Il blog Pontifex attacca Berlinguer, "complice degli assassini comunisti" e la decisione della giunta Pisapia di dedicargli una Piazza. Ed elogia Mussolini, Almirante e le leggi razziali.

“Mussolini? Statista. Berlinguer? Assassino comunista

Della serie: la madre degli imbecilli (e dei porci) è sempre incinta. Evidentemente a qualcuno proprio non va giù che a Milano, soprattutto grazie a noi, è stata archiviata la delirante fase di “Piazza Craxi” ed è stata invece annunciata entro l’anno Piazza Enrico Berlinguer, nel 90° anniversario della nascita.

Accade così che il già famoso sito ultra-cattolico e oscurantista Pontifex (quello che definiva Crozza in preda al demonio e esultava per la morte di Francesco Pinna sotto al palco di Jovanotti) ora abbia trovato l’ennesima occasione per dimostrare la propria ignoranza, attaccando Enrico Berlinguer, “uomo che mai ha abbandonato i suoi legami col vecchio Cremlino, solidarizzando con uno dei regimi più cruenti e dittatoriali del mondo.

Se l’autore dell’articolo avesse studiato un po’ di storia, saprebbe che, escluso il periodo in cui persino il Time eleggeva Stalin uomo dell’anno, Enrico Berlinguer i legami con il Cremlino li aveva allentati sia dal 1968, quando divenne vicesegretario. Tant’è che quando succedette a Longo, i sovietici salutarono l’evento come una sciagura (e diedero ai bulgari il compito di eliminarlo a Sofia, nel novembre del 1973).

Berlinguer era così scomodo ai sovietici, che quando smisero definitivamente di arrivare finanziamenti al Pci da parte di Mosca (pratica iniziata già dal 1972), l’URSS cominciò a finanziare Cossutta in funzione anti-berlingueriana: ma era già troppo tardi, Berlinguer si era portato dietro il 95% del partito ai tempi del famoso “strappo con Mosca” del 1981. Un processo lungo (qualcuno parla di ritardo, senza guardare alle contingenze storiche), ma che ci fu, ma che evidentemente Oltretevere ignorano.

La parte carina è quando i papalini di Pontifex esaltano Mussolini, che andrebbe considerato per quello che fu: “un grande statista, un uomo dotato di visione e senso dello Stato, obbligato a entrare in una guerra nefasta.” E in virtù di questo tifano per una via a Giorgio Almirante, estensore delle leggi razziali, a loro dire poco applicate in Italia.

Mi dispiace per questa banda di integralisti con poca materia grigia e gravi lacune storiche, ma possono dire quello che vogliono, ma non che Enrico Berlinguer fu complice di Mosca (basterebbe rileggersi cosa diceva al riguardo, sul nostro sito).

In attesa della riapertura di Qualcosa di Sinistra, ci toccherà usare questo spazio per difendere Enrico dagli attacchi che ora stanno piovendo da destra. Ce li aspettavamo. Ma se credono di avere dei ragazzini sprovveduti, si sbagliano di grosso: noi, a differenza di altri, non rimaniamo qui a pettinare bambole o a incensare santini da sventolare in una mano.

Noi Enrico lo pratichiamo giorno per giorno, quotidianamente. E non sarà un caso che Kissinger lo definiva “il comunista più pericoloso”: a differenza di tanti altri, incarnava l’esempio che tutti i giovani dovrebbero seguire. Ci dispiace che a Pontifex abbiano come esempi puttanieri, preti pedofili e oscurantisti guidati dall’odio, anziché dall’amore come prescrive il Vangelo. Del resto, tra Berlinguer e questa gente corre lo stesso rapporto che esiste tra il signore vero e il servo di turno: il primo è libero per natura, il secondo invece si offre al miglior offerente perché della libertà ha paura.

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About Pierpaolo Farina

Classe 1989, milanese, blogger, sociologo, scrittore. Nel 2009 ho creato enricoberlinguer.it, nel 2010 il blog Qualcosa di Sinistra. Sono il padre di WikiMafia - Libera Enciclopedia sulle Mafie, co-fondata nel 2012 insieme a Francesco Moiraghi. Nel 2013 ho scritto il libro "Casa per Casa, Strada per Strada". Nel 2014 mi sono laureato in Scienze Sociali con una tesi su Mafia e Capitalismo con Nando dalla Chiesa. Nel 2015 ho dato vita a MafiaMaps, prima app antimafia. Scrivo per riviste scientifiche, mi occupo di comunicazione politica e social media. Last but not least, fotografo con Sophie, la mia Canon 6D.

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212 comments

  1. Solo chi ignora o è in malafede non sa o finge di non sapere che Berlinguer e anche Longo presero le distanze da Mosca già con l’invasione della Cecoslovacchia nel 1968.Ma potremmo dire che già l’elaborazione delle Vie Nazionali al Socialismo anticiparono la rottura con quei regimi dittatoriali, e la scelta definitiva di Berlinguer fu quella democratica ed Occidentale. Parlare genericamente di responsabilità morali di chi propugna una ideologia, rivista e corretta in chiave democratica, rispetto a chi la mette in pratica, dogmaticamente,significa addentrarsi in un campo che difficilmente salverebbe qualcuno da equiparazioni incomprensibili. Chi decide di uccidere o perseguitare è responsabile e ne risponde. Mussolini fù uno statista? Statista criminale, perchè non solo fece assassinare e perseguitare gli avversari , ma contribuì a scatenare la 2° guerra mondiale che causò 50 milioni di morti. Stalin , Hitler, Pol Pot, e tutta la sfilza di dittatori ma anche di Statisti “democratici” che hanno ordinato guerre e stermini di popolazioni civili sono responsabili di crimini contro l’umanità. Coloro che ne hanno o ne condividono gli ideali sono tutti complici morali? Può darsi, ma allora non riguarderebbe solo le classi dirigenti, ma gradatamente qualche miliardo di persone!

  2. Valentino Pompili attraverso Facebook

    pontifex somaro mavvammoriammazzato.

  3. Chissà se la mamma di quel blogger ha sofferto quando lo ha partorito dal culo!!!!!!!!!!!

  4. è veerooo…. xciò bòssi ha il terrore di essere sodomizzato in francia….

  5. Nicola Perrella attraverso Facebook

    MA GLI DATE PURE IMPORTANZA……ENRICO NON HA BISOGNO DI DIFENDERSI VIVA ENRICO

  6. Nicola Perrella attraverso Facebook

    MA GLI DATE PURE IMPORTANZA……ENRICO NON HA BISOGNO DI DIFENDERSI VIVA ENRICO

  7. ee ma nnè muort xò… sta ancor an’sardìà aa mazz oo cav’r!!!!!

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