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Sberla ai potenti: dire “Lei non sa chi sono io!” è reato

Lei non sa chi sono io“. A volte ci mettono anche il “tu”, al posto del “lei”, a dimostrazione della cafonaggine di chi la pronuncia. Ma chi è solito usare questa frase, facendosi forza del suo potere, che magari gli deriva da una carica pubblica, stia bene attento: è diventato reato.

Personalmente, la frase di cui sopra l’ho sentita ripetere spesso da fanfaroni politicanti da quattro soldi che hanno minacciato più volte di far chiudere il blog e il sito, di querelarmi e via discorrendo, per via di alcuni articoli critici nei loro confronti. I palloni gonfiati, però, si sgonfiano in fretta, tant’è che noi siamo ancora qui, vivi e vegeti (con buona pace di chi ce vo’ male).

Ora, però, quando qualche politicante da due soldi pronuncia la fatidica frase, potete querelarlo voi: la Cassazione ha infatti stabilito che l’espressione ha un contenuto in grado di limitare la “libertà psichica” altrui se scappa di bocca in un “contesto di alta tensione verbale”. Per questo la Suprema Corte ha deciso di annullare l’assoluzione di un signore di Salerno che aveva così inveito contro una conoscente, la signora Licia C., alla quale era legato da vecchia ruggine.

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Pierpaolo Farina

Classe 1989, milanese, blogger, sociologo, scrittore. Nel 2009 ho creato enricoberlinguer.it, nel 2010 il blog Qualcosa di Sinistra. Sono il padre di WikiMafia - Libera Enciclopedia sulle Mafie, co-fondata nel 2012 insieme a Francesco Moiraghi. Nel 2013 ho scritto il libro "Casa per Casa, Strada per Strada". Nel 2014 mi sono laureato in Scienze Sociali con una tesi su Mafia e Capitalismo con Nando dalla Chiesa. Nel 2015 ho dato vita a MafiaMaps, prima app antimafia. Scrivo per riviste scientifiche, mi occupo di comunicazione politica e social media. Last but not least, fotografo con Sophie, la mia Canon 6D.

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