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La resistibile ascesa di Marine Le Pen

I risultati delle elezioni amministrative francesi hanno certificato l’impressionante impopolarità del Presidente della Repubblica François Hollande. Il Parti Socialiste (P.S.) ha dovuto infatti abbandonare il governo di ben centocinquantacinque comuni con più di diecimila abitanti, mentre la destra gaullista dell’Union pour un Mouvement Populaire (U.M.P.) dell’ex Presidente Nicolas Sarkozy ha ottenuto degli ottimi risultati in tutto il Paese, strappando ai socialisti persino una delle loro roccaforti storiche, Limoges, guidata da più di un secolo da sindaci di sinistra. Hollande si può consolare soltanto grazie al buon risultato conseguito a Parigi, dove la candidata socialista Anne Hidalgo è riuscita a fermare l’impetuosa avanzata della destra transalpina.

Il vero protagonista di questa tornata elettorale, tuttavia, è stato il Front National (F.N.) di Marine Le Pen. Questa formazione politica di estrema destra è infatti riuscita per la prima volta a conquistare quattordici comuni di medie dimensioni e, grazie al sistema elettorale proporzionale in vigore per le elezioni europee del prossimo 25 maggio, punta a diventare il primo partito transalpino. Il fascismo in salsa francese rischia quindi di rappresentare un pericolo molto serio per gli sviluppi futuri delle vicende europee.

Marine Le Pen è una donna molto abile, che è riuscita a camuffare in maniera efficace la natura reazionaria del suo movimento politico. Il Front National, fondato nel 1972 dal padre di Marine Jean-Marie Le Pen, fino a pochi anni fa era una forza politica tradizionalmente confinata nelle proprie roccaforti del sud – est del Paese ed aveva raggiunto un vero e proprio exploit elettorale soltanto nel 2002, l’anno in cui Jean-Marie Le Pen risultò il secondo candidato più votato alle elezioni presidenziali.  Marine Le Pen, la quale ha assunto la guida del F.N. nel gennaio del 2011, ha capito però che era necessario abbandonare la retorica antisemita e fascista del padre per poter ottenere un maggior numero di suffragi. In questi ultimi anni, pertanto, la Le Pen ha più volte dichiarato che il Front National “non è un partito di estrema destra, ma vuole difendere gli interessi nazionali dei Francesi e vuole abbandonare un’Europa che ha sottratto al popolo francese il potere di decidere sul proprio destino”. Con queste parole d’ordine, la Le Pen è riuscita a sfondare anche nella classe operaia transalpina, dove il Front National si appresta a diventare il partito più votato.

La lezione che ci giunge dalla Francia è particolarmente istruttiva. Il Partito Socialista di Hollande, che governa il Paese dalla primavera del 2012, non ha voluto e non ha saputo abbandonare le politiche di austerità adottate in tutto il continente europeo. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: la sinistra francese sta attraversando una crisi profonda e le forze di destra stanno avendo il sopravvento. La resistibile ascesa di Marine Le Pen può essere ancora fermata se, finalmente, le forze politiche progressiste europee decideranno di denunciare apertamente le politiche economiche rigoriste imposte dalla Germania di Angela Merkel. Per François Hollande, dunque, vale il buon vecchio detto “chi è causa del suo mal, pianga se stesso”.

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Luca Quaglia

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