Il terrorismo psicologico de Il Sole 24 Ore. Ecco perchè uscire dall’Euro non è un dramma.

Questa mattina, appena acceso il mio pc, mi imbatto in questo divertente quanto vergognoso articolo del 9 novembre scorso de “Il Sole 24 Ore“. Al suo interno viene riportato che “l’Europa, la politica e gli economisti farebbero bene a descrivere alla gente che cosa succederebbe ai loro redditi e risparmi nel «day after» di un’uscita dall’euro: l’apocalisse finanziaria.”

Ed infatti, gli illustri conoscitori dei sistemi monetari moderni del Sole 24 Ore, ci raccontano che: “Con il controllo sui movimenti di capitale e sui viaggi in Paesi esteri, i rispettivi Governi potrebbero avere il tempo di ristampare gli euro e di convertirli in nuova carta moneta. Il problema è che per arrivare a questo obiettivo servirebbero altre due misure da panico: il congelamento dei conti correnti fino alla loro conversione nella lira o nella dracma […]  E qui viene fuori un altro mostro: alle prime indiscrezioni su un ritorno alla vecchia valuta, la gente prenderebbe ovviamente d’assalto le banche per ritirare i depositi in euro e portarli all’estero prima che la banconote vengano ristampate […]  i debiti dovrebbero essere immediatamente ridenominati nella nuova valuta in modo da evitare un’ondata di bancarotte istantanee delle famiglie, che vedrebbero il loro debito invariato ma i loro redditi ridotti al minimo per il ridottissimo valore delle nuove banconote  […]  Il Governo, da parte sua, non starebbe meglio: impossibilitato ad andare sui mercati, e probabilmente snobbato dai vecchi partner europei, dovrebbe azzerare immediatamente il deficit, sospendendo di conseguenza il pagamento degli interessi ai creditori.” Queste e altre affermazioni drastiche sono citate all’interno dell’articolo.

Questo è, ovviamente, terrorismo psicologico e mediatico allo stato puro!

 Allora cosa dovrebbe fare lo Stato italiano se uscisse dall’Unione Monetaria Europea?

– Innanzitutto possiamo dire che una svalutazione della nuova Lira del’60-70% non è stata stimata da nessuno ma si potrebbe assestare intorno ad un 27% (1 nuova Lira equivarrebbe cioè a 0,98 dollari -il tasso di cambio fra € e $ nel 2002-2003-).
C’è da dire comunque che una svalutazione incentiverebbe enormemente le nostre esportazioni, le quali, è sempre bene ricordarlo, terrorizzavano i tedeschi (fino all’entrata in vigore dell’euro che ha di fatto distrutto il nostro commercio estero).

– Appena usciti dall’Euro, il Governo dovrebbe cominciare a riscuotere le tasse ESCLUSIVAMENTE nella nuova Lira. Questo comporterebbe che chiunque (dal multimiliardario, all’operaio, al disoccupato, ecc…) deve domandare Lire dato che nessuno le ha.

– Questo genera un aumento vertiginoso della domanda di nuova moneta (le nuove Lire), conferendole valore.
Molto probabilmente un’uscita dell’Italia porterebbe al collasso dell’Euro. Questo significherebbe (probabilmente) una svendita di tutte le posizioni in Euro, svalutando quest’ultimo in maniera insostenibile. Ove l’Italia attuasse chiare politiche economiche a sostegno dell’occupazione (Job Guarantee) e della domanda aggregata (soprattutto in investimenti), la crescita del PIL generatasi potrebbe far crescere la domanda della Lira da parte di soggetti esteri interessati ad investire e/o ad acquistare prodotti italiani, conducendo ad un apprezzamento della Lira.

– Il Governo NON deve convertire i conti correnti in Lire. Li dovrà lasciare in Euro (poichè nessuno ci vieta di tenere dei conti correnti in una valuta estera) e ci penseranno i singoli cittadini a cambiare (vendere) gli Euro in Lire (la conversione forzata, invece, genererebbe una fuga di capitali che porterebbe sicuramente ad una svalutazione della Lira).

– Cominciando a tassare nella nuova moneta, vuol dire che il Governo pagherà anche tutti gli stipendi pubblici esclusivamente nella nuova Lira (ciò vale anche per gli stipendi non pubblici; saranno espressi nella nuova Lira).

– Una volta stabiliti i punti precedenti, il Governo dovrà attuare una politica di Piena Occupazione (Employer of Last Resort – Datore di Lavoro di Ultima Istanza). Ciò vuol dire che il governo, con una propria moneta sovrana, può acquistare tutta l’occupazione che vuole.
Tutto “l’esercito industriale di disoccupati”, per dirla marxianamente, verrebbe assunto dal Governo ad un salario deciso da quest’ultimo. Tutti i disoccupati avranno così una occupazione (la quale può essere anche in lavori socialmente utili ed in Italia ce ne sarebbero a migliaia da fare: tutela ambientale, riqualificazione e recupero di edifici abbandonati, riassestamento idrogeologico del territorio, assistenza agli invalidi, agli anziani, ai bambini, costruzione di infrastrutture pubbliche, ospedali, scuole, ecc…). Queste politiche di occupazione furono attuate anche sotto la presidenza Roosevelt, con i nomi, ad esempio, del Work Progress Administration, il National Youth Administration o il Civilian Conservation Corps.

