Carlo Cottarelli, World Economic Outlook Briefing

Cottarelli, l’ultimo diktat del FMI all’Italia

Carlo Cottarelli. E’ lui l’uomo voluto da Letta e Saccomanni per gestire la spending review, cioè i drastici tagli alla spesa pubblica che produrranno ulteriore recessione, portando l’Italia ancora più a fondo di quanto già non sia.

Chi è Carlo Cottarelli? Laureato in Economia all’Università di Siena e poi alla London School of Economics, lavora al Fondo Monetario Internazionale dal 1988, anni durante i quali ha operato in diversi dipartimenti.
Dal 2008 è direttore del Dipartimento Affari Fiscali al FMI.
E di cosa si è occupato, al FMI, Cottarelli? Possiamo scoprirlo direttamente dalla sua pagina biografica sul sito del FMI:

Cottarelli ha lavorato su diversi mercati emergenti ed avanzati e sui paesi a basso reddito, occupandosi della loro sorveglianza, dei programmi supportati dal FMI per tali paesi, nonchè di assistenza tecnica. Tra questi paesi troviamo l’Albania, la Croazia, l’Ungheria, il Libano, la Russia, la Serbia, il Tajikistan, la Turchia, l’Italia e il Regno Unito.

Senza andare a scomodare i dati del disastro che le politiche economiche del FMI hanno portato ai paesi dell’Est Europa e alle ex Repubbliche Socialiste Sovietiche (il cui passaggio al “libero mondo” capitalistico è stato traumatico), in cui rientrano alcuni paesi su cui Cottarelli operava, nel 1988 al FMI arrivarono le dimissioni di un funzionario; il suo nome è Davison Budhoo e queste che seguono sono le parole scritte di suo pugno:

Oggi ho rassegnato le mie dimissioni dallo staff del FMI dopo dodici anni, e dopo mille giorni di
lavoro ufficiale sul campo per il FMI, durante i quali ho venduto la vostra medicina e i vostri trucchetti a governi e popoli dell’America Latina, dei Caraibi, e dell’Africa. Per me le dimissioni costituiscono una liberazione inestimabile, perché con esse compio il mio passo verso un luogo in cui spero di lavarmi le mani da quello che considero il sangue di milioni di persone povere e affamate. […] Il sangue è così tanto, sapete, che scorre a fiumi. Si secca anche: mi si rapprende addosso; a volte mi sembra che al mondo non ci sia abbastanza sapone per ripulirmi dalle cose che ho fatto a vostro nome.

Le fonti di questa testimonianza sono le seguenti:

  • Budhoo D. – Enough is enough: Dear Mr. Camdessus… Open letter of resignation to the managing director of the IMF. New York, 1988.
  • Klein N. – Shock Economy. The rise of disaster capitalism (2007)

Ed oggi un uomo di quell’organismo che ha permesso lo spargimento del “sangue di milioni di persone povere e affamate” siede a Roma, ad occuparsi dei tagli alla spesa pubblica. Magari promuovendo qualche processo di liberalizzazione e privatizzazione, così come gli accordi dell’Organizzazione Mondiale del Commercio ci impongono.

Ma d’altronde non è una novità. Il Parlamento di Roma è stato esautorato da ogni sovranità politica, economica e sociale. Roma non decide più nulla a seguito della firma e della ratifica di trattati europei i cui nomi per la maggior parte, a molti di voi, sono totalmente sconosciuti: Trattato di Maastricht, Trattato di Lisbona, European Semester, Preventing and Correction Macroeconomic Imbalances, Europact, Six Packs, Fiscal Compact, ecc…

Con la ratifica dei suddetti accordi e trattati sovra-nazionali, i politici di Roma sono meri pupazzi che fanno finta di poter contare ancora qualcosa, quando ormai la Troika (BCE, FMI, Commissione Europea) ha già deciso tutto da tempo, compresa quindi la nomina di Cottarelli. A chi vuole capire l’impotenza del Parlamento di Roma, consiglio la visione di questo intervento del giornalista Paolo Barnard a “La Gabbia” di mercoledì 2 Ottobre.

Così come ormai 2 anni fa dissi che il governo Monti ci avrebbe devastato la vita (pensate per un momento agli esodati e ai pensionati la cui esistenza è stata travolta dalla riforma di Elsa Fornero, attuata non per il “bene del paese” ma per compiacere i mercati internazionali) ora prepariamoci ad altri tagli lacrime e sangue che non porteranno a nessun beneficio a noi 99%.

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Valerio Spositi

Sono uno studente universitario di Scienze Politiche e Relazioni internazionali. Studioso di economia eterodossa, da tempo ho focalizzato la mia attenzione sulla struttura dell'Unione Monetaria Europea e le sue conseguenze nonché sul funzionamento della moneta moderna. Interessato alla filosofia e specialmente al pensiero di Karl Marx, sono un critico radicale del capitalismo.

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