L’Aquila e La Volpe

Ho ritrovato questa favola di Esopo, a proposito del tradimento dell’amicizia. Pensate: la favola è antichissima: presente in Archiloco, risale alla tradizione pre-greca e si trova nella storia babilonese di Etana. Se la dovrebbero leggere i tanti che per fame di poltrone voltano le spalle agli amici, sfruttando i loro momentanei periodi di fragilità. Perché come disse già Fra Cristoforo a Don Abbondio, nei Promessi Sposi, “verrà il giorno…

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Un’aquila e una volpe, fattesi amiche, stabilirono di abitare una vicino all’altra, pensando che la vita in comune avrebbe rafforzato la loro amicizia. Ed ecco che la prima volò sulla cima di un albero altissimo e vi fece il suo nido; l’altro strisciò sotto il cespuglio che cresceva ai suoi piedi e qui partorì i suoi piccoli. Ma un giorno, mentre la volpe era uscita a cercar da mangiare, l’aquila, che si trovava a corto di cibo, piombò nel cespuglio, afferrò i volpacchiotti e se ne fece una scorpacciata insieme coi suoi figli.

Quando, al suo ritorno, la volpe vide che cosa le avevano fatto, fu colta da un dolore che non era nemmeno tanto grande per la morte dei suoi piccoli, quanto per il pensiero della vendetta: animale di terra, essa non aveva infatti la possibilità di inseguire un volatile. Perciò, immobile, di lontano, unico conforto che rimane ai deboli e agli impotenti, lanciava maledizioni alla sua nemica.

Ma non passò molto e toccò all’aquila scontare il suo delitto contro l’amicizia. Infatti, un giorno che in campagna si offriva in sacrificio una capra agli dei, essa piombò giù e si portò dall’altare uno dei visceri che stava prendendo fuoco; ma quando lo ebbe trasportato nel suo nido, un forte soffio di vento lo investì e da qualche filo di paglia secca suscitò una vivida fiammata. Così i suoi piccoli – volatili ancora impotenti – furono bruciati e cascarono al suolo. La volpe accorse e se li divorò tutti sotto gli occhi della madre.

La favola mostra come coloro che tradiscono l’amicizia, se anche, per impotenza delle vittime, sfuggono alla loro vendetta, non riescono però MAI ad evitare la punizione degli dei.

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Pierpaolo Farina

Classe 1989, milanese, blogger, sociologo, scrittore. Nel 2009 ho creato enricoberlinguer.it, nel 2010 il blog Qualcosa di Sinistra. Sono il padre di WikiMafia – Libera Enciclopedia sulle Mafie, co-fondata nel 2012 insieme a Francesco Moiraghi. Nel 2013 ho scritto il libro “Casa per Casa, Strada per Strada”. Nel 2014 mi sono laureato in Scienze Sociali con una tesi su Mafia e Capitalismo con Nando dalla Chiesa. Nel 2015 ho dato vita a MafiaMaps, prima app antimafia. Scrivo per riviste scientifiche, mi occupo di comunicazione politica e social media. Last but not least, fotografo con Sophie, la mia Canon 6D.

1 Commento

  1. S’ insegnavano a scuola le favole di Esopo,si vede i i nostri politici già da piccoli studiavano il modo di fottersi l’un l’altro e Noi

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