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Da Stanford arriva l’asfalto magnetico per ricaricare le auto elettriche in modalità “wireless”

La notizia è di quelle destinate a sconvolgere il futuro della mobilità e dell’approvvigionamento energetico: asfalto magnetico per permettere alle auto elettriche di ricaricarsi via wireless.

Promosso dall’Università di Stanford, USA, il programma (molto fantasiosamente denominato CARS) si basa sullo sviluppo di un sistema di ricarica a campi magnetici, capace di trasmettere wi-fi grandi quantitativi di corrente tra due bobine di metallo poste a una certa distanza.

Il funzionamento dell'asfalto magnetico - da www.tuttogreen.it

Lo studio, pubblicato sulla rivista Applied Physics Letters, parte da una scoperta fatta qualche anno fa dal Massachusetts Institute of Technology, tradotta a sua volta nella startup WiTricity. Già in passato avevamo parlato dei marciapiedi elettrici, ora i fisici si spingono a ipotizzare che questa tecnologia potrebbe un giorno essere utilizzata per creare un’autostrada elettrica dotata di canali wireless: una strada su cui i veicoli possano ricaricarsi anche in movimento e continuare a funzionare, virtualmente, all’infinito.

Fantascienza? Mica tanto. Le prime simulazioni hanno dato esiti positivi e i grandi marchi si stanno subito gettando nell’affare (state tranquilli, non la Fiat). Immaginatevi le conseguenze sul piano politico internazionale: si romperebbe la dipendenza dal petrolio, sfruttando finalmente solo energie rinnovabili.

Una rivoluzione in tutti i sensi, soprattutto per l’ambiente. Altro che TAV: il futuro passa da qua.

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Pierpaolo Farina

Classe 1989, milanese, blogger, sociologo, scrittore. Nel 2009 ho creato enricoberlinguer.it, nel 2010 il blog Qualcosa di Sinistra. Sono il padre di WikiMafia - Libera Enciclopedia sulle Mafie, co-fondata nel 2012 insieme a Francesco Moiraghi. Nel 2013 ho scritto il libro "Casa per Casa, Strada per Strada". Nel 2014 mi sono laureato in Scienze Sociali con una tesi su Mafia e Capitalismo con Nando dalla Chiesa. Nel 2015 ho dato vita a MafiaMaps, prima app antimafia. Scrivo per riviste scientifiche, mi occupo di comunicazione politica e social media. Last but not least, fotografo con Sophie, la mia Canon 6D.

39 commenti

  1. non vorrei tarpare le ali, ma poichè il campo elettromagnetico naturale non ha nemmeno lontanamente la potenza in grado di alimentare tali dispositivi, ne discende che gli stessi non possano che essere alimentati mediante energia elettrica. Infatti non si capisce come questo progetto possa impedire che la stessa sia ancora prodotta in  quota maggioritaria da fonti fossili come avviene oggi. Comunque non si tratta di nulla di sconvolgente in via assoluta, visto che come spesso accad noi italiani avevamo già sperimentato salvo poi abbandonare l’idea, o meglio non estenderla oltre la sperimentazione, per problemi tecnici ed economici  http://it.wikipedia.org/wiki/Stream_%28trasporti%29

  2. l’energia alternativa al petrolio esiste da anni e’ che non vogliono svilupparla…il petrolio e’ strasuperato..e’ questione di volonta’ e basta

  3. ah ah ah povere carte magnetiche, poveri orologi, e povero tutto cio’ che di metallico ed elettronico ci passa sopra e poveri ignari portatori di pacemaker ah ah ah che trovata del cavolo ah ah ah

  4. allora:
    1 intanto l’auto elettrica va ricaricata quindi intanto bisogna riconvertire le fonti energetiche dato che l’elettricità come l’idrogeno non è una FONTE ma un VETTORE.
    2 altro k cellulari dopo qualche chilometro ci si cuoce, è insostenibile dato che bisognerebbe alimentare tipo con 50-100kW, anche pensando di costruire la macchina con la gabbia di faraday se devi scendere a pisciare?
    3 i fisici si sono spinti a pensare l’induzione 200 anni fa

    cmq l’idea è buona se pensata per la ricarica delle auto parcheggiate, per evitare colonnine, fili e problemi correlati. questo permetterebbe di usare potenze meno pericolose…. ovviamente va prima considerata l’efficienza del processo.. e il costo..
    detto ciò concordo sull’offendere la fiat per le sue politiche idiote..
    guardatevi la phylla progettata quando il governo della regione piemonte non era ancora di jean claude in collaborazione con fiat, quella era una vero passo avanti se introdotta massicciamente nelle città, senza dover fare star trek

  5. Dovresti avere materiali diversi da quelli disponibili attualmente per evitare l’inquinamento magnetico, con una permeabilità magnetica più alta si potrebbe evitare molta dispersione di flusso ma sono materiali poco pratici e costosi.

  6. Bisogna avere spirito critico, è vero, ma anche un po’ di lungimiranza. Questo è un esperimento. Potrebbe diventare il futuro… ci sono treni a levitazione magnetica, perché no? Sono stata all’aeroporto di Vienna, c’è una metro/treno che in 20 minuti vi porta in centro città, alimentata al 100% con energie rinnovabili. Io dico semplicemente, perché no?

  7. Ovvio che qui si parla di un esperimento ma nei commenti ho letto qualche piccola imprecisione. Intanto diamagnetici e superconduttori non sono fantascienza ma cose già realizzate e ampiamente conosciute e non richiedono grossi apporti di energia elettrica (per non dire che non la richiedono affatto) nelle loro applicazioni pratiche. Ho letto anche diversi commenti sullo “spreco” di energia elettromagnetica (?), ma a me risulta che la forma di energia meno nobile sia il calore (=combustione). I treni a levitazione magnetica (per esempio) sono già una realtà. Ci sono poi tram e treni particolari un po’ in tutto il mondo, diciamo sperimentali, che sfruttano al 100% energie rinnovabili (andate a Vienna e meravigliatevi), la Solvay, in Belgio, sta portando avanti un progetto per utilizzare solo energie rinnovabili per far volare gli aerei. Le energie rinnovabili in 50 anni hanno fatto passi da gigante (il solare di oggi è nettamente più efficiente del suo predecessore) e viaggiano molto più velocemente della nostra immaginazione, il wi-fi era impensabile 100 anni fa, la radio lo era 200 anni fa… 

  8. Salvatore Giardiello

    ..trovo del tutto inutile,dispendioso e complicato un progettoi del genere, basterebbe sperimentare il progetto ECOMOTOR per rendersi conto dei vantaggi ,il progetto su f.b. alla voce E C O M O T OR…

    salvatore giardiello

  9. Se la macchina viaggiando si ricarica significa che parte dell’energia cinetica posseduta dalla macchina viene convertita in energia elettrica, evidentemente accumulata nel pacco batterie. Dunque la questione della possibilità di viaggiare all’infinito è ovviamente una esagerazione che non ha fondamento fisico. L’unica modalità per la quale potrebbe essere utilizzato tale sistema è una sorta di “frenata a recupero” come quella già adottata nelle metropolitane che ad ogni stop trasferiscono in rete (invece che in accumulatori) l’energia generata durante la frenatura. Il problema è valutare che intensità di campi dovrebbero essere generati  per realizzare un sistema efficace, vista la inevitabile presenza di tratti in aria (anzichè nel materiale ferromagnetico) che si interpongono alle linee di flusso magnetico.  

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