Wto-Turnaround

WTO, GATS, ISA e la svendita della sovranità

Ve lo ricordate il referendum del 2011 per l’acqua bene comune? Per caso avete visto, lo scorso mercoledì, il servizio mandato in onda da Gianluigi Paragone a “La Gabbia” in cui un funzionario del Ministero del Tesoro, a telecamere spente, esclamava della necessità di “espropriare” i Comuni nella gestione delle “utilities” (acqua, luce, gas, ecc…) per poi privatizzarli al fine di far cassa, fregandosene altamente del referendum del 2011 e dei beni comuni? Bene, con questo vi do il benvenuto nel mondo degli accordi sovra-nazionali dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO), del suo General Agreement on Trade in Services (GATS) e del nuovo International Services Agreement (ISA).

Probabilmente vi starete chiedendo cosa siano gli accordi GATS e ISA. Il GATS è, letteralmente, un Accordo Generale per il Commercio dei Servizi. Riprendendo la definizione ufficiale che ne da la WTO, direttamente da una sezione del loro sito  riguardante i negoziati:

Il General Agreement on Trade in Services (GATS) prevede esplicitamente per il futuro negoziati commerciali nella visione di un raggiungimento di un livello di liberalizzazione progressivamente sempre più alto.

I paesi aderenti al GATS, in cui ci sono tutti quelli dell’Unione Europea, compilano una loro “Scheda degli impegni” (Schedule of Commitments) all’interno della quale sono contenute quelle tipologie di servizi che verranno ad essere oggetto dei processi di liberalizzazione. Dato che la WTO (Organizzazione Mondiale del Commercio) opera come una specie di “Tribunale” sovra-nazionale, sarà esso stesso a giudicare sugli accordi commerciali presi e sulle operazioni effettuate dai paesi membri sui servizi in questione. Ciò cosa vuol dire? Vuol dire che lo Stato viene scavalcato, non appena aderisce a tali accordi, da istituzioni sovra-nazionali nella gestione dei servizi utilizzati da noi cittadini.

Qui di seguito riporto solo alcuni degli “impegni” che l’Europa ha preso con la WTO, in base al GATS. Ciò che notate qui sotto sono, quindi, servizi i quali l’Europa si è impegnata ad aprire al mercato e agli investitori esteri.

Sanità e servizi sociali:

Servizi educativi:

Servizi finanziari:

Servizi di comunicazione:

Servizi turistici e correlati ai viaggi

Servizi di trasporto

Come potete notare, rientrano nei negoziati GATS di liberalizzazione servizi come gli ospedali, servizi sociali, educazione di ogni grado (quindi scuola primaria, secondaria e Università), servizi assicurativi (e servizi ad essi correlati), sistema bancario e finanziario (ed altri servizi ad esso correlati), servizi di telecomunicazione, trasporti di ogni tipologia e servizi turistici.

Un articolo del 12 Aprile 2013 di Sbilanciamoci ci avvisava della pericolosità del GATS e della sua ramificazione, la quale molto probabilmente arriverà fino ai servizi idrici e all’energia:

Ora arriva una nuova minaccia contro l’accesso a un diritto essenziale come quello all’acqua, ma anche alla salute, all’istruzione, all’energia o alla comunicazione. Il mostro già ucciso una volta, che ora resuscita e si riaffaccia alla finestra, come in un film dell’orrore, si chiama Gats: l’Accordo sul commercio nei servizi dell’Organizzazione mondiale per il commercio (Wto).
I paesi ricchi in cui hanno sede imprese multinazionali forti in questo settore, a cominciare dall’Europa, hanno tentato di ampliare l’ambito dei negoziati di liberalizzazione commerciale del Wto ad attività come il servizio idrico, quello sanitario, l’istruzione, le comunicazioni, l’energia.

Come se non bastasse il GATS, nuovi negoziati sono stati aperti per un “International Services Agreement” su cui (come dubitarne?!) l’Unione Europea sta spingendo.
Stando a quanto riportato dal sito Library of European Parliament:

I cosiddetti “Veri buoni amici dei servizi” (i membri del WTO), si sono accordati, il 5 Luglio 2012, per iniziare a preparare i negoziati di un “International Services Agreement” al fine di rinforzare il mercato globale dei servizi.

Neanche a dubitarne minimamente, la Commissione Europea si è subito rivelata entusiasta del nuovo ISA:

La Commissione Europea ha proposto al Consiglio di aprire i negoziati su di un nuovo Accordo Internazionale sul Commercio dei Servizi. I 21 membri del WTO stanno attualmente partecipando a questa iniziativa, ovvero un approccio “multilaterale”, e l’Unione Europea sta spingendo per l’accordo per ottemperare alle leggi del WTO, cosicché possa essere “multilateralizzato” allo stadio successivo

Non posso che condividere la preoccupazione espressa da Sbilanciamoci per quanto concerne tutto ciò:

Che cosa resta della democrazia quando il potere decisionale pubblico su settori chiave quali i servizi finanziari (bancari, contabilità, assicurazioni, ecc.), il commercio al dettaglio, i trasporti, le telecomunicazioni, il turismo è preso in mano dai negoziatori del Wto?

Aggiungerei che cosa resta della sovranità? L’amara risposta purtroppo è nota: nulla.

Tali accordi rappresentano il palese “regno animale dello Spirito”, per dirla con Hegel, in cui viviamo dal 1989 ad oggi, ossia nel capitalismo assoluto e totalitario. Quel sistema in cui l’onni-mercificazione permea ogni strato esistenziale e colonizza anche i potenziali “pensieri pensanti”, come direbbe Martin Heidegger.
Anche i bisogni primari (come l’acqua) vengono ridotti a merce da cui estrarre profitto, linfa vitale del brutale modo di produzione capitalistico. Tempo, quello del capitalismo assoluto e totalitario, perfettamente descritto da Marx in “Miseria della Filosofia”:

Venne infine un tempo in cui tutto ciò che gli uomini avevano considerato come inalienabile divenne oggetto di scambio, di traffico, e poteva essere alienato; il tempo in cui quelle stesse cose che fino allora erano state comunicate ma mai barattate, donate ma mai vendute, acquisite ma mai acquistate – virtù, amore, opinione, scienza, coscienza, ecc. – tutto divenne commercio. È il tempo della corruzione generale, della venalità universale, o, per parlare in termini di economia politica, il tempo in cui ogni realtà, morale e fisica, divenuta valore venale, viene portata al mercato per essere apprezzata al suo giusto valore.

WTO, GATS e ISA sono il riflesso materiale di quella che il filosofo tedesco Johann Gottlieb Fichte avrebbe chiamato “anarchia commerciale”, ossia la globalizzazione capitalistica, in cui di globale c’è solo lo sfruttamento e la “barbarie”.

Tornare alla sovranità nazionale per poter ricostruire un’Europa sociale, anti-capitalista di liberi e uguali, uscire dall’Euro e da questa Europa “neo-feudale” (Parguez, Hudson), ripudiare il monoteismo del mercato e tornare all’anti-capitalismo. Questo è ciò che bisognerebbe fare per resistere a questo “mondo capovolto”, come diceva Marx, e provare a costruire una “ulteriorità nobilitante”.

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Valerio Spositi

Sono uno studente universitario di Scienze Politiche e Relazioni internazionali. Studioso di economia eterodossa, da tempo ho focalizzato la mia attenzione sulla struttura dell'Unione Monetaria Europea e le sue conseguenze nonché sul funzionamento della moneta moderna. Interessato alla filosofia e specialmente al pensiero di Karl Marx, sono un critico radicale del capitalismo.

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