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Hai il Q.I. basso? Sarai di destra e razzista

di Pierpaolo Farina

Alla Brock University, Ontario, Canada, non hanno dubbi: se da bambino hai un Q.I. meno sviluppato, con molta probabilità da grande diventerai razzista, conservatore e pieno di pregiudizi. Lo studio, pubblicato sulla rivista Psychological Science, motiva le sue conclusioni mettendo in luce il circolo vizioso alla base del quale i bambini con basso Q.I. finiscono per avvicinarsi e a strutturarsi attorno alle ideologie conservatrici a causa di strutture d’autorità e concetti più semplici da capire, rispetto alla complessità della realtà che li circonda (e in genere delle ideologie progressiste e relativiste).

Ecco un passo dallo studio:

Sfortunatamente queste caratteristiche contribuiscono a sviluppare pregiudizi. Nonostante le loro implicazioni importanti per i comportamenti e le relazioni interpersonali, le capacità cognitive sono state ampiamente ignorate come spiegazioni del pregiudizio.

Abbiamo proposto e testato modelli di mediazione in cui bassa capacità cognitive predicono un maggiore pregiudizio, un effetto mediato attraverso l’approvazione di ideologie di destra (conservatorismo sociale, autoritarismo di destra) e bassi livelli di contatto con i membri esterni al gruppo. In un’analisi di due su larga scala, a livello nazionale rappresentante del Regno Unito, abbiamo scoperto che più è bassa l’intelligenza generale durante l’infanzia, più razzismo si produce in età adulta, e questo effetto è stato in gran parte mediato attraverso l’ideologia conservatrice. 

Un’analisi secondaria di un set di dati degli Stati Uniti ha confermato un effetto predittivo di scarsa capacità di ragionamento astratto-omofobico sul pregiudizio, un rapporto parzialmente mediato sia da autoritarismo e bassi livelli di contatto con l’intergruppo. 

Tutte le analisi hanno tenuto conto dell’istruzione e dello status socioeconomico. I nostri risultati suggeriscono che le abilità cognitive svolgono un ruolo fondamentale, anche se sottovalutato, il ruolo in pregiudizio. Di conseguenza, si consiglia un’accresciuta attenzione sulla capacità cognitiva nel campo della ricerca sul pregiudizio e una migliore integrazione delle capacità cognitive nei modelli di pregiudizio.

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Pierpaolo Farina

Classe 1989, milanese, blogger, sociologo, scrittore. Nel 2009 ho creato enricoberlinguer.it, nel 2010 il blog Qualcosa di Sinistra. Sono il padre di WikiMafia - Libera Enciclopedia sulle Mafie, co-fondata nel 2012 insieme a Francesco Moiraghi. Nel 2013 ho scritto il libro "Casa per Casa, Strada per Strada". Nel 2014 mi sono laureato in Scienze Sociali con una tesi su Mafia e Capitalismo con Nando dalla Chiesa. Nel 2015 ho dato vita a MafiaMaps, prima app antimafia. Scrivo per riviste scientifiche, mi occupo di comunicazione politica e social media. Last but not least, fotografo con Sophie, la mia Canon 6D.

29 commenti

  1. Credo che l’articolo meriti almeno una lettura.
    Ma credo anche che il commento del signor Bianchi avrebbe meritato una risposta diversa e maggiore attenzione. Come qualunque tipo di critica costruttiva.

    Non sono uno psicologo e non posso esprimere giudizi tecnici, ma, a mio avviso, il QI, se non interamente, esprime per lo meno una fetta significativa delle predisposizioni di una persona.
    E sicuramente molte teorie estremiste, razziste, omofobe, ecc propongono una lettura della realtà semplicistica che ha una presa facile su una mente altrettanto semplice. Ma il discorso non credo si possa esaurire in una pura questione di sinapsi. L’adesione a tali filosofie dovrebbe essere analizzato anche su un piano morale e su un’analisi di: ambiente, storie personali, istruzione, sensibilità, capacità empatica.

  2. L’autore dello studio doveva presentare un Q.I. eccezionalmente basso! Altrimenti non avrebbe fatto affermazioni così pesantemente razzista!

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