#Falcone, un uomo normale

Ventidue anni fa, alle 17:58, Giovanni Brusca premeva il telecomando che fece saltare in aria l’autostrada di Capaci, uccidendo Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i tre agenti della scorta Vito Schifani, Antonio Montinaro e Rocco Dicillo. Oggi rivedremo le solite stanche commemorazioni, con migliaia di persone che scenderanno in piazza per dire che Falcone rivive in loro, che le sue idee camminano sulle loro gambe e via discorrendo.

Poi, salvo gli addetti i lavori, che sono una minoranza della minoranza, torneranno nell’inazione quotidiana contro la mafia esattamente come avevano fatto i 364 giorni precedenti. Perché essere antimafiosi, per davvero, costa fatica. Significa non farsi mai gli affari propri, non lasciarne scampare una alla propria coscienza, rifiutare di frequentare certi locali, certi giri, certe persone, andare sempre controcorrente (e quindi subire anche l’isolamento, non solo fisico, ma soprattutto morale)… essere antimafiosi, per davvero, significa essere cittadini, per davvero. Significa rifiutare un sistema, un tipo di società, un tipo di prospettiva che non include nessun’altra prospettiva se non lo status quo.

Significa essere intransigenti con chiunque, rifiutare ogni tipo di doppiopesismo, non guardare in faccia nessuno, tanto più se si aspira ad amministrare la cosa pubblica facendo politica, perché come diceva Sandro Pertini, “le solidarietà di partito sono complicità.” Significa rifiutare ogni compromesso con se stessi, grande o piccolo che sia, non importa quale sia la causa. Essere antimafiosi costa fatica, perché costa fatica essere liberi. E la maggior parte della gente non vuole essere libera, perché la libertà comporta scelte e assunzioni di responsabilità: preferisce essere felice (o illudersi di essere tale).

Tra la libertà e la felicità Giovanni Falcone scelse la prima. E pagò molto. E la sua vita è stata solo l’ultima cosa che ha dovuto sacrificare per portare avanti la sua lotta, per essere un vero antimafioso. Gliene dissero e gliene fecero di tutti i colori, subì valanghe di fango, tradimenti umani dolorosi, amarezze. Sopportò tutto. E non perché fosse un eroe, non era superman, era un uomo normale. Come ciascuno di noi aveva difetti e debolezze. La tendenza a mitizzarlo è la prima difesa degli inattivi che pensano di lavarsi la coscienza postulando una qualche superiorità fisica o morale: “Era un grande, nessuno mai come lui”.

No, ce ne sono tanti come lui, in potenza. Ma per pigrizia o per paura o per inconsapevolezza restano fiori ipotetici che non si daranno mai al mondo. Eppure sfioriranno anche loro, ma senza essere sbocciati. La mafia vince laddove i fiori decidono di non sbocciare. Per sbocciare, ci vuole coraggio. Falcone aveva coraggio. E il suo coraggio consisteva nel fare, molto semplicemente, il suo mestiere. Con onestà. E con la consapevolezza che per ogni fiore che non sboccia, non ci saranno altri semi che germoglieranno. Il modo migliore per ricordarlo è sbocciare. Tutti i giorni. 365 giorni l’anno.

E allora sbocciamo.

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About Pierpaolo Farina

Classe 1989, milanese, blogger, sociologo, scrittore. Nel 2009 ho creato enricoberlinguer.it, nel 2010 il blog Qualcosa di Sinistra. Sono il padre di WikiMafia - Libera Enciclopedia sulle Mafie, co-fondata nel 2012 insieme a Francesco Moiraghi. Nel 2013 ho scritto il libro "Casa per Casa, Strada per Strada". Nel 2014 mi sono laureato in Scienze Sociali con una tesi su Mafia e Capitalismo con Nando dalla Chiesa. Nel 2015 ho dato vita a MafiaMaps, prima app antimafia. Scrivo per riviste scientifiche, mi occupo di comunicazione politica e social media. Last but not least, fotografo con Sophie, la mia Canon 6D.

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9 comments

  1. Grande eroe! Ti ringraziamo di tutto quello che hai fatto per noi

  2. Lasciati soli o quasi sia lui che borsellino..vassallo e molti altri

  3. GRANDISSIMO UOMO E ANCHE LA SUA SCORTA.

  4. A noi Italiani non interessa niente di Falcone tanto è vero che oggi i nostri magistrati lottano tutti i giorni contro mafia e politica solo che sono ancora vivi, quindi non fa audience. Ogni giorno si muore di democrazia.. Stiamo assistendo alla caduta, di conseguenza vi consiglio di non lamentarvi una volta arrivati all’atterraggio, cercate di avere lo stesso menefreghismo di sempre… Sarà indolore.

    • Rimane sempre un problema italiano, l’italiano glorifica i morti ed è diffidente nei confronti dei vivi. In questo paese chi fa questo mestiere, in maniera seria, si trova contro sia la criminalità organizzata che una parte dello stato colluso. Una frase di Pietro Grasso è emblematica : “Ci sono Comuni in cui a infiltrarsi dovrebbe essere lo Stato”.

  5. Concordo nella definizione di uomo normale, categoria che oggi si avvia all’estinzione; ormai sono tutti bellissimi, intelligentissimi, fichissimi e…..ignorantissimi

  6. … Solo un grande uomo…. E l unico modo per onorare il suo grande sacrificio di dedicare la sua vita per una ipotetica giuztizia, e’ quello di non dimenticarlo…. Mai!!!!!!

  7. un uomo normale che pensava e voleva combattere la mafia ……..purtroppo il tempo si è incaricato di dirci che si sbagliava……peccato non poterlo avvertire.

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