Il vero volto dei NO TAV

E’ stato un corteo variegato, colorato e pacifico quello che ha sfilato da Bussoleno a Susa sabato 25 febbraio.
La giornata di mobilitazione contro la linea Alta Velocità Torino-Lione ha visto scendere in campo diverse realtà da tutta Italia, dai centri sociali ad associazioni ambientaliste, dai movimenti per l’acqua pubblica e no Nuke ai collettivi universitari alla Fiom, da partiti di sinistra a gente comune.
Decisiva è stata la presenza della società civile, in particolare di tutte quelle famiglie del luogo che hanno deciso di non arrendersi e di opporsi alla realizzazione di un’opera inutile, costosa (il costo complessivo è stimato intorno ai 22 miliardi di euro con circa 1 miliardo di finanziamenti europei) e dannosa dal punto di vista ambientale. Parlando con alcune di queste persone, che si sono complimentate con noi per la nostra presenza, è emersa la loro totale contrarietà a questo “tunnel di 50 km in un monte” come lo chiama Beppe Grillo.
Il movimento ha potuto contare su una giornata bella e calda, su un sole splendente che ha irradiato con i propri raggi il bellissimo territorio circostante e le Alpi, dove oltre 60 anni fa era ancora in corso la guerra partigiana.
Cori, slogan e musica hanno caratterizzato quel lungo serpentone umano composto da 75 000 anime (14 000 secondo la questura) che pacificamente ha marciato per 8 km lungo la Val Susa.
In testa al corteo vi erano i parenti ed i familiari degli attivisti arrestati il 26 gennaio su ordine del procuratore capo di Torino Giancarlo Caselli.
Incidenti tra manifestanti e Polizia sono scoppiati in tarda serata alla stazione Porta Nuova di Torino, a corteo oramai concluso.
Il gruppo di dimostranti in occasione del loro rientro a Milano ha riferito di aver trovato la Polizia schierata in assetto anti-sommossa davanti ai binari che non lasciava passare nessuno senza il biglietto, nonostante il prezzo di quest’ultimo fosse già stato precedentemente concordato. Sul posto sarebbero poi giunti altri reparti di polizia coordinati dal dirigente della Polfer di Torino, Spartaco Mortola, condannato in secondo grado per i fatti della Diaz durante il G8 del 2001. Si sarebbero susseguite poi due cariche e l’uso prolungato di gas lacrimogeni anche all’interno dei vagoni, il tutto senza apparente motivo. Secondo la polizia invece gli agenti avrebbero reagito in seguito al lancio di pietre e petardi da parte dei manifestanti verso di loro.
Ancora più gravi i fatti verificatisi lunedì 27 febbraio in mattinata. In seguito all’arrivo delle forze dell’ordine e degli operai all’interno del cantiere per iniziare i lavori di allargamento, Luca Abbà, uno dei più noti esponenti del movimento No-Tav, proprietario di un terreno oggetto di esproprio, sarebbe salito su un traliccio della luce nel tentativo di sfuggire alla polizia e sarebbe in seguito caduto da questo per colpa di una violenta scarica elettrica, rimanendo gravemente ferito. Trasportato d’urgenza al Cto di Torino, Luca è ora in prognosi riservata ed in come farmacologico. Sono seguite in tutta Italia proteste e occupazioni di binari in seguito all’avvenimento.
Nonostante le continue intimidazioni da parte delle forze dell’ordine i militanti e la comunità autoctona sembrano non voler farsi assolutamente mettere i piedi in testa, fraternizzando e solidarizzando in tutte le occasioni tra loro. Attraverso la criminalizzazione di una parte degli attivisti, ossia di quelli che i media chiamano “black block” o “anarco-insurrezionalisti”, ma che altro non sono che ragazzi la cui unica colpa è quella di tentare di varcare la zona del cantiere per occuparlo ed impedire la ripresa dei lavori, al massimo tentando di tranciare le recinzioni, il potere politico per mano di quello giudiziario prova a spaccare il movimento, riproponendo la ben nota distinzione tra “buoni” e “cattivi”.
Finora il movimento non è ancora caduto in questo tranello, tanto che durante la manifestazione di sabato scorso si chiedeva a gran voce la liberazione immediata di tutti i ragazzi arrestati durante i blitz delle forze dell’ordine di sabato 26 gennaio per ordine del tanto contestato procuratore Caselli. Questa è la prova che i No-Tav sono coesi tra loro e decisi ad impedire a tutti i costi la realizzazione di questa “grande opera” che la maggior parte degli italiani ritiene del tutto inutile.

