Se le spunte blu di #WhatsApp diventano un caso

Da ieri su WhatsApp, il servizio di messaggistica istantanea più usato al mondo rilevato da Facebook per 19 miliardi di dollari, sono comparse le fatidiche “spunte blu“, come le chiamano in gergo. Quindi, direte voi, cosa dovrebbe importarcene? Domanda assai lecita e intelligente, soprattutto per chi non ha WhatsApp: per chi ce l’ha, invece, a quanto pare è un disastro.

Quando infatti esistevano solo la spunta singola (messaggio inviato al server) e la doppia spunta (messaggio inviato al dispositivo del destinatario) di colore grigio si poteva ancora tranquillamente mentire sull’effettiva lettura del messaggio: ora non più. Tanto che sui social si è scatenata la satira, ma anche la protesta, invocando la privacy. Che è un po’ paradossale visto che installando WhatsApp sul proprio smartphone automaticamente viene concessa l’autorizzazione a leggere ben 2 volte al giorno i propri numeri presenti in rubrica: loro si giustificano con “è per evitare i messaggi di spam” e “funzioniamo in maniera simile agli sms”, ma in realtà mai nessun operatore telefonico ha mai avuto accesso alla rubrica di un utente, solo ai tabulati telefonici e all’invio di sms.

Guardate però il lato positivo: se avete uno spasimante insistente, bastano un paio di spunte blu per fargli capire che non c’è trippa per gatti. Un po’ brutale, ma sono i social bellezza. Ho letto tra l’altro interessantissimi articoli su come questi due segni grafici colorati aumenteranno lo stress delle persone e c’è già chi sta escogitando mezzi sopraffini per aggirare la doppia spunta blu, oramai novello simbolo del male. Che poi a me è venuta in mente questa cosa assai banale: non ti piace come si è evoluta un’app? Smetti di usarla. E’ dai tempi delle falle di sicurezza scoperte nel 2013 che io non ho WhatsApp e vivo benissimo. C’è vita oltre i Social, anzi, mi verrebbe da dire che c’è “LA vita“: e che se dobbiamo dire una cosa importante a una persona, magari una persona che amiamo, è meglio farlo di persona, guardandola negli occhi.

Se poi ci tenete così tanto alla vostra privacy, vi svelerò un segreto: ai tempi di Facebook, questa non esiste più. E un’ottima alternativa a WhatsApp, soprattutto per i protocolli di sicurezza, si chiama Telegram. Funziona allo stesso modo, ma non ha le spunte blu. Almeno per ora. Nell’attesa, se la gente si indignasse di meno per un paio di spunte blu e un po’ di più per le cose che contano davvero, forse, dico forse, non saremmo continuamente sull’orlo del baratro e la nostra sarebbe una vita migliore.

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About Pierpaolo Farina

Classe 1989, milanese, blogger, sociologo, scrittore. Nel 2009 ho creato enricoberlinguer.it, nel 2010 il blog Qualcosa di Sinistra. Sono il padre di WikiMafia - Libera Enciclopedia sulle Mafie, co-fondata nel 2012 insieme a Francesco Moiraghi. Nel 2013 ho scritto il libro "Casa per Casa, Strada per Strada". Nel 2014 mi sono laureato in Scienze Sociali con una tesi su Mafia e Capitalismo con Nando dalla Chiesa. Nel 2015 ho dato vita a MafiaMaps, prima app antimafia. Scrivo per riviste scientifiche, mi occupo di comunicazione politica e social media. Last but not least, fotografo con Sophie, la mia Canon 6D.

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