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Se anche Zingales diventa anti-europeista

È uscito oggi sul sito del Sole 24 Ore un articolo a firma Vito Lops in cui si riporta l’opinione di Luigi Zingales, professore di Economia alla University of Chicago (per chi non la conoscesse è l’Università di Friedman e la culla del pensiero neoliberale).

Zingales non è certo un economista critico e nemmeno un keynesiano, eppure quanto da egli detto lo abbiamo scritto in tempi non sospetti su questo blog.
Ma cosa ha detto il professore di Chicago? Leggiamo…

Oggi l’Unione europea è principalmente franco-tedesca e impone le sue regole al resto del continente con conseguenze devastanti, dal mio punto di vista, nel sud Europa. Il rischio di non cambiare queste regole è quello di avere una meridionalizzazione e desertificazione dell’intera Italia

Ma Zingales rincara la dose, criticando aspramente anche la situazione di “due pesi e due misure” che sussiste tra la Germania ed il resto dei paesi del Sud Europa per quanto riguarda il sistema bancario:

Le banche tedesche hanno oggi maggior solvibilità delle italiane perché lo Stato ha trasferito loro un grosso ammontare di risorse specialmente alle Landensbank piene di titoli tossici statunitensi all’indomani della crisi, con un meccanismo che la Germania ha invece contrastato negli altri paesi Ue

Insomma, anche il promotore di un Manifesto Capitalista e alfiere del pensiero neoliberale sembra arrendersi di fronte all’evidenza dei fatti: l’Unione Europea e la moneta unica stanno portando il continente nell’abisso continuando ad allargare il platonico “mare infinito della disuguaglianza”.

Sembrerà assurdo a molti (ma non al sottoscritto) ma Zingales ha fatto un’analisi molto più sensata delle tante del Partito Democratico, che si ostina a perseguire le follie organizzate dell’austerità e della strenua difesa dell’Euro.

Se le analisi poste sui devastanti effetti delle politiche di austerità e dei trattati europei sono sostanzialmente uguali tra molti analisti di tendenze economiche e politiche differenti, non lo sono certo le soluzioni offerte. La Sinistra (se ancora ne esiste una) ha l’obbligo di proporre un programma non solo contro l’Euro e contro l’Unione Europea ma soprattutto un programma anti-capitalistico, poiché è erroneo leggere l’Euro e l’austerità europea in maniera isolata dallo sviluppo del capitalismo negli ultimi 30 anni. Bisogna tagliare una testa (l’Euro) dell’Idra (Capitalismo) ma questo non lo ucciderà.

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Valerio Spositi

Sono uno studente universitario di Scienze Politiche e Relazioni internazionali. Studioso di economia eterodossa, da tempo ho focalizzato la mia attenzione sulla struttura dell'Unione Monetaria Europea e le sue conseguenze nonché sul funzionamento della moneta moderna. Interessato alla filosofia e specialmente al pensiero di Karl Marx, sono un critico radicale del capitalismo.

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