#TerremotoEmilia: il malcostume politico del silenzio

Secondo una commissione internazionale di geologi alcuni eventi sismici che hanno colpito il nord Italia nel 2012 possono essere stati innescati dall’estrazione di petrolio in un campo petrolifero locale.

Si apre così l’articolo della rivista Science apparso l’11 aprile e che sta già facendo molto discutere. L’autore Edwin Cartlidge prosegue mettendo subito in chiaro che studi precedenti hanno messo in relazione alcuni eventi sismici con le attività estrattive, ma molto raramente si è trattato di terremoti devastanti come quello in Emilia-Romagna. Certo, aggiungo io, in Italia gioca un ruolo importante l’assoluto menefreghismo quando si tratta di adottare criteri antisismici anche quando si costruiscono i luoghi di lavoro.

La parte più inquietante dell’articolo però è questa:

Vasco Errani, il presidente della regione Emilia-Romagna, ha annunciato a maggio dello scorso anno [maggio 2013] che tutte le nuove richieste per le ricerche di idrocarburi nell’area del terremoto sarebbero state tenute in sospeso fino alla consegna del rapporto della commissione. Fonti ben informate dicono che però il rapporto è già stato presentato al governo dell’Emilia-Romagna da almeno un mese, ma che i politici a livello locale e nazionale sono nervosi circa i possibili effetti e ne stanno ritardando la pubblicazione. Benché espresse con cautela, le conclusioni della commissione potrebbero portare alla definitiva chiusura delle attività petrolifere nella regione.

Science anticipa brevemente ciò che sa del contenuto del rapporto (noto con l’acronimo ICHESE), che da un punto di vista scientifico giunge a conclusioni certamente non definitive e che saranno oggetto di discussione e di nuovi, e si spera più chiari, esperimenti.

Il nodo da sciogliere ora come ora è, piuttosto, se la popolazione abbia diritto di sapere o no. Sempre secondo Science alcuni geologi italiani temono che il rapporto scoraggi una discussione razionale circa il rischio sismico legato all’industria estrattiva. Preoccupazione lecita specialmente perché ci si rivolge a una popolazione arrabbiata e ovviamente non abituata alle discussioni tecniche, costretta a ricevere notizie di seconda o terza mano, confidando nella bravura e nella buona fede di quell’intermediario preziosissimo che è il giornalismo scientifico.

Il fatto che la popolazione non sia preparata a interpretare un rapporto di questo tipo non significa però che non abbia diritto a leggerlo, tanto che, anche se non le so interpretare, a me, comune cittadina che non ha studiato medicina, le lastre il radiologo le dà comunque.* Chiaramente se il rapporto è lì sul tavolo della Regione possiamo farci per settimane i discorsi sull’ignoranza della popolazione e come questa finirà col far estinguere il genere umano, la realtà è che il governo di Errani ha detto che ce lo faceva leggere e invece non lo fa. Manovra politica a mio avviso suicida a meno che tu non sia Henry Kissinger mentre ritira il Nobel per la Pace.

Trovo d’altra parte eccessive le paure degli scienziati italiani, considerato che con la pubblicazione del rapporto, che sia più o meno vicino alla realtà, ci fanno comunque una discreta figura a livello mediatico, un obolo che vale la pena pagare in tempi di magra per la ricerca scientifica. Se si scoprisse inoltre che il rapporto giunge a conclusioni scientificamente insostenibili, il risultato finale sarebbe in ogni caso nettamente meno disastroso di quello degli esperimenti di Augusto Ghetti sul modellino della diga del Vajont tanto per dirne uno. Anche ammettendo un blocco totale delle esplorazioni in Italia dubito che si apra una nuova crisi del petrolio, molto probabilmente le trivellazioni si faranno altrove: tutte le grandi civiltà si basano sulla schiavitù e la nostra non fa eccezione. E forse questa vicenda servirà a dare la sveglia a chi crede che più lo scienziato tace e più cala l’ignoranza del popolo.

Questo comunque è molto più tipicamente un caso di malcostume politico, la megalomania degli eletti di portarsi nella tomba segreti di Stato e ricette della nonna con la stessa identica solennità. Di fatto però oggi nessun politico nella media può permettersi di tenere nel cassetto il rapporto di una commissione su un terremoto, specialmente se non serve Assange ma basta un Cartlidge qualunque per guardare in quel cassetto e far fare all’incauto politico la misera figura del cioccolataio.

* Il bravo Daniele Oppo ha scritto sul suo blog un bel pezzo su questo cambiamento del rapporto tra l’essere umano medio e l’esperto che vi invito a leggere.

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