Il futuro della lista Tsipras

La lista L’Altra Europa con Tsipras è riuscita a superare per un soffio lo sbarramento del 4% e tre esponenti di questa formazione politica siederanno nel Parlamento di Bruxelles e di Strasburgo tra i banchi della Sinistra Europea. Di fronte al trionfo del Partito Democratico del premier Matteo Renzi in versione “pigliatutto”, la scommessa vinta da Barbara Spinelli e dagli altri intellettuali che hanno promosso questa iniziativa rappresenta una vera e propria boccata d’ossigeno per il progressismo italiano.

Il successo della lista Tsipras, tuttavia, rischia di trasformarsi in un fenomeno effimero, dato che a livello nazionale S.E.L. e Rifondazione Comunista, le due principali realtà partitiche che hanno sostenuto la candidatura di Alexis Tsipras a Presidente della Commissione Europea, non sono in buoni rapporti da molti anni a questa parte. I dissidi profondi esistenti tra queste due formazioni politiche, dunque, rischiano purtroppo di far naufragare il sogno di costruire finalmente un partito unitario della sinistra radicale italiana, capace di opporsi in maniera efficace alle politiche economiche ed alle riforme costituzionali che il governo guidato da Matteo Renzi si appresta ad adottare nei prossimi mesi.

Non facciamo finta di niente, uno dei problemi principali che ostacolano la realizzazione di questo progetto più che auspicabile ha un nome e un cognome: Nichi Vendola. Il governatore della Puglia è ormai un leader bollito, che ha fatto il suo tempo e che nella vicenda dell’ILVA di Taranto non ha certo brillato per limpidezza morale. Per di più, l’approdo di S.E.L. nella lista Tsipras è avvenuto all’ultimo minuto, dato che fino al congresso di Riccione del gennaio 2014 Vendola aveva dichiarato che il suo partito avrebbe sostenuto la candidatura di Martin Schulz alla presidenza della Commissione Europea insieme al Partito Democratico. La linea politica di Vendola è pertanto a dir poco ondivaga e, purtroppo, è probabile che molti dirigenti di S.E.L. in un prossimo futuro preferiranno ricominciare a dialogare con Matteo Renzi piuttosto che costruire un nuovo soggetto unitario a sinistra del P.D.

Un altro problema fondamentale è quello della leadership. Il riferimento esplicito a Tsipras nella denominazione della lista non potrà ovviamente essere replicato in occasione delle elezioni politiche nazionali e all’orizzonte, purtroppo, non si profila una personalità carismatica capace di essere competitiva all’interno dell’agone politico italiano. Essere contro i partiti personali è a dir poco sacrosanto, ma un leader popolare spendibile per le elezioni è necessario per poter costruire un nuovo partito unitario della sinistra radicale.

            La strada per coloro i quali hanno sostenuto L’Altra Europa con Tsipras si presenta dunque piena di ostacoli. Ma la sinistra italiana è abituata alle avventure perigliose e speriamo che questa esperienza fortunata a livello europeo possa ripetersi nei prossimi anni a livello nazionale.

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Luca Quaglia

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