Presidente #Letta, l’inasprimento della #crisi è colpa dell’#Europa

La scorsa settimana il Presidente del Consiglio Enrico Letta, in un convegno a Parigi, ha espressamente enunciato che la crisi non è colpa dell’Europa ma è anzi figlia della mancanza dell’Europa.
Come dire che il coma etilico è colpa della mancanza di alcool in corpo.

Poniamo subito il fatto evidente che questa crisi è una crisi del capitalismo, come ricordato benissimo qui dal Prof. Riccardo Bellofiore, Non è, inoltre, quella europea, una crisi endogena, ovvero nata dalle sue dinamiche interne. L’“instabilità del capitalismo”, riprendendo parzialmente il titolo di un’opera di Hyman P. Minsky, si è nuovamente manifestata con la crisi iniziata nel 2007-2008.

Come avevamo visto già tempo fa qui, la crisi europea non è una crisi da debito pubblico ma una crisi da debito privato, il quale si è trasformato in pubblico a seguito della volontà politica di salvare le banche e la finanza dal loro crollo (alla faccia dei “mercati efficienti”).

Il crollo dei consumi, degli investimenti e quant’altro, è dovuto all’imposizione di misure restrittive di politica fiscale, ovvero aumento delle tasse e riduzione della spesa pubblica; tutto ciò ha fatto avvitare ancor di più l’economia su se stessa, portando ad un ulteriore crollo dei redditi, degli investimenti, dell’occupazione, i quali, come moltissimi economisti eterodossi avvertivano da tempo non sospetto, hanno prodotto un crollo del gettito fiscale (e quindi la creazione di deficit di bilancio sbagliati) e una deflazione.

Beh, ma allora chiediamoci: chi ha imposto questi vincoli alla politica economica degli Stati?
Ovviamente la risposta è l’Unione Europea e la Troika (BCE, Commissione Europea, FMI).
E con cosa hanno imposto tutto ciò? Ricordate Maastricht, il vincolo del 3% sul rapporto deficit/PIL e il vincolo del 60% sul rapporto debito pubblico/PIL? E Lisbona, quel Trattato che ha completamente esautorato la sovranità degli Stati? Il Fiscal Compact? Il Preventing and Correction Macroeconomic Imbalances? L’Europact, i Six Packs, ecc…?

Ecco, probabilmente Letta non se li ricorda o, meglio, li conosce benissimo ma non ne fa minimamente cenno; meglio spostare le ire del popolo contro la Casta, contro il Fiorito di turno e le auto blu! Dovessero mai capire come funziona questa oscenità chiamata Eurozona (primo esperimento storico di divorzio totale tra l’autorità fiscale di uno Stato e la valuta da esso utilizzata) e cosa impongano i Trattati sovra-nazionali!

Quindi, caro Presidente Letta, l’avvitamento della crisi capitalistica in Europa è assolutamente colpa dell’Europa, dei suoi vincoli e della sua ideologia che, con l’economista Michael Hudson, potremmo definire neo-feudale. Ideologia che naturalizza lo storico e fatalizza il sociale.

Per Marx l’ideologia perfetta è quella che si rende invisibile e nega se stessa: “siamo nel post-ideologico, non ci sono più ideologie” è, appunto, ciò che continuamente sentiamo. Quale miglior conferma alle parole del pensatore di Treviri?
Infine ideologia che, nonostante i moderni teologi del mercato globale dicano non esistere poiché viviamo l’epoca del “post-ideologico”, è oggi più presente e penetrante che mai; domina incontrastata, infatti, l’ideologia capitalistica, di cui l’Unione Europa è uno dei riflessi più brutali.

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Valerio Spositi

Sono uno studente universitario di Scienze Politiche e Relazioni internazionali. Studioso di economia eterodossa, da tempo ho focalizzato la mia attenzione sulla struttura dell’Unione Monetaria Europea e le sue conseguenze nonché sul funzionamento della moneta moderna.
Interessato alla filosofia e specialmente al pensiero di Karl Marx, sono un critico radicale del capitalismo.

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