Stiglitz

L’Euro e il Populismo degli economisti

Appena si tenti di costruire un dibattito sensato sulla permanenza o meno nell’Euro, si viene additati di populismo, di fascismo, di anti-modernismo, e altre stupidaggini fuori dalla realtà.
Ma siccome chi ne parla è solo un populista, mi sono divertito a raccogliere alcune testimonianze di noti populisti, che possiamo leggere qui di seguito:

“Questo è un disastro per l’essere umano , ed ha 4 lettere : l’ Euro.”
JOSEPH STIGLITZ, Premio Nobel per l’Economia (2001), Professore di Economia alla Columbia University

“Quello che è successo è che entrando nell’euro, la Spagna e l’Italia hanno ridotto loro stessi a paesi del Terzo Mondo, che prendono in prestito la moneta di qualcun’altro, con tutte le perdite di flessibilità che tale operazione comporta. In particolare, siccome i paesi dell’area euro non possono stampare moneta neanche in casi di emergenza, sono soggetti a interruzioni di finanziamenti, a differenza dei paesi che invece hanno mantenuto la propria moneta. Il risultato è quello che abbiamo tutti sotto gli occhi.”
PAUL KRUGMAN, Premio Nobel per l’Economia (2008), Professore di Economia alla Princeton University

“Qual è l’alternativa? Ebbene, nel 1930 […] la condizione essenziale per il recupero era l’uscita dal gold standard. La mossa equivalente adesso sarebbe l’uscita dall’euro, e il restauro delle monete nazionali.“
PAUL KRUGMAN, Premio Nobel per l’Economia (2008), Professore di Economia alla Princeton University

“Ciò non lascerebbe nessuna opzione se non quella di lasciare l’Euro e reintrodurre la Lira. L’uscita di un’economia del peso dell’Italia porterebbe ad una rottura dell’Eurozona.”
NOURIEL ROUBINI, Professore di Economia alla New York University

“Il potere di emettere la propria moneta, di fare movimentazioni sulla propria banca centrale, è la cosa principale che definisce l’indipendenza nazionale. Se un paese rinuncia o perde questo potere, acquisisce lo status di un ente locale o colonia. Le autorità locali e le regioni, ovviamente, non possono svalutare. Ma si perde anche il potere per finanziare il disavanzo attraverso la creazione di denaro, mentre altri metodi di ottenere finanziamenti sono soggetti a regolamentazione centrale. Né si possono modificare i tassi di interesse.
Se un paese o regione non ha il potere di svalutare, e se non è beneficiario di un sistema di perequazione fiscale, allora non c’è nulla che possa fermare un processo di declino cumulativo e terminale che conduce, alla fine, all’emigrazione come unica alternativa alla povertà o alla fame.”
WYNNE GODLEY (1926 – 2010), Professore di Economia alla Cambridge University

“È necessario unirsi, fare un patto che non permetterà al centro di mettersi l’uno contro l’altro. Insieme chiedere la fine dell’austerità, altrimenti si lascia l’UEM -tutti per uno e uno per tutti.”
L. RANDALL WRAY, Professore di Economia all’University of Missouri – Kansas City,  Senior Scholar al Levy Economics Institute of Bard College

“[…] le forze di mercato possono richiedere una politica fiscale pro-ciclica durante una recessione, aggravando gli effetti recessivi… Anche se non ci fossero limiti imposti sul deficit dei Paesi e dei debiti nazionali, la struttura della UEM rende quasi impossibile per un Paese adottare una politica anticiclica di bilancio anche se ci fosse la volontà politica. Questo perché, cedendo la loro sovranità monetaria nazionale, i Paesi non sono più in grado di condurre una politica fiscale e monetaria coordinata, essenziale per una risposta completa ed efficace alle crisi periodiche della domanda […]”
MATHEW FORSTATER, Professore di Economia all’University of Missouri – Kansas City, Direttore del Center for Full Employment and Price Stability, UMKC

“L’Euro ormai è un morto che cammina. Occorre tentare una exit strategy da Sinistra.”
EMILIANO BRANCACCIO,  Professore di Economia Politica ed Economia del Lavoro all’Università del Sannio