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30 comments

  1. questa dovrebbe essere la trascrizione della sua telefonata a radio blackout:
    “Sono appena arrivato c’è un dispiegamento di poliziotti in tenuta anti sommossa attorno a baita Clarea, 20 le persone fermate. Io mi sono arrampicato sul traliccio di fronte alla baita, sono sfuggito ai controlli. Adesso – continua – stanno salendo per venirmi a prendere. Sono all’altezza dei cavi elettrici, sotto ci sono i rocciatori che si stanno preparando con le corde. Cercherò di farla lunga – conclude – l’invito è a venire qui e fargli un po’ di pressione. Sta salendo un rocciatore e devo attrezzarmi per difendermi..”
    Dove sarebbe scritto che è salito sul traliccio perchè inseguito?????
    Il rocciatore è salito dopo per farlo scendere
    questa è informazione distorta

  2. Sarebbe meglio pensare che Enrico Berlinguer si sarebbe opposto a questa grande opera mafiosa, ma meglio questionari si milione più milione meno che rendersi conto di ciò che accade, andate a fare qualche ricerca su ITALCOGE precedente ditta appaltatrice, vedete un po’ che ha combinato negli anni il titolare che poi se ne riparla…ah, a tutti quelli che si vergognano di questo articolo dico che la pensate come ILGIORNALE… forse è arrivato il momento di chiedere chi non è al suo posto. Mi sembra di tornare indietro al G8 di Genova, tutti a guardare la pagliuzza senza vedere la trave nei vostri occhi. La Democrazia è morta in Italia ma continuate ad offenderne il cadavere. Per inciso in questo momento a Torino Porta Nuova, stanno controllando i documenti a cittadini italiani diretti in Valle… a me farebbero girare le ovaie a vortice!

  3. Se si facesse un referendum su questa tav non saprei cosa votare penso che come me tanti altri . la cosa che mi mette dei dubbi che sia un opera che costerà tanto e non so fino a che punto ne valga la pena.è anche vero che a differnza del ponte di messina è un opera europea e se non la si fa in Italia la si farà attraverso la svizzera.Perchè non c’è tutto questo casino negli altri paesi?Sono molto perplesso.

  4. già ci rimasto poco , se poi non facciamo nulla x difenderlo ? mah , tanto la Tav non serve a nessuno , io a Parigi in 3 ore non ci voglio andare , vorrei prenotare una visita medica dopo 3 ore ! comunque l’esproprio è sbagliato , se vuoi una cosa mia devi pagare il giusto ! No Tav !

  5. Giuseppe Patanè attraverso Facebook

    il grande bluff è che si pensa che il progetto tav sia per l’alta velocità passeggeri. ebbene, non c’entra nulla. il tav in val di susa è in vista del movimento merci. cosa dovremmo mai trasportare tra italia e francia? tonnellate di champagne/spumante? siamo in recessione e più che progetti faraonici per il movimento merci utili semmai negli anni 60, avremmo bisogno di treni pendolari, ripristino dei treni notte ecc. ma tanto telefassino (tg3) è più impegnata a richiamare i NO TAV al dialogo, si il dialogo che lo stato dominato dai poteri forti bipartisan vuole condurre con gas CS e celerini che “controllano i biglietti” a suon di manganello. è come ballarò ieri sera, tutti che straparlano di dialogo, ma poi dicono che l’opera va fatta comunque. dalla sinistra di lotta e governo, alla sinistra di governo e manganello.

  6. Io, così a naso, mi fido più del resoconto di un reporter che è stato presente alla manifestazione che non degli articoli dei media e dei giornali, condizionati e pilotati dalle stesse lobbies che guadagnano sulla costruzione dell’opera, ma ognuno è libero di pensarla come crede, e poi nessuno credo pretende di impersonare cosa avrebbe pensato berlinguer, quindi mi sembrano polemiche sterili

  7. Andrea Amoretti attraverso Facebook

    grazie per il “solone”, ma davvero rifiuto di credere che una manifestazione dove ci siano scontri, aggressioni ai giornalisti, gente che come pazza si arrampica sui pali e poi magari cade, gente che rompe i tralicci, attacchi alla polizia (che sono attacchi a noi stessi, sveglia) siano parti di una manifestazione pacifica. Inoltre, gente che blocca un’opera pagata con soldi di tutti, intesa per il bene pubblico, questo è un atto criminale. Avete paura della Mafia: benissimo, controllate che la mafia non entri nei lavori, non bloccate i lavori, è come aver paura di fare un incidente in auto e, per questo, non farla uscire dal garage mai.

  8. Giuseppe Patanè attraverso Facebook

    io non mi sento per nulla dalla parte della polizia che lancia gas CS (illegale) sulle persone, dentro i treni, non mi sento dalla stessa parte di quelli che vorrebbero ridurre il dissenso a un problema di ordine pubblico. io sto dalla parte di quelli che vorrebbero decidere della sorte del territorio in cui vivono democraticamente. cosa resta della sinistra se confonde l’interesse pubblico con la “ragione di stato”?

  9. Venite a vedere cosa hanno combinato a Torino in Via Po un mesetto fa. Il corteo “colorato” si è riproposto in tutti i suoi “colori” sui muri di una via STORICA italiana, laddove calcavan il passo il Re, Cavour, Nietzsche e tanti eroi dell’epoca risorgimentale. UNO SCHIFO.

    Ok la libera protesta e le libere idee, ma violentare dei muri storici molto difficili da ripulire è CONTROPRODUCENTE, a me sinceramente è salito un odio profondo.

    Ultimamente dubito sulle “cose di sinistra”, mi rendo conto sempre di più di come sia un mondo ipocrita e poco serio. Mi avete rotto le scatole, fate la parte dei Radical Chic di sto cazzo e poi quando vi si para davanti un VERO E REALE problema etico cascate come delle pere come farebbe un ignorantissimo uomo di destra. Grazie a gente come voi io ho perso fiducia verso la SINISTRA. Grazie.

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