#Veep e la politica del ridicolo

L’ambizione, si sa, rende l’essere umano avvoltoio e ci porta a compiere l’impossibile pur di raggiungere un determinato scopo, così nella vita di tutti i giorni, così in politica. E se qualche tempo fa abbiamo parlato dello spietato Francis Underwood e del suo incontrollabile bisogno di potere, oggi è il turno di Selina Meyer.

Selina Meyer è una politica statunitense, una senatrice che, dopo aver ricevuto l’offerta di diventare Vice Presidente degli Stati Uniti, ferma la sua campagna presidenziale e accetta l’offerta di POTUS (President of the United States) eletto.

La sua ambizione, però, resta inalterata: lei e il suo staff, un manipolo di arrivisti e incompetenti che potrebbero benissimo far dichiarare in diretta nazionale a Selina che dei neutrini attraversano lo Yellowstone Park, cercano maldestramente di scalzare il Presidente, in modo tale che la senatrice Meyer possa diventare lei stessa Presidente.

Julia Louis-Dreyful ci offre un quadro molto divertente di quello che è il politico-medio americano (ma, oseremmo dire senza sbagliarci troppo, anche italiano), impregnato di pressappochismi e privo di riferimenti culturali: gli sceneggiatori hanno, per ben tre stagioni, sagacemente bypassato il partito di appartenenza della senatrice, anche quando questa si trova ad affrontare crisi economiche, questioni estere e temi etici che interessano e dividono i Repubblicani e i Democratici. Selina è forse l’archetipo perfetto del politico di confine fra un’affermazione e la sua negazione, assolutamente non curante della coerenza e dell’integrità che deve rappresentare.

L’amoralità della sua vita privata e la totale stupidità nel navigare lungo il fiume impetuoso della politica la portano comunque a galleggiare: Selina riesce a barcamenarsi, a resistere alle chiacchiere a resistere soprattutto a se stessa e alle sue continue gaffe, mettendo a tacere la stampa, sfruttando a volte persino il suo sex appeal e comandando al suo staff di fare l’impossibile per risolvere i problemi da lei creati.

Insomma, direte voi, niente di nuovo rispetto a molti politici nostrani. E’ proprio questo il punto che Veep vuole mostrare: niente di nuovo sotto il fronte della politica meschina e un po’ ridicola

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About Davide Clementi

Nato nel 1996 a San Benedetto del Tronto lo stesso giorno del celebre movimento rivoluzionario cubano, dopo i 5 anni presso il Liceo Classico di San Benedetto del Tronto, mi iscrivo alla facoltà di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Macerata. Dal 2014 porto i miei pochi silenzi anche su Qualcosa di Sinistra.

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