Monti, l’eversor cortese

Sarà che forse molti erano abituati a Berlusconi e ai suoi attacchi mediatici diretti alla Costituzione, sarà che molti altri subiscono ancora il fascino dell’Uomo della Provvidenza, mettici pure che nel furore antiberlusconiano alla gente vada bene qualsiasi cosa, ma se analizziamo il linguaggio e le parole di Mario Monti dietro la tecnica troviamo solo pura politica. E non una politica qualsiasi, ma una politica eversiva.

Monti come un eversor cortese, per parafrasare Pascoli. Esagero? Non direi proprio.

Anzitutto: lo stile sobrio e apparentemente cortese di Mr Bocconi non gli impedisce di cavalcare l’antipolitica e di sparare balle, come il suo predecessore. La prova? Le sue ultime dichiarazioni (Il governo ha un alto consenso, i partiti no; la riforma è condivisa dalla maggioranza degli italiani) che non lasciano spazio a dubbi.

Primo, il governo ha perso 20 punti di consenso sulla riforma del lavoro; e per quanto riguarda la riforma, è apprezzata da meno di un terzo degli italiani. Dunque? Dunque Monti evidentemente si rifà allo stesso sondaggista di Berlusconi, che lo dava sempre al 75% di gradimento.

Dove sta però l’eversione? È presto detto. Il primo elemento sta nel numero di fiducie poste alla Camera e al Senato: in tre mesi ben 12, un record assoluto. L’ultima votata l’altro ieri, al decreto “liberalizzazioni”, con la solita procedura d’urgenza “prendere o lasciare” modello Protezione civile. Peccato che manchi la copertura finanziaria, l’ha detto la Ragioneria dello Stato. E quindi? E quindi violiamo la legge e votiamola lo stesso, in gioco c’è il governo dei salvatori della Patria.

Il Parlamento? La sua funzione non è tanto diversa da quella di un mero notaio, che ratifica a maggioranza quello deciso dal Governo, come per Berlusconi. Eppure la nostra è una Repubblica parlamentare. Per Mario Monti, invece, la Costituzione sembra non contare: la riforma del lavoro? Non si tocca, salvo intese. Tra i partiti? Macché, tra lui e Giorgio Napolitano. Ovvero due figure istituzionali con legittimità derivata, infatti sono votati dal Parlamento, che nel caso del primo può sfiduciarlo e nel caso del secondo può metterlo in stato d’accusa per alto tradimento (dicesi impeachment).

Anche Giorgio Napolitano ha forzato oltremodo la Costituzione: per firmare le leggi ad personam non si avvaleva dei poteri che la carta gli dava, per imporre Monti e le scelte del suo Governo ha de facto trasformato la nostra in una Repubblica presidenziale. La chiamano moral suasion, ma non è nulla di diverso quello che sta facendo rispetto a quanto faceva Cossiga che minacciava toghe e parlamento di stare zitti (leggere, a proposito di Cossiga, il libro di Nando Dalla Chiesa). Nulla di male, per carità, ma non mi venga a dire poi che non incontra i sindaci contrari alla tratta Torino-Lione perché il suo ruolo glielo vieta.

Non vi basta? Ma per carità, ne abbiamo ancora. Prendiamo per esempio la nuova AGCOM, a cui il Governo assegnerebbe poteri che la nostra Costituzione affida esclusivamente a magistratura e forze di polizia. Stando alla bozza pubblicata dalla Stampa, la stessa norma potrebbe essere anche sottratta al controllo parlamentare od essere emanata in una forma che renderebbe il controllo parlamentare molto difficile. Lo spiega l’avvocato e blogger Fulvio Sarzana qui.

E dunque? Dove sono le folle urlanti che andavano contro Berlusconi quando attaccava la Costituzione e voleva mettere il bavaglio alla stampa e alla Rete? Che fine hanno fatto quelli che si stracciavano le vesti per il ddl Mastella che il Governo vuole riesumare per approvare una blanda legge anti-corruzione per dare al PD qualche risultato da sventolare al suo elettorato? Non si sa. Quando proprio non sanno cosa dire, i trinariciuti montiani se la cavano come un D’Alema qualsiasi: “Ma allora dillo che rivuoi Berlusconi!”

Il che è paradossale, perché quando gli rinfacciavi che il centrosinistra non ha fatto la legge sul conflitto di interessi ti rispondevano: “Con l’anti-berlusconismo non si va da nessuna parte!” Ironia della sorte, proprio in nome dell’anti-berlusconismo stanno digerendo cose che se le avesse proposte e dette Berlusconi avrebbero riempito le piazze.

Senza contare che, per usare una battuta del Berlusconi “sgommato” di Sky, “Monti è me senza Bunga Bunga.” Una battuta, ma non così lontana dal vero.

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Pierpaolo Farina

Classe 1989, milanese, blogger, sociologo, scrittore. Nel 2009 ho creato enricoberlinguer.it, nel 2010 il blog Qualcosa di Sinistra. Sono il padre di WikiMafia - Libera Enciclopedia sulle Mafie, co-fondata nel 2012 insieme a Francesco Moiraghi. Nel 2013 ho scritto il libro "Casa per Casa, Strada per Strada". Nel 2014 mi sono laureato in Scienze Sociali con una tesi su Mafia e Capitalismo con Nando dalla Chiesa. Nel 2015 ho dato vita a MafiaMaps, prima app antimafia. Scrivo per riviste scientifiche, mi occupo di comunicazione politica e social media. Last but not least, fotografo con Sophie, la mia Canon 6D.

2 commenti

  1. Mi piace di piì mario monti in tuta blu
     

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