#FMI, in arrivo il modello Cipro

Dopo averci rassicurato sul fatto che il prelievo forzoso sui conti correnti dei cittadini ciprioti è stato solo un caso isolato, una eccezione, il FMI, nel suo report semestrale “Fiscal Monitor, Taxing Times” di Ottobre, propone l’opzione di un prelievo del 10% sui conti correnti anche per gli altri paesi europei.
Nel report, il FMI ricorda le esperienze storiche nelle quali un prelievo forzoso fu attuato, come in Germania dopo la Prima Guerra Mondiale e in Giappone dopo la Seconda.

Per imporre nuovamente tale misura, si dirà, in quelle occasioni essa ebbe l’effetto desiderato (abbassare il debito pubblico per esempio). Bene, avete sbagliato. E’ lo stesso FMI che ci dice (a pag. 58) come tale prelievo abbia fallito nei suoi obiettivi:

Sorprendentemente c’è un’ampia gamma di esperienze cui attingere, in quanto tali prelievi furono ampiamente adottati in Europa dopo la Prima Guerra Mondiale in Germania e dopo la Seconda in Giappone. Riesaminata da Eichengreen (1990), questa esperienza […] fu semplicemente un fallimento per quanto riguarda il raggiungimento della riduzione del debito, in larga parte a causa del ritardo con il quale fu introdotto [il prelievo, ndt], il che ha condotto a sostanziali fughe di capitali ed a forti spinte inflattive.

Pur ammettendo loro stessi i fallimenti di questa strategia, cosa propone il FMI?

Ridurre il rapporto debito/PIL ai livelli di fine 2007 richiederebbe (per un campione di 15 paesi dell’area Euro) una tassazione di circa il 10% sui risparmi netti delle famiglie.

Verrebbe da ridere ove non fosse l’ennesimo diktat che la Troika ha in mente di imporci, in barba alla sovranità degli Stati e dei popoli.

Non credo serva inoltrarci nel dettaglio di quelli che potranno essere gli effetti di tale manovra. Data la libera circolazione dei capitali all’interno dell’Eurozona e dell’Unione Europea, non ci sarà da meravigliarsi se assisteremo ad una fuga (nuovamente come in passato) dei grandi capitali dall’area Euro (cosa non nuova tra l’altro), lasciando indifesi i piccoli risparmiatori e le famiglie.

La Troika, con il FMI alla sua testa, sembra nuovamente intenzionata ad immolare quelle ricchezze (ormai ridotte all’osso) delle famiglie, dei pensionati e dei piccoli risparmiatori europei sull’altare di “Monsieur le Capital” (Marx).

D’altronde abbiamo sempre continuato a subire silenti, dirottando la nostra critica verso pseudo-problemi (Lukacs), continuando ad essere i fondamentalisti della nuova religione del “Più Europa”.
Il “ce lo chiede l’Europa” ha ormai sostituito il vecchio TINA (There Is No Alternative – Non c’è alternativa) come slogan centrale della nuova divinità chiamata Unione Europea.
Ora, “per il bene del paese” e perchè “ce lo chiede l’Europa”, preparate i vostri conti correnti.

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Valerio Spositi

Sono uno studente universitario di Scienze Politiche e Relazioni internazionali. Studioso di economia eterodossa, da tempo ho focalizzato la mia attenzione sulla struttura dell'Unione Monetaria Europea e le sue conseguenze nonché sul funzionamento della moneta moderna. Interessato alla filosofia e specialmente al pensiero di Karl Marx, sono un critico radicale del capitalismo.

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