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La Crocetta di Grillo: il futuro incerto della Sicilia

Stiamo vivendo un periodo storico davvero complesso: più di vent’anni di malapolitica hanno portato un malcontento spaventoso, ai limiti dell’assurdo.

Il voto in Sicilia è un esempio calzante: ha votato una percentuale bassissima, circa il 47%. E un’altra ampia percentuale ha votato Grillo, che sarebbe la “crocetta” che viene messa sulla scheda da quelle persone che, altrimenti, si sarebbero astenute aggiungendosi alla metà della popolazione siciliana.

Ma ha vinto Crocetta: siciliano, vecchio comunista, omosessuale, sindaco e politico antimafia, alleato con pd e udc e che per governare dovrà fare un bel gioco di alleanze visto che si ritrova contro un partito “contro” per definizione, bastian contrario come un bambino di quattro anni quale il M5S. Che gran confusione.

Però è un personaggio impegnato contro la mafia, quindi, è uno che sicuramente ci crede.

Credo che in Sicilia ci sia bisogno più di persone impegnate contro la piaga peggiore – che non è il traffico, Benigni rules – che non di comici che come messaggio simbolico in campagna elettorale attraversano lo stretto di Messina a nuoto. Quale messaggio dà alla gente uno che attraversa lo stretto a nuoto!? Muto come un pesce. La Sicilia è una terra che ha vissuto di mutismo troppo a lungo.

Il M5S è il primo partito siciliano e posso capire che chi l’ha votato è perché non ne poteva più di anni di malgoverno, di partiti mangioni, di grandi sud, di democristiani, di pidiellini e politici in genere vincitori di numerosi concorsi esterni in associazione mafiosa.

E’ pur vero che in Sicilia conterebbe, in realtà, molto di più il fatto che il centrodestra ha perso un caposaldo storico. E poi forse nemmeno la mafia (famosa per la gestione dell’orientamento politico in Sicilia) è andata a votare. Conta molto di più chi ha perso perchè, in generale, ha perso la politica e ha perso la società, ha perso la gente che ha preferito starsene a casa a commentare il gol annullato in Catania-Juve, chi ha preferito non votare “per protesta” contribuendo a creare la probabile ingovernabilità della Regione.

Spero che già da oggi, per Crocetta, sia finito il tempo dei festeggiamenti, perché adesso bisogna governare una regione piena di problemi e con circa 6 miliardi di debiti. E bisognerà farlo senza una maggioranza e con un partito “contro” che a priori non sarà d’accordo con le scelte che verranno effettuate.

Il M5S sarà lì per mettere il bastone tra le ruote e divertirsi quando la politica non riuscirà a fare il suo dovere perchè non avrà i numeri (il centrosinistra ha solo 39 seggi su 90).
Se questo succederà anche in Italia sarà un casino totale.

Il Movimento di Grillo non è un’alternativa politica, è solo un prodotto della malapolitica che abbiamo vissuto per tutti questi anni: abbiamo mangiato Schifo per vent’anni e ora stiamo solo digerendo.

Ultimamente si sente molto parlare di slow food. Ecco, proviamo a mangiare sano e non sentiremo il bisogno di votare Grillo.

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Federico Cimini

Cantautore.

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