Kony2012: luci e ombre

Più di cinquanta milioni di visualizzazioni in dieci giorni tra YouTube, Facebook e Twitter: il video “Kony2012” è diventato rapidamente un fenomeno di dimensioni planetarie, smuovendo le coscienze di un numero impressionante di persone. In questo breve filmato di 28 minuti, viene presentata, anche attraverso immagini emotivamente molto forti, la situazione in cui si trova l’Uganda: nella più completa indifferenza da parte dei media internazionali, è in atto una guerra civile che dura ormai da decenni, in cui si fronteggiano il governo del presidente Museweni e l’LRA (Lord’s Resistance Army), il cui leader è Joseph Kony. I guerriglieri di Kony terrorizzano la nazione con improvvisi attacchi ai villaggi, in cui uccidono gli adulti e rapiscono i bambini. Il destino di questi giovani è segnato: i maschi verranno trasformati in spietati assassini a sangue freddo, andando ad ingrossare le fila dell’LRA, e le ragazzine saranno obbligate a prostituirsi. Per l’efferatezza dei suoi crimini, Joseph Kony è oggi considerato il più pericoloso criminale di guerra al mondo.

Nel video in questione, raccontando al proprio figlio Gavin la storia di Kony e dei bambini soldato, attraverso anche la testimonianza di Jacob, un ragazzo rimasto senza famiglia per colpa dell’LRA, Jason Russell illustra agli spettatori il programma di “Invisible Children”, un ONG da lui stesso fondata con altri due collaboratori, impegnata da quasi dieci anni in questa crociata. Viene mostrato come, attraverso il passaparola continuo e la pressante opera di informazione svolta dai membri dell’associazione, il problema sia diventato di portata nazionale, in particolare grazie alla collaborazione di venti personaggi famosi (Rihanna, George Clooney e Ben Affleck, ad esempio) e anche di dodici uomini politici statunitensi (tra cui figura anche l’ex presidente George W. Bush) equamente divisi tra democratici e repubblicani, i quali non hanno potuto fare a meno di aderire alla campagna, viste le dimensioni che questa stava assumendo (non dimentichiamo che questo è anno di elezioni, negli States.). Grazie a questi influenti appoggi, Invisible Children è riuscita ad ottenere il sostegno del presidente Obama, facendo sì che venissero inviati dei consiglieri militari in aiuto al governo ugandese. Tutto ciò ci porta all’obiettivo dell’organizzazione: far conoscere al mondo la vicenda e, infine, catturare Kony e liberare definitivamente il centro Africa da questa minaccia. La parte conclusiva del video illustra come aderire attivamente alla campagna, tramite l’acquisto di un kit da 10€ con cui tappezzare tutte le grandi città in occasione del 20 aprile 2012, giornata di mobilitazione generale dell’organizzazione.

E fin qui tutto bene. Fino a qui, si tratta di una causa nobile, siamo tutti d’accordo, chi di noi non vorrebbe prendere parte ad un’iniziativa che contribuisce a “salvare il mondo dai cattivi” e aiutare dei bimbi ad avere un’infanzia serena?

Ma siamo sicuri che sia tutto ora quel che luccica? Occorre fare alcune precisazioni, innanzitutto: per prima cosa, va detto che l’Uganda non è più il centro delle attività criminali dell’LRA, la quale, a partire dal 2006, si è spostata principalmente negli altri tre paesi sopra citati (Sud Sudan, Repubblica Centrafricana, Repubblica Democratica del Congo). Ci si può poi chiedere quale sia effettivamente lo scopo di questo gruppo armato: Kony punta a creare uno Stato teocratico fondato, però, sulla commistione di elementi provenienti da diverse religioni. Afferma, infatti, di parlare su ordine degli “spiriti”, ma allo stesso tempo prega con il rosario e la Bibbia cristiana e rispetta i trenta giorni di digiuno del Ramadan musulmano. L’LRA nasce nel 1986 dal risentimento dell’etnia Acholi, causato dall’ascesa al governo di Yoweri Museweni, presidente tutt’oggi in carica in Uganda. Va specificato che, oggigiorno, i ribelli si riducono a poche centinaia di combattenti, male armati e pure malnutriti.