– Un aumento dell’occupazione (grazie all’ELR) genera un aumento di consumi (la gente lavorando ha più reddito e quindi consuma di più), il quale porta ad un aumento della produzione per le aziende e le imprese, quindi a maggiori investimenti di queste, i quali a loro volta generano un aumento di occupazione, quindi crescita dei redditi, aumento dei consumi, dei risparmi e così via. Si genera un circolo virtuoso che farebbe rinascere l’economia. Questo porta anche ad un ritorno degli investitori (e non come dice Il Sole 24 Ore alla fuga dei capitali la quale sta avvenendo proprio con l’Euro, soprattutto verso gli USA) nel paese poichè vedono l’economia in ripresa e sanno che uno Stato con una propria moneta sovrana può ripagare senza problemi ogni debito che ha espresso nella propria moneta .
Il programma di Piena Occupazione governativa (ELR) terminerà solamente quando l’economia avrà raggiunto un livello tale di sviluppo da garantire la Piena Occupazione senza l’intervento dello Stato. Solo allora il governo rilascerà i lavoratori dall’ELR i quali potranno trovare una occupazione nel settore privato (imprese, aziende, ecc…).

– Per quanto riguarda la snobbatura del governo che uscisse dall’Euro, c’è da dire che è tutto l’opposto. Come scrissi nei miei precedenti articoli, la Russia e l’Arabia Saudita, quindi i principali esportatori di risorse energetiche, accettano sempre meno pagamenti in Euro (chissà come mai eh…).
Inoltre tempo fa scrissi anche, prendendo la notizia dal Wall Street Journal (ma che si può trovare anche in italiano su RaiNews24) che la Swift, ovvero l’agenzia belga che si occupa della gestione dei codici elettronici riguardanti le transazioni finanziarie internazionali, venne contattata da due banche di “importanza globale” che le chiedevano di fornire loro i vecchi codici per i sistemi di gestione delle vecchie monete europee, cioè Dracme, Escudo e Lire.
Ovvero, questi due colossi bancari “hanno preso delle misure” per tornare a gestire le transazioni finanziarie in Lire, Dracme, Escudo.
Tradotto: sanno che saltiamo in aria, che stiamo implodendo.
Quindi diciamo che se una snobbatura c’è e/o ci sarà è proprio nei confronti dell’Euro, non nei confronti del paese uscente dall’UME.

– Per quanto concerne il debito pubblico lo Stato si impegnerà a ripagarlo in Lire, cioè nella sua nuova moneta sovrana. Se i creditori accettano tale pagamento bene (meglio Lire che un pugno di mosche), altrimenti non prenderanno nulla e il debito non verrà ripagato (personalmente credo che i titoli detenuti dai pensionati (ad esempio), dal piccolo risparmiatore che ne posseggono uno, vadano assolutamente ripagati nella nuova moneta con cui lo Stato non può mai essere insolvente, come ho scritto qui). La questione del non ripagamento del debito (o della sua parte illegittima, vedasi il caso Ecuador -che io personalmente sostengo- sotto la presidenza di Rafael Correa) è solamente una questione di giustizia sociale o di morale. Il debito espresso nella propria moneta sovrana non è assolutamente MAI un problema, anzi è la ricchezza dei cittadini (per una panoramica generale dell’argomento leggete qui).

– Sulla questione dei mutui espressi in Euro si dovrebbe seguire l’esempio della Slovenia che, come ha spiegato egregiamente il professor Michael Hudson nel Summit di Modern Money Theory a Rimini dal 24 al 26 Febbraio scorso, ha ridenominato tutti i mutui nella propria moneta sovrana. Facendo altrettanto potremmo annullare la nostra clausola con l’Euro, pagando il nostro mutuo con le nostre nuove Lire.

Ovviamente sarebbe meraviglioso credere che una classe politica indegna come quella italiana, possa attuare una simile politica economica pro-collettività, pro-democrazia, pro-cittadini.
Ma ora sapete che non è vero, che è una enorme balla la favola della TINA (There Is No Alternative – Non c’è alternativa) e dell’austerità necessaria.
Attuare i punti da me pocanzi descritti significa attuare una politica economica di Modern Money Theory, una scienza economica con alle spalle oltre 100 anni di storia del pensiero economico (Marx, Knapp, Innes, Keynes, Lerner, Robinson, Minsky, Goodhart, Godley, ecc…).
Significa dare una speranza concreta, una scialuppa di salvataggio, tendere una mano a chi è stato distrutto, svergognato, umiliato, ridotto alla fame dal crimine dell’Euro.

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Valerio Spositi

Sono uno studente universitario di Scienze Politiche e Relazioni internazionali. Studioso di economia eterodossa, da tempo ho focalizzato la mia attenzione sulla struttura dell'Unione Monetaria Europea e le sue conseguenze nonché sul funzionamento della moneta moderna. Interessato alla filosofia e specialmente al pensiero di Karl Marx, sono un critico radicale del capitalismo.

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