“Questo appiattimento delle forze di sinistra in difesa dell’Unione monetaria è un fatto sconcertante, che tra l’altro deprime la loro stessa capacità di agire dialetticamente per riformarla. […] Mi rincresce notare che anche le altre forze della sinistra considerano l’euro un totem indiscusso. In questo modo, però, ci si appiattisce inesorabilmente sulla linea dei già numerosi pasdaran del montismo. Io credo invece che la sinistra, per restare fedele a sé stessa e maggiormente ancorata alla realtà della crisi, dovrebbe dichiarare che esiste un limite ai sacrifici che si possono imporre a un paese in nome della permanenza nella zona euro. Lasciare soltanto alla destra e alle forze cosiddette populiste la elaborazione di una eventuale strategia di uscita è un errore che potrebbe rivelarsi fatale.”
EMILIANO BRANCACCIO,  Professore di Economia Politica ed Economia del Lavoro all’Università del Sannio

“Poiché gli stati membri sono privati del loro potere monetario, l’Euro sarà una moneta totalmente privata, creata sulla sola richiesta di agenti privati da banche obbligate a ottemperare gli obiettivi disposti dalla Banca Centrale, sostenuta dalle aspettative dei mercati finanziari.”
ALAIN PARGUEZ, Professore emerito di Economia all’University of Franche-Comte, Besancon (France), Professore associato con il Dipartimento di Economia dell’University of Ottawa.
(Fonte: Eastern Economic Journal, Vol. 25, No 1, Winter 1999)

“Se accettiamo questo metodo, non ci sono limiti a quello che ci potrà essere imposto. E l’unico modo per opporci è rifiutare l’euro, il segno più tangibile di questa politica e dei suoi fallimenti.”
ALBERTO BAGNAI, Professore associato di Politica Economica all’Università G. D’Annunzio di Chieti-Pescara
(Fonte: Il Tramonto dell’Euro, Imprimatur Editore)

“Rivendicando l’euro la sinistra italiana si è suicidata politicamente, perché l’euro è il coronamento di due progetti non esattamente di sinistra: il progetto imperialistico della Germania, e il progetto di “disciplina” dei sindacati mediante il vincolo esterno, caro alle classi dominanti dei paesi periferici.
L’ideologia del “vincolo esterno”, tra l’altro, era intrinsecamente di destra perché disconosceva in modo paternalistico il diritto dei cittadini di orientare le scelte economiche del proprio paese, delegandolo a istanze tecnocratiche spacciate per indipendenti, e si basava su un ampio progetto di disinformazione, volto a nascondere i costi economici dell’euro ampiamente documentati dalla letteratura economica […]
Continuando a difendere l’euro, per evitare una spiacevole autocritica, la sinistra si espone al rischio di essere sorpassata a sinistra. Lascerà cioè un argomento vero e inoppugnabile (l’euro ha strangolato l’economia italiana) in mano alle destre più becere e nazionaliste (dalla Lega in giù). E allora la situazione diventerà difficilmente reversibile.”
ALBERTO BAGNAI, Professore associato di Politica Economica all’Università G. D’Annunzio di Chieti-Pescara

Ovviamente queste sono solo pochissime delle tante citazioni di noti populisti che di Economia non sanno veramente nulla.
Però devo ammettere che questi qui non sono niente male…

Stiglitz populista

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Valerio Spositi

Sono uno studente universitario di Scienze Politiche e Relazioni internazionali. Studioso di economia eterodossa, da tempo ho focalizzato la mia attenzione sulla struttura dell'Unione Monetaria Europea e le sue conseguenze nonché sul funzionamento della moneta moderna. Interessato alla filosofia e specialmente al pensiero di Karl Marx, sono un critico radicale del capitalismo.

5 commenti

  1. Valentino Santori attraverso Facebook

    probabilmente son tutti grillini…

  2. Chi sostiene la catastrofe apocalittica è uno che si informa sul TG P.U.D.E.

    VS

  3. La soluzione proposta da Stiglitz e Krugman non è così semplice come appare. Senza limitarsi a singolo frasi si può vedere come spingano per riforme dell’Euro. http://www.presseurop.eu/it/content/article/2648351-paul-krugman-l-euro-e-campato-aria

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