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E’ morto Stephane Hessel

Stephane Hessel si è spento a 95 anni. L’autore di “Indignatevi!“, uno dei libri più venduti degli ultimi anni (oltre 4 milioni di copie in tutto il mondo), era nato a Berlino nel 1917, ma con la famiglia si era trasferito in Francia a causa delle leggi razziali.

Aderì alla Resistenza francese durante la Seconda guerra mondiale ed era stato deportato nel campo di concentramento di Buchenwald. Nominato ambasciatore di Francia da Mitterrand, diventò famoso per il suo impegno a favore dei sans-papiers e della causa palestinese: la sua adesione al boicottaggio di prodotti israeliani gli fece guadagnare, come al solito, l’accusa di anti-semitismo, a cui Hessel rispose così: “Mio padre era ebreo, sono scampato a Buchenwald, le accuse di antisemitismo non mi sfiorano”.

Dopo “Indignatevi!”, aveva scritto anche “Impegnatevi!”. In mezzo ci fu anche la risposta di Pietro Ingrao, che scrisse subito dopo “Indignarsi non basta”. Che dire, anche in Francia hanno perso una grande testa pensante… certo è che senza la spinta prodotta da Hessel, la sinistra francese sarebbe ancora là a fasciarsi la testa e magari Sarkozy sarebbe ancora Presidente…

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Pierpaolo Farina

Classe 1989, milanese, blogger, sociologo, scrittore. Nel 2009 ho creato enricoberlinguer.it, nel 2010 il blog Qualcosa di Sinistra. Sono il padre di WikiMafia - Libera Enciclopedia sulle Mafie, co-fondata nel 2012 insieme a Francesco Moiraghi. Nel 2013 ho scritto il libro "Casa per Casa, Strada per Strada". Nel 2014 mi sono laureato in Scienze Sociali con una tesi su Mafia e Capitalismo con Nando dalla Chiesa. Nel 2015 ho dato vita a MafiaMaps, prima app antimafia. Scrivo per riviste scientifiche, mi occupo di comunicazione politica e social media. Last but not least, fotografo con Sophie, la mia Canon 6D.

15 commenti

  1. Mi spiace, ma è importante la vita che hai avuto e lui ha avuto una lunga vita, ben spesa.

  2. Claudio Claide Iannucci attraverso Facebook

    I padri nobili, quelli che avevano qualcosa di giusto, se ne vanno tutti, uno dietro l’altro.
    Inevitabile, è la vita.
    Ma nessuno sa prendere realmente il loro posto oggi, e restiamo orfani.

    La terra ti sia lieve.

  3. Non è una brutta notizia. È una notizia triste, ci fa pensare , siamo legati a quest’uomo vecchissimo e giovanissimo. Ma un uomo che muore a 95 anni non è una “brutta notizia”

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