà solo funzioni di sorveglianza e non di salvataggio in mare. Un ridimensionamento della portata umanitaria. Nel momento in cui bisognava potenziarla.

Perché, prima di tutto, viene la salvezza delle persone. E non possiamo, come uomini, chiudere la porta. Io non posso pensare di lasciare un uomo affogare in mezzo al mare. Non posso pensare di permettere che ad un uomo manchi l’aria per respirare. Non posso pensare di non fare niente. E non ne posso più di ascoltare discorsi del tipo: ‘Sono d’accordo, ma…’, ‘Io vorrei, ma.’, ‘io non sono razzista, ma…’. Perché ognuno di noi è responsabile. Nessuno di noi è senza colpe. Perché il nostro benessere è stato costruito anche sulla povertà, che lo sfruttamento delle risorse, lo stupro del territorio da parte delle nostre multinazionali hanno creato in Africa, senza che a quei popoli rimanesse niente da utilizzare. E noi, dopo tutto questo, quando vengono a chiederci aiuto, non possiamo tirarci indietro. Non dobbiamo. O non siamo uomini.

È pur vero che in questa situazione abbiamo bisogno del sostegno dell’Europa. Da soli non possiamo sostenere tutto il peso. Ma, come diceva Don Gallo: ‘Su tutte le difficoltà riguardanti l’immigrazione, dico: diamo prima l’accoglienza e poi le difficoltà le affronteremo’. È vero anche che gli aiuti, concreti, vanno portati direttamente sul territorio. Ma questo è un processo lungo, e negli anni, la volontà dell’Europa di metterlo davvero in pratica non si è mai vista ( forse perché il nostro benessere è più evidente se c’è qualcuno più povero con cui fare il confronto. Ma la nostra ricchezza potrà essere solo materiale). Ma, proprio perché si tratta di un processo lungo, i gommoni continueranno ad arrivare. E sta all’Italia, in questo momento, decidere se aiutare queste persone o lasciare che muoiano in mare, perché Mare Nostrum è un’operazione italiana.

E se non volete credere a me, allora credete alle tante associazioni umanitarie che si oppongono alla sua chiusura. Organizzazioni come Amnesty Intenational , Medici Senza Frontiere e Save The Children. Perché se noi abbiamo la fortuna di poter guardare al futuro e fare programmi anche per il prossimo anno, un migrante, nella stiva di una barca, può sperare solo di arrivare al prossimo respiro.

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