Fatte queste necessarie precisazioni, proviamo a concentrarci più attentamente sul video: non c’è alcun dubbio, la strategia comunicativa è ottima, il filmato cattura l’attenzione e suscita disagio in chi lo guarda dal comodo divano di casa propria, portando a sentirsi parte della causa dell’associazione. Le immagini sono forti, a tratti molto dure, colpiscono l’osservatore e non lasciano spazio a scetticismo, perché la tematica è indubbiamente di quelle che appassionano e indignano lo spettatore. Da notare, inoltre, come l’argomento venga affrontata con molta chiarezza e una logica apparentemente impeccabile, stroncando sul nascere qualsiasi possibile critica.

Basta scavare un attimo più in profondità e già si trova materiale a sufficienza per storcere il naso: sono comparsi su molti giornali e siti internet le retribuzioni di Russell e degli altri due fondatori, che si aggirano intorno ai 90.000 dollari. Cifra nient’affatto male, non c’è che dire! Ma il lavoro è impegnativo e li porta spesso ad allontanarsi dalle loro famiglie, si dirà, è normale che gli stipendi siano alti! Esaminando i conti di questa ONG, però, ci accorgiamo di un altro dato interessante: Invisible Children ha speso 751.000 dollari in computer e 177.000 dollari in strumenti di registrazione, ma, cosa più importante, negli ultimi due anni, solo il 32% delle donazioni è finito in Africa.

E’ possibile, dunque, che non si tratti soltanto di filantropi che agiscono con fini umanitari? Quest’ipotesi rimbalza sul web, avvalorata dalla scarsa trasparenza dei conti dell’associazione, come riportato da Charity Navigator (http://www.charitynavigator.org/index.cfm?bay=search.summary&orgid=12429), e dal fatto che Invisible Children abbia rifiutato di collaborare con il “Better Bureau Business”, un’agenzia che indaga sulla natura etica delle associazioni.

In tutto ciò, però, va anche rimarcato l’aspetto politico, anzi, gli aspetti politici:  Jason Russell, nel corso della sua lunga filippica, non fa alcun riferimento al governo ugandese, sostenuto dalla sua associazione. In Uganda, fin dal 1986, è al potere il già citato Yoweri Museweni, un corrotto dittatore marcatamente filo-occidentale, e il suo braccio armato, l’UPDF (Uganda People’s Defence Force) è a sua volta accusato di violenze, stupri e saccheggi. Nel filmato, di tutto ciò non c’è traccia alcuna!

E gli Stati Uniti? Davvero si sono mossi nell’interesse esclusivo dei popoli centro-africani? A questa domanda aveva già risposto, molte settimane prima, Pepe Escobar, reporter dell’Asia Times di Hong Kong, in un articolo riportato anche su Internazionale dell’11 ottobre, in cui affermava che il vero obiettivo del governo nordamericano è il controllo dei minerali (presenti in quantità spropositate nel sottosuolo dell’Uganda e della vicina Repubblica Democratica del Congo) e delle attività estrattive, nonché del petrolio (niente di nuovo sotto il sole) di cui è stato appena scoperto in quelle zone il più grande giacimento dell’Africa subsahariana (potrebbe custodire diversi miliardi di barili).

In conclusione, l’obiettivo di catturare Kony è senz’altro lodevole, sia chiaro, si tratta di un assassino e merita di pagare per  gli orrendi crimini di cui si è macchiato, ma se Joseph Kony è il diavolo, Museweni non è certo l’acqua santa; l’Uganda è un paese con una corruzione ed una povertà endemiche, ed il solo arresto di Kony non salverà questo paese dall’abisso, soprattutto se si considerano le motivazioni economiche che hanno portato alla discesa in campo degli Usa.

“Kony2012” è un perfetto prototipo di pregi e difetti della comunicazione 2.0: il video ha fatto in un attimo il giro del mondo, promuovendo quella che a prima vista è una causa nobile, e permettendo a chiunque di informarsi su una realtà di cui prima non conosceva nemmeno l’esistenza. D’altro canto, però, con il suo forte contenuto emozionale, offre una visione limitata e univoca dei fatti, senza repliche e contradditori.

Facciamo dunque grande attenzione, nell’approcciarci a un’iniziativa come questa, ma allo stesso tempo non sprechiamo il grandissimo potenziale che queste nuove modalità di comunicazione ci offrono. Abbiamo già visto lo scorso anno, con la Primavera Araba, di cosa sono capaci queste tecnologie. Abbiamo la possibilità di scegliere: utilizzarle per migliorare la democrazia o lasciare che vengano trasformate nell’ennesimo strumento di sottomissione culturale e controllo sociale.

