Bersani, Monti, Alfano, Casini

Bersani e il Monticellum

Uno dei paletti che il Segretario del PD Pierluigi Bersani ha dichiarato necessari in questi giorni è che “la sera in cui si chiudono le urne il mondo deve sapere chi governa”. Mente sapendo di mentire, perchè una legge elettorale così spudorata, con premio di maggioranza al partito e senza logica di coalizione lascia il via libera alle trattative post voto, dove evidentemente rientra in gioco anche la leadership del governo.

Pastrocchio legislativo che ha un solo fine: rimettere come Presidente del Consiglio Mario Monti, ma senza dirlo. Perchè candidarlo direttamente fa perdere voti e rischia di gonfiare ulteriormente le vele di Grillo, perchè la sua candidatura da parte di un partito o coalizione manderebbe all’aria i precari equilibri parlamentari che tengono in piedi in questi ultimi mesi il Governo Monti.

L’idea quindi è di tenere Mario Monti in sala d’attesa, è candidato di nessuno, poi chi vince tra destra e sinistra, con l’appoggio dell’UDC lo porta di nuovo a Palazzo Chigi. Sempre se basta, in alternativa, tutti insieme appassionatamente.

Trucchi da primissima Repubblica, che possiamo aspettarceli da Berlusconi, un po’ meno da partiti di sinistra. Perchè è più imbarazzante il giochino vedo e non vedo (il Premier) che l’appoggio diretto a Mario Monti, almeno la seconda opzione denota il coraggio delle proprie azioni.


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dario_parazzoli

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