L’asse Franco-Tedesco impone la linea all’UE. Juncker si dimette.

Il Presidente dell’Eurogruppo, Jean Claude Juncker si dimette. La motivazione di tale decisione, riportata da un’agenzia ANSA, è la seguente: Juncker è ‘”stanco’ delle ingerenze franco-tedesche nella gestione della crisi. Parigi e Berlino ‘si comportano come se fossero i soli membri del gruppo’.”

Senza che debba aggiungere altro, altrimenti sembra che vada fantasticando di fantomatici complotti franco-tedeschi a guida dell’Europa, le dichiarazioni del Presidente dell’Eurogruppo confermano quanto da me scritto di recente. Ovvero proprio che l’Europa è controllata dall’asse Parigi-Berlino.
E c’è da dire che Juncker non è un pericoloso rivoluzionario marxista-leninista, e perchè no anche complottista visionario, anzi. Non sono le parole dell’economista ed ex consulente di Mitterand Alain Parguez che ho riportato più volte ultimamente, o dell’economista Joseph Halevi che dichiarava che “quello che è in gioco è la totale privatizzazione della finanza pubblica e dunque la distruzione degli Stati”.
Juncker è un uomo che il 14 febbraio 2012, riporta Il Sole 24 Ore, si era rifiutato di concedere il secondo prestito degli “aiuti” (leggasi perpetramento di crimini contro l’umanità) alla Grecia, con la motivazione che il paese ellenico non aveva “fornito le assicurazioni richieste”. Ovvero non aveva portato alla miseria sufficientemente la sua popolazione.

Quello che emerge dalle parole del Presidente dell’Eurogruppo è, ahimè, drammatico quanto reale e fondato. Non per puro divertimento o per pura demagogia ho scritto infatti che l’Europa sta imponendo “Piani di sofferenza di massa”, oppure che sta portando avanti un “perpetramento di crimini contro l’umanità”, avallato dai partiti che stanno sostenendo il Governo Monti e che hanno sempre firmato i Trattati Europei tenendo all’oscuro i cittadini delle atrocità contenutevi all’interno.

Ma per correttezza, ma prima di tutto per rispetto dell’eccezionale, enorme, dettagliatissimo e documentatissimo lavoro, devo riportare che il primo giornalista che ha portato a conoscenza degli italiani quello che lui chiama, a cui io mi associo completamente, “Il Più Grande Crimine” (ovvero la pianificazione Franco-Tedesca dell’UE, il disastro dell’Euro, ecc…), è il giornalista, ex co-fondatore di Report, Paolo Barnard. Un lavoro, il suo, che si avvale dell’elogio di uno dei massimi esperti di Storia dell’Economia Neoliberale: il Prof. John F. Henry.

Oggi tale realtà è ammessa e confermata anche da Jean Claude Juncker. Un’Europa dominata dall’asse industriale Franco-Tedesco che ci porterà al “suicido”, come ha giustamente sottolineato il Premio Nobel per l’Economia, Paul Krugman.

Per concludere, ove pensaste ancora che chi tratti di tali questioni veda i complotti dei templari, riporto un frammento di un articolo dell’autorevole economista italiano Marcello De Cecco, relativo alla costruzione della Banca Centrale Europea (BCE) e del ruolo della Germania e delle sue lobbies industriali:

‎”Ne venne fuori un esemplare unico nella storia monetaria: una banca centrale priva di sovranità monetaria che quindi abdicava a due delle funzioni caratterizzanti una banca centrale, la possibilità di creare moneta per finanziare i bilanci pubblici degli stati membri e di fungere da prestatore di ultima istanza per le banche dell’ area della moneta unica. In tal modo si distruggeva anche la sovranità monetaria dei singoli stati membri. […] Queste acrobazie furono architettate ed eseguite perchè la Germania, centro del sistema monetario europeo, aveva acconsentito alla creazione della moneta unica solo sotto la spinta della politica estera e dei propri industriali, che vedevano con grande interesse una unificazione dei mercati europei delle merci e dei servizi e la fine della politica dei cambi fluttuanti in Europa.”

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Valerio Spositi

Sono uno studente universitario di Scienze Politiche e Relazioni internazionali. Studioso di economia eterodossa, da tempo ho focalizzato la mia attenzione sulla struttura dell'Unione Monetaria Europea e le sue conseguenze nonché sul funzionamento della moneta moderna. Interessato alla filosofia e specialmente al pensiero di Karl Marx, sono un critico radicale del capitalismo.

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