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#Berlinguer non indicò mai come modello Maria Goretti

Ora anche basta. Non tanto per le valanghe di fango che stanno scaricando sulla figura di Enrico Berlinguer (visti gli artefici, si schivano facilmente e si rimandano al mittente), quanto alle balle che mettono in circolazione sul suo conto.

Oramai è un continuo, per dimostrare l’ottusità e finanche il cattolicesimo dell’ateo Berlinguer, fare riferimento a quell’UNICA volta in cui il leader del PCI, allora primo segretario della FGCI del dopoguerra, pronunciò il nome di Maria Goretti. Sarebbe bastato un discreto lavoro di archivio (ma del resto, oggi tutti parlano di Berlinguer senza saperne veramente nulla) per sapere che in quell’agosto del ’51 Berlinguer non indicò mai Maria Goretti come modello di virtù femminile per le giovani comuniste.

Disse invece una cosa molto diversa: paragonava la giovane partigiana Irma Bandieratorturata a morte dai nazisti per non aver voluto tradire i suoi compagni, all’oramai odierna santa, che si fece uccidere per difendere la verginità, citandole entrambi come esempi di virtù delle ragazze italiane, la prima per quelle comuniste e la seconda per quelle cattoliche. (cfr Chiara Valentini, Berlinguer, p. 99). In particolare, nel discorso “incriminato”, cerca di dimostrare come lottare per le proprie idee e morire per esse sia un esempio da seguire sempre, cosa che affermerà anche dopo, ma mai propose Maria Goretti come esempio da seguire per le giovani.

Ora, nel tentativo di screditare Berlinguer si può inventare di tutto. Ma almeno fate lo sforzo di interpretare male fatti veri, non di inventarveli di sana pianta: fate più bella figura voi e fate fare meno lavoro a noi.

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Pierpaolo Farina

Classe 1989, milanese, blogger, sociologo, scrittore. Nel 2009 ho creato enricoberlinguer.it, nel 2010 il blog Qualcosa di Sinistra. Sono il padre di WikiMafia - Libera Enciclopedia sulle Mafie, co-fondata nel 2012 insieme a Francesco Moiraghi. Nel 2013 ho scritto il libro "Casa per Casa, Strada per Strada". Nel 2014 mi sono laureato in Scienze Sociali con una tesi su Mafia e Capitalismo con Nando dalla Chiesa. Nel 2015 ho dato vita a MafiaMaps, prima app antimafia. Scrivo per riviste scientifiche, mi occupo di comunicazione politica e social media. Last but not least, fotografo con Sophie, la mia Canon 6D.

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