Legge di #Stabilità, ecco perché la #ripresa non arriverà

Siamo di fronte all’ennesima farsa del governo Letta, burattino della Troika che sta eseguendo quanto da essa dettatogli.
Comunque, Letta ha spiegato che la legge di stabilità porterà ad un 1% di crescita.
L’ennesima balla per far credere in una fantomatica ripresa che, fin dal 2008, si dice arriverà l’anno dopo o a seguito delle “riforme strutturali” e che non si è mai e poi mai manifestata.

Oltre alla barzelletta della “crescita dell’1%” Letta è stato categorico sul rispetto del vincolo del 3% del rapporto deficit/PIL e anche del perseguimento del pareggio di bilancio, visto che l’Italia è da poco uscita dalla procedura di infrazione (già questo dovrebbe farvi sobbalzare sulla sedia) da parte dell’Europa.

Ricapitolando quindi abbiamo:

  • crescita dell’1%
  • non sforamento del tetto al 3% al rapporto deficit/PIL
  • perseguimento del pareggio di bilancio

Per spiegare perché la ripresa non arriverà è sufficiente una semplicissima equazione di primo grado, ovvero quella dei saldi settoriali dell’illustre economista di Cambridge Wynne Godley, venuto a mancare nel 2010.
L’equazione è la seguente:

(S-I) + (T-G) + (X-M) = 0

Cosa sta a significare? Lo spiego subito.

(S-I) è il saldo del settore privato (famiglie, aziende, ecc…) dove, per avere ricchezza finanziaria netta che rimane al suo interno, la S deve essere maggiore della I, cioè S > I.

(T-G) è il saldo del settore pubblico (Governo): se positivo (T > G) vuol dire che si ha un surplus di bilancio, se negativo (T < G) si ha un deficit di bilancio, mentre se è uguale a 0 (T = G) si ha il pareggio di bilancio.

(X-M) è il saldo estero, dove X sono le esportazioni ed M le importazioni. Per far affluire ricchezza finanziaria netta all’interno dell’economia, il saldo deve essere positivo (X > M), cioè bisogna essere esportatori netti.

Ora poniamo le condizioni che Letta si impegna a rispettare, cioè il pareggio di bilancio, quindi T-G possiamo non scriverlo, poiché lo poniamo uguale a 0.
L’equazione diventa:

(S-I) + (X-M) = 0

Cosa significa? Significa che l’unica ricchezza finanziaria netta che può entrare nel paese è quella derivante dall’export. E come si può essere esportatori netti non potendo svalutare il tasso di cambio (fissato dalla moneta unica)?
Ma ovvio, svalutando i salari dei lavoratori.

Non è necessario un genio per capire che se si tagliano i redditi dei lavoratori, la domanda interna è destinata a peggiorare ancora di più. Perché? Perché avendo meno reddito i lavoratori spenderanno di meno; spendendo di meno i negozi, le imprese, ecc… vendono di meno; vendendo di meno sono costrette a licenziare i lavoratori; licenziando i lavoratori si hanno ancora meno redditi in circolazione, quindi meno consumi, meno investimenti, ecc…
I saldi settoriali sono molto ben comprensibili dal seguente grafico:

I saldi settoriali dell’Italia

Perseguendo l’obiettivo del pareggio di bilancio, criminalmente inserito nella Costituzione, la ricchezza finanziaria netta del settore privato non può che diminuire, a meno che non ci si uccida per esportare distruggendo i salari per aumentare la competitività, il che condurrà, come abbiamo visto, ad una ulteriore diminuzione della domanda interna.
Domanda interna che, come riportato da questo grafico pubblicato sul Washington Post, è disastrosamente crollata a causa delle folli e criminali politiche di austerità completamente avallate dal centro-sinistra e dal centro-destra:

Domanda interna reale (USA, Eurozona, Giappone)

Allora si potrebbe dire: “Beh, aumentiamo un po’ il deficit di bilancio, no?!”. Eh no! Non si può neanche se c’è la volontà politica! E perché? La risposta la lascio alle parole, del 1998, del Prof. Mathew Forstater:

[…] le forze di mercato possono richiedere una politica fiscale pro-ciclica durante una recessione, aggravando gli effetti recessivi… Anche se non ci fossero limiti imposti sul deficit dei Paesi e dei debiti nazionali, la struttura della UME rende quasi impossibile per un Paese adottare una politica anti-ciclica di bilancio anche se ci fosse la volontà politica. Questo perché, cedendo la loro sovranità monetaria nazionale, i Paesi non sono più in grado di condurre una politica fiscale e monetaria coordinata, essenziale per una risposta completa ed efficace alle crisi periodiche della domanda […]

Benvenuti nell’Eurozona!

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Valerio Spositi

Sono uno studente universitario di Scienze Politiche e Relazioni internazionali. Studioso di economia eterodossa, da tempo ho focalizzato la mia attenzione sulla struttura dell'Unione Monetaria Europea e le sue conseguenze nonché sul funzionamento della moneta moderna. Interessato alla filosofia e specialmente al pensiero di Karl Marx, sono un critico radicale del capitalismo.

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