Fischiare Napolitano non è reato

Paese strano il nostro, sembra quasi che una volta divenuti Presidenti della Repubblica un alone di santità e di ecumenismo bipartisan cancelli tutti i peccatucci dell’eletto e che alla fine l’eletto stesso possa alzarsi a garante indiscusso della democrazia. Beh, per fortuna democrazia vuole che ci sia anche il diritto di critica, e bene in questo breve articolo lo eserciterò al meglio.

Giorgio Napolitano come è noto viene dal PCI (sic!), anche se della storia e della tradizione di quel partito non ha conservato nulla. Non a caso Napolitano era leader della “destra” del partito comunista, corrente chiamata anche “Migliorista”, che per l’appunto si prefiggeva il compito di migliorare i rapporti tra comunismo e capitalismo: compito impegnativo direi.

Non poche volte Napolitano entrò in polemica con Berlinguer, l’accusa del “migliorista” allo storico segretario del PCI era quella di avere un comportamento pregiudiziale nei confronti del PSI di Benedetto (solo di nome) Craxi. Infatti lo scontro più aspro tra i due fu all’indomani dell’intervista rilasciata a Eugenio Scalfari per “La Repubblica” (1981) dalla quale Berlinguer lanciava la Questione Morale come prerogativa per riformare i partiti e per dare un nuovo respiro alla politica. Per Napolitano, invece, Craxi era un interlocutore obbligato per poter governare, questione morale o non. Lo scontro fu così duro che spinse Berlinguer, in una delle direzioni nazionali del PCI, a fare questa affermazione: “Io ho capito molto bene che c’è qui una parte di voi che vuol trasformare il PCI in un partito socialdemocratico, sappiate che io a questa cosa non ci sto e che io non sarò mai segretario di un tale partito. Se voi volete fare una cosa del genere, la farete senza di me e contro di me.”[1]

E difatti il sentore del Leader del PCI non era sbagliato. Il decreto San Valentino del 1984 che decretò il taglio della scala mobile ebbe tra i suoi sostenitori (velati) proprio Napolitano, che fu l’unico a non pronunciarsi contro la scellerata decisione di quel governo che di fatto cominciò a cancellare lo stato sociale italiano.

La morte improvvisa di Berlinguer buttò il PCI in un periodo di sbando politico, Alessandro Natta (che succedette a Berlinguer nel ruolo dei segretario del Partito) grande intellettuale, ma politicamente debole dovette dimettersi a causa di un malore e nel 1988 ascese al ruolo di Segretario del PCI Achille Occhetto…. I miglioristi che fino a quel momento erano minoranza di colpo presero il potere, (nonostante il fatto che Occhetto si definiva e definisce ancora (sic!) berlingueriano) Napolitano ebbe un ruolo decisivo nello scioglimento del PCI: grazie alle sue “attitudini monovriere” è riuscito a ridurre ai minimi storici una delle più importanti tradizioni politiche del nostro paese.

Non a caso Henry Kissinger durante la sua visita a Cernobbio nel salutare Napolitano, scherzando (ma non troppo) disse: «My favourite communist» (il mio comunista preferito),  Napolitano senza scherzare però tenne a sottolineare «My favourite former communist» (il mio ex comunista preferito)[2]. E Sempre Kissinger diceva di Berlinguer nel periodo della guerra fredda «E’ lui il comunista più pericoloso» [3]

Sono passati più di 20 dallo scioglimento del PCI e tutte quelle tutele nei confronti delle classi sociali più deboli, man mano sono state cancellate o quasi (scala mobile, equo canone, servizi pubblici, contratto unico, ecc…) per ultimo il continuo attacco all’articolo 18 e al mercato del lavoro che il governo Monti vorrebbe cambiare anche senza l’accordo con i sindacati…. Ma tu guarda, il garante del Governo Monti è Napolitano…

Ebbene, alla luce di tutto ciò, perché mai dovremmo astenerci dal fischiare Napolitano?

Note

1. O. Diliberto, F. Sorini, V. Giacchè “Ricostruire il partito comunista” – pag 266
2. Corriere della Sera , 9 Settembre 2001
3. La Repubblica, 12 Gennaio 2008

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Sarah Latorre

Inizio giovanissima ad avvicinarmi alle idee comuniste frequentando gruppi autonomi della sinistra, nel 2006 faccio la mia prima tessera al Partito della Rifondazione Comunista, e inizio a militarci attivamente. Alla fine del 2009 decido di lasciare il PRC per aderire con convinzione al Partito dei Comunisti Italiani condividendone pienamente l'idea di "partito" e convinta che l'unità dei comunisti sia la strada da seguire. Attualmente faccio parte della Segreteria Provinciale del PdCI di Taranto (Resp.Organizzazione dal 2010 al 2011, Politiche Giovanili, Pari Opportunità e Cultura dal 2011) e sono segretaria cittadina della Federazione della Sinistra del comune di Torricella. Dal 2012 collaboro col Blog "Qualcosa di Sinistra"

2 commenti

  1. Fischiare ???? CALCI IN CULO A QUESTO TRADITORE DELLA DEMOCRAZIA, AMICO DELLE LOBBY BANCARIE, CHE DOVREBBE ESSERE SBATTUTO IN GALERA PER ALTO TRADIMENTO E ATTENTATO ALLA COSTITUZIONE ?? COME SI FA HA DIRE CHE NELL’INTERESSE DEI BANCHIERI DI QUESTA EUROSTRONZATA L’ITALIA DEVE CEDERE SOVRANITA’………. E NESSUNO GIORNALISTA, DOPO AVER RIEMPITO PAGINE E PAGINE DI BERLSCONI E RUBY, MA ANCHE LE SCATOLE, NON  DICE NULLA  !!!!!!!!!!

  2. Partesani valter

    napolitano sostenuto dal suo partito continua a percorrere1sistema di centro,instaurato il maggioritario escludend la rappresentanza in parlamento di milioni di cittadini,la mancanza di ideali di sinistra in parlamento, ci ritroviamo con un pd che per le sue posizioni politiche ha messo in difficoltà di azione  sindacato e partiti di sinistra ?si fischiamo forte ma a tutto il pd che dal cambio di nome al maggioritario al 1 ritocco pensioni fino alla totale perdita dei diritti nel mondo del lavoro ? tutto ciò per fare un partito credibile senza falce e martello credibile ai ?::::?per poter governare !  no grazie .

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