Mario Draghi poteva evitare il disastro del Sud Europa

Il governatore della Banca Centrale Europea (BCE), Mario Draghi, avrebbe potuto evitare che in Italia si instaurasse il governo tecnico a guida del tecnocrate monetarista Mario Monti. Avrebbe potuto evitare che i tassi d’interesse sui nostri titoli toccassero quota 6-7%.
Ma ascoltando gli economisti (o sedicenti tali) tromboni delle televisioni nostrane, la BCE non può acquistare TDS dei paesi membri, o per dirla con la Bundesbank, “non può finanziare i debiti degli Stati” .

Bene, questo è ciò che ci viene raccontato continuamente non appena accendiamo la tv.
Nulla di più falso.

La BCE attraverso il programma Securities Markets Programme , avrebbe potuto (e può, non essendo obbligata) acquistare i debiti emessi dai paesi dell’Eurozona, stabilizzando così l’ormai noto spread tra i nostri Bond e i Bund tedeschi, evitando, di conseguenza, l’instaurarsi di un governo tecnico di sfrenati neoliberisti che stanno massacrando ciò che resta del tessuto democratico del nostro Belpaese.

Il SMP (Securities Markets Programme) non è molto conosciuto ma è stato adottato con decisione della BCE datata 14 Maggio 2010, quando sulla poltrona di governatore siedeva Jean Claude Trichet.

Nel documento della BCE in questione si legge che:

“Il consiglio direttivo della Banca Centrale Europea […] ha adottato questa decisione:
Articolo 1
Sotto i termini di tale decisione, il SEBC (Sistema Europeo di Banche Centrali, nda), può acquistare quanto segue:
a) sul mercato secondario, idonei titoli di debito negoziabili emessi dai governi centrali o amministrazioni pubbliche degli Stati membri la cui valuta è l’Euro;
b) sul mercato primario e secondario, idonei titoli di debito negoziabili emessi da amministrazioni private facenti parte dell’area Euro.”

Inoltre, stando a quanto riportato sul sito ufficiale della BCE (ecb.int), l’Eurosistema, dopo aver attuato il Securities Markets Programme, “riassorbe la liquidità fornita attraverso il SMP con operazioni settimanali.”

Ovviamente, ciò non sta a significare che il programma non ha effetti.
Spingendo i tassi d’interesse sui TDS verso il basso (tramite il SMP), lo Stato oggetto di tale politica monetaria da parte della BCE riesce a finanziarsi molto più facilmente sui mercati dei capitali, aumentando quindi la domanda dei propri TDS. In base alle leggi dell’economia, più i TDS sono domandati più il prezzo sale e più il tasso d’interesse scende.

Fin qui tutti penserete che la salvezza è possibile. E’ possibile far abbassare quel dannatissimo spread (che non dipende dai governi in carica, vedasi lo spread di questi giorni sotto il governo Monti). E’ possibile tornare a finanziarci a buon mercato (il che è obbligatorio solo con l’Euro, poichè uno Stato che emette una propria moneta non ha bisogno di TDS per finanziare la propria spesa pubblica, men che meno delle tasse), far ripartire l’economia, magari con manovre espansive che facciano ripartire la domanda.

Niente di tutto ciò.
Nei giorni scorsi, Mario Draghi ha annunciato che sarà “pronto a tutto per salvare l’Euro” , anche ad aprire i rubinetti della BCE (ovvero acquistare i TDS dei paesi periferici).
E’ di oggi la notizia che anche Angela Merkel ha dato il suo sostegno a tale iniziativa, andando contro il volere della Bundesbank (la Banca Centrale di Germania).

Cosa significa?
Semplicemente ancora più deflazione economica. Perchè?
In base a quanto imposto dal Fiscal Compact e dal MES (Meccanismo Europeo di Stabilità), l’Italia sarà obbligata dal 2013 a trovare ulteriori 50 miliardi di Euro ogni anno (più i restanti destinati alla riduzione del deficit di bilancio e del debito pubblico), perpetrando ulteriori devastazioni alle vite dei cittadini.

Se Draghi apre i rubinetti della BCE, acquistando così i nostri TDS e calmando per un periodo di tempo i mercati, i tassi d’interesse dei TDS medesimi caleranno, scongiurando il rischio default. Come correttamente analizza il giornalista Paolo Barnard sul suo blog, ciò sta a significare semplicemente che continueranno incessantemente con le ricette di austerità economica che stanno distruggendo il Sud Europa, che stanno costringendo donne elleniche ad abbandonare i propri bambini all’orfanatrofio, che stanno costringendo al suicidio sia piccoli imprenditori che operai disoccupati.
Continueremo a prendere in prestito ogni singolo Euro per ogni tipologia di spesa pubblica, aumentando il nostro debito pubblico (che con l’Euro è realmente un debito reale, che grava sulle spalle dei cittadini).

Stanno fornendoci il medicinale che ci permetterà di restare in vita nonostante la metastasi devastante da cui siamo affetti continuerà a distruggerci ogni tessuto vitale.

Se Mario Draghi apre i rubinetti, qualsiasi mezzo di salvezza da questa spirale di morte chiamata Eurozona sarà reso vano.
Un default controllato, un ritorno ad una propria fiat money (con annesse politiche economiche di MMT che ho già descritto nei miei precedenti articoli), è l’unica exit strategy possibile ad una follia omicida come quella dell’Eurozona.

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Valerio Spositi

Sono uno studente universitario di Scienze Politiche e Relazioni internazionali. Studioso di economia eterodossa, da tempo ho focalizzato la mia attenzione sulla struttura dell'Unione Monetaria Europea e le sue conseguenze nonché sul funzionamento della moneta moderna. Interessato alla filosofia e specialmente al pensiero di Karl Marx, sono un critico radicale del capitalismo.

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