Denutrizione per 400mila bambini greci, in nome dell’Europa

La notizia la riporta un’ANSA di venerdì mattina, ore 11:01:

“A causa della crisi economica che ha colpito la Grecia, moltissimi bambini sono malnutriti e vivono in condizioni malsane […]”.

Tale tragedia umana è stata scoperta da uno studio del Comitato dell’Unicef di Atene e dell’Università di Atene. Lo studio, dal titolo “La condizione dell’infanzia in Grecia, 2012”, mostra che 439.000 bambini vivono al di sotto della soglia di povertà in famiglie che rappresentano, ormai, il 20,1% delle famiglie del paese ellenico.

Questi sono i risultati dei “piani di salvataggio” europei (ergo Franco-Tedeschi, nda) per la Grecia. Bisognerebbe avere il coraggio di chiamarli con il loro nome: Piani di sofferenza di massa.

La Grecia rappresenta in maniera, purtroppo, chiara e trasparente quella che è la natura di questa Unione Europea creata ad hoc sui dogmi dell’economia neoclassica, neoliberista e monetarista. Creata ad hoc perchè, come ha detto il prof. Joseph Halevi, economista, “quello che è in gioco è la totale privatizzazione della finanza pubblica e dunque la distruzione degli Stati”.

Ed è quello che oggi è sotto gli occhi di tutti. Ciò è stato reso possibile grazie al sistema dell’Euro. Ecco infatti come spiega questa “distruzione degli Stati”  l’illustre Prof. Alain Parguez (consulente economico di François Mitterand, che ha vissuto dall’interno la nascita dell’Unione Europea, nonchè fondatore della Teoria del Circuito Monetario):

“Come si poteva sopprimere lo stato?
Si doveva togliere ogni potere sulla moneta. Tutti questi europeisti erano fanatici seguaci di Friedrich Von Hayek, l’economista austriaco più di destra di quel tempo. L’Europa avrebbe dovuto basarsi su una valuta sovranazionale, interamente controllata da una banca centrale sovrana, che avesse potere assoluto, in modo da sovrastare gli stati.”

Ed inoltre basti ricordare questa frase di Jacques Attalì, maestro della classe dirigente di centro-sinistra italiana e francese, detta sempre al Prof. Parguez:

“Ma cosa credeva la plebaglia europea? Che l’Euro fosse stato fatto per la loro felicità?”

In moltissimi ancora credono, in buona fede, alla favola dell’Unione Europea creata per la pace tra i popoli europei dopo secoli di guerre e di conflitti intra-europei. Molti di più ancora credono all’Euro come lo strumento di pace e fratellanza che ha unito tutti noi. Anch’io vorrei che fosse così. Ma queste belle anime sappiano che, purtroppo, questa è solo una fiaba.

La realtà è quell’incubo che quei 439.000 bambini greci stanno vivendo sulla loro pelle. La realtà è quella di un’Europa dominata dagli stessi dogmi economici che hanno distrutto la vita dei popoli del Sud America, dei popoli dell’Africa, del Sud-Est Asiatico, della Russia di Boris Eltsin, della Cina di Deng Xiaoping e potrei andare avanti ancora per molto.

I dogmi economici che oggi l’Europa impone agli Stati aventi come moneta l’Euro, sono gli stessi che un criminale come Milton Friedman dettò ad Augusto Pinochet in Cile, con i crudi risultati che la storia è lì, ferma, a mostrarci. Gli stessi che attuò Margaret Thatcher in Inghilterra.

Spero che le persone, in buona fede, che ancora credono alla favola dell’Europa e dell’Euro si rendano conto il prima possibile che questa favola, che esiste solo nelle loro menti, in realtà è nient’altro che un atroce incubo. Non è quell’Europa basata sulla fratellanza tra le popolazioni europee, non è quell’Europa dell’internazionalismo dei diritti o della “cooperazione economica internazionale fondata su rapporti di effettiva uguaglianza e di mutuo interesse, nel ri­spetto dell’indipendenza e della sovranità di ogni popolo“, come diceva Enrico Berlinguer nel 1979. In questa Europa non esiste ne una “effettiva uguaglianza” ne il “rispetto dell’indipendenza e della sovranità di ogni popolo”. Ed oggi è anche testimoniato, in una denuncia alla Procura di Cagliari, da fondamenta giuridiche.

Spero che la maggioranza della popolazione se ne accorga prima che altre sofferenze vengano imposte in nome del neoliberismo europeo.

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Valerio Spositi

Sono uno studente universitario di Scienze Politiche e Relazioni internazionali. Studioso di economia eterodossa, da tempo ho focalizzato la mia attenzione sulla struttura dell'Unione Monetaria Europea e le sue conseguenze nonché sul funzionamento della moneta moderna. Interessato alla filosofia e specialmente al pensiero di Karl Marx, sono un critico radicale del capitalismo.

5 commenti

  1. Ezio Dosa attraverso Facebook

    Non e’ in nome dell’Europa, ma per colpa dei governanti Greci, che hanno truccato i conti dello stato e aumentato la corruzione. Se l’Europa non avesse soccorso la Grecia, i bambini malnutriti, purtroppo, sarebbero molti di piu’!|

  2. Bastardi BASTARDI! che il Signore MALEDICA con la punizione della dannazione eterna a tutti gli artefici di questa piaga! :”(
    Banchieri del cazzo : che siate maledetti in vita terrena e post mortem!!

  3. Ezio quello che dici è falso. I prestiti alla Grecia sono a tassi da usurai, oltre al fatto che per prestare otto miliardi chiedono sette e mezzo di tagli alla spesa pubblica. La BCE presta i soldi alle banche a tassi dell’1% mentre agli stati siamo verso il 10. Fatti due domande

  4. Atos Benaglia attraverso Facebook

    E fatti anche vedere da uno bravo .

  5. Cosimo la causa non è solo una. La Grecia oltre ad essere un Paese molto diverso dal nostro (zero industrie, zero produzione, metà dei greci vive e lavora ad Atene, è come se 30milioni di Italiani vivessero a Roma o Milano e il resto fosse pascoli e montagne) ha avuto anni di disastroso governo Pasok (e in primis del clan Papandreou che non ha esitato a investire sul fallimento del proprio Paese). L’Europa ha avuto il suo ruolo, ma la Grecia non è stata da meno.

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