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Per Dax, libero e ribelle

Era una Domenica sera, dieci anni fa, ricevo una telefonata era Martina che con la voce rotta mi dice hanno ammazzato Dax a coltellate, i fascisti, al San Paolo hanno fatto come alla Diaz ci hanno massacrati, hanno arrestato delle persone corri.

Non è facile riprendersi da una serie di notizie di questo genere, mi vesto ed esco, ancora incredulo, Dax morto, il San Paolo come la Diaz… io sono stato uno dei primi ad entrare alla Diaz la notte del massacro, la notizia mi pareva assurda.

Vado in questura non c’era nessuno, alla fine mi porto al San Paolo.

Appena arrivo vedo ragazzi feriti, sangue dappertutto, proprio come alla Diaz, gente impaurita, i compagni di Dax feriti, dalle coltellate dei fascisti, dalle botte della Polizia, come accerterà poi la sentenza, seppur senza individuare i responsabili.

Ho ancora in mente il terribile dolore dei compagni e amici di Dax, del papà disteso sulla barella, della mamma Rosa, che allora non conoscevo.

Poi gli interrogatori dei compagni di Dax feriti.

Una notte lunghissima, un dolore intenso, ancora un giro nel pronto soccorso, i vetri rotti, ancora il sangue, una domanda, ma perché, come si può massacrare gente al Pronto soccorso?

Poi nei giorni successivi la denuncia dei feriti per i fatti del San Paolo, il processo agli assassini di Dax, Marta, Rosa, il Brega, Fabietto, Lorenzo.

Il video delle forze dell’ordine che prendono a manganellate un ragazzo inerme, la loro assoluzione…

Sembra ieri, sono passati dieci anni, i compagni, gli amici di Dax ogni anno hanno fatto un corteo per ricordarlo, ho partecipato a tutti i cortei…

Sabato ce ne sarà uno molto partecipato, sono convinto che gli amici e i compagni di Dax sapranno organizzarlo nella giusta maniera per ricordare una giovane vita, terminata troppo presto. Io non dimenticherò mai quella notte.

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Mirko Mazzali

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