Cassano: No ai froci in Nazionale

Antonio Cassano oggi in conferenza stampa ha lasciato una dichiarazione alquanto indelicata affermando che spera non vi siano “Froci in Nazionale. Problemi loro, son froci, problemi loro… Me la cavo così, sennò sai gli attacchi da tutte le parti”. Il mondo lgbt ha reagito subito, arrivando a chiedere a Prandelli, il CT della Nazionale, l’esclusione del giocatore dai prossimi incontri.

Proprio domani a Roma in una delle sede dell’ArciGay sarà scoperta una targa dedicata a Daniel Zamudio, un ragazzo brutalmente ucciso dopo ore di torture a Santiago del Cile da quattro giovani neonazisti e che ha convinto il Cile a dotarsi di una legge anti-omofobia che porta il suo nome.

ArciGay afferma che le parole di Cassano “sono la puntuale conferma di uno stereotipo vecchio e noioso che vuole i calciatori necessariamente omofobi, machisti e superficiali. Sappiamo he dal calcio e dallo sport possiamo e dobbiamo aspettarci molto di più e chiediamo a Cassano di fare una scelta di coraggio civile e diventare testimone della lotta all’omofobia e al razzismo.” O, quanto meno, di rilasciare delle scuse pubbliche.

Chiunque abbia una visibilità pubblica ritengo debba, se non farsi paladino di ogni questione inerente i diritti delle persone, almeno mostrarsi rispettoso di chi in tali diritti vi crede fermamente e ne fa anche una battaglia di vita. Certamente è un problema culturale, Cassano rappresenta semplicemente il sottoprodotto della non-cultura degli ultimi anni e altrettanto certo è che se lo Stato cominciasse a riconoscere alcuni diritti o a tutelare alcune situazioni forse vi sarebbe anche un’aria più favorevole al mondo lgbt di quella che si respira oggi nello stivale.

Forse anche il legislatore nostrano sta aspettando che un ragazzo muoia dopo settimane di agonia dovute alle condizioni del suo corpo, ritrovato in un parco con svastiche sul petto tracciate con dei vetri, una parte d’orecchio tagliata e una gamba rotta a sassate prima di approvare una legge contro l’omofobia.

D’altronde parlare di diritti personali e delle relative tutele ormai sembra agli occhi di molti appannaggio di un élite che non conosce le priorità del Paese…

O forse la verità è che ci siamo fatti convincere che il consumo, la finanza e l’economia sono al di sopra dei diritti personali.

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