Fermiamo Kony, dunque. Ma non fermiamoci a Kony.

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58 comments

  1. Vedi, Giovanni, non hai letto l’articolo. C’è gente che fa beneficenza e va in Africa senza percepire stipendi nell’ordine dei 90mila dollari. Senza contare, appunto, che Invisible Children e Russel nel loro filmato omettono di citare che l’attuale presidente dell’Uganda è un dittatore in carica dal 1986, che è lì solo perché filo-occidentale. Il dettaglio spese di Invisible Children? Eccolo (era già nell’articolo): http://www.charitynavigator.org/index.cfm?bay=search.summary&orgid=12429
    Per altro, è evidente che non sai leggere, nel caso: l’articolo è diviso in due parti (i meriti e le luci; le ombre e le contraddizioni). E la polemica non è italiana: è internazionale (ma c’è scritto anche nell’articolo che è sempre più evidente che non hai letto).
    i ragazzi di eb.it

  2. e noi qui a pensare di far scendere lo spred,oppure come rubare denaro,o come mandare le famiglie sul lastricop eliminando l’art 18

  3. Federica Polythene Pam attraverso Facebook

    Finalmente qualcuno che papà contro qsta cosa facendo chiarezza, grazie ragazzi della pagina Enrico Berlinguer!

  4. Potete dividere i vostri articoli come vi pare e anche pensare che io non sappia leggere ma eviterei di nascondermi dietro un dito, è evidente che non siete in grado di sostenere quello che dite e non che io non abbia letto l’articolo cosa che avrei preferito non fare visto che mi fa capire che di sinistra in quello che dite c’è ben poco. Invisible children, che si chiama così mica per caso (forse avete voi qualche problema con l’inglese), ha scelto la propria battaglia quella contro gli abusi e la violenza sui bambini, il dittatore filo occidentale non è un suo problema o meglio lo è solo secondariamente e non riesco a credere che si possa anche solo insinuare il contrario solo perchè loro hanno capito una cosa che voi non riuscite a capire: 1 obiettivo, 1 missione, 1 strategia di comunicazione unita alla capacità di dare alle persone una ragione per lottare principio questo vecchio come il mondo. Il dittatore filo-occidentale?? ma non fatemi ridere, o tutti o nessuno? ma dite veramente?!?! siccome il dittatore no allora c’è del marcio in invisible children…bah

  5. Federica Polythene Pam attraverso Facebook

    Il problema è che la stessa gent che posta roba del grande fratello vive anche ste cose come il grande fratello: un punto di vista preconfezionato e impacchettato che alla fine ti chiede soldi per sovvenzionare la causa, senza andarsi ad informare della causa stessa. Gli ugandesi sono incazzati neri con questo deficiente..mettere in mezzo il proprio figlio in quel modo poi a me ha fatto prp salire il sangue al cervello..fattele da solo le campagne, lascia in pace i bambini anche se sono tuoi..

  6. @Seminerio Filippo: infatti ora gli USA si muovono, in ritardo e tramite la tipica propaganda populista, solo perchè c’è l’interesse sulle risorse minerarie ugandesi…quando Kony non opera più in Uganda… anche questo era nell’articolo in questione e molti altri sul web.

  7. nel web si trova anche questo… che potrebbe essere considerato tentativo di discredito dell’iniziativa solo se si rivelasse completamente falso http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=162782

  8. A me sembra tutto molto strano…fanno un video di sensibilizzazione di un personaggio che è al primo posto tra i ricercati dell’Aja…(se non sbaglio è già stato condannato dallo stesso tribunale Thomas Lubanga per il reclutamento di bambini soldato nella Repubblica Democratica del Congo),e stiamo qui a discutere di quanto percepiscono e dei soldi che ne fanno…….Io penso che se sono riusciti a coinvolgere non senza difficoltà il governo americano,inviando dei militari per addestrare i militari locali beh hanno fatto un gran lavoro il resto mi interessa poco….e soprattutto stanno facendo conoscere cosa succede in quella parte di mondo aprendo gli occhi a tante milioni di persone…

  9. Quindi mi state dicendo che Russel per festeggiare il fatto che ci ha gabbato tutti si scola un paio di bottiglie, si droga e se ne va in giro nudo a masturbarsi e spaccare cose. Se la CIA sta muovendo i fili dell’operazione per smuovere l’opinione pubblica e farci invadere l’uganda…beh secondo me lo sta facendo male!

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