Non chiamiamole morti bianche

Ripensando a quanto successo la settimana scorsa a Francesco, giovanissimo operaio –mio coetaneo omonimo- a lavoro per l’industria dello spettacolo, ho ritenuto dover rendere pubblica la mia personale adesione all’appello di Articolo 21 «Non chiamatele più morti bianche» (che può essere sottoscritta sul sito internet dell’associazione all’indirizzo http://www.articolo21.org/104/appello/non-chiamatele-piu-morti-bianche.html).

Condividendolo in pieno e non ritenendo giusto inserire altro non mi resta che riproporre qui, nelle righe che seguono, il testo dell’appello, sperando che molti di voi decidano di sottoscriverlo.

 

«Vorremmo rivolgere un appello al mondo dell’informazione: non chiamate più le morti sul lavoro con il termine “morti bianche” e “tragiche fatalità”. Sono due termini che ci offendono, e offendono in particolar modo i familiari e la memoria dei morti sul lavoro.

Queste morti non sono mai dovute al fato o al destino cieco e beffardo, ma perché, in molti luoghi di lavoro, non vengono rispettate neanche le minime norme per la sicurezza sul lavoro. Queste non sono “morti bianche”, quasi fossero candide, immacolate, innocenti, ma sono morti sporche, anzi sporchissime! In queste morti c’è sempre un responsabile, a volte più di uno.

È anche partendo dal linguaggio che si combatte una battaglia di prevenzione e per la sicurezza. E chiediamo ai mezzi di comunicazione anche di tornare ad accendere i riflettori su questo bollettino di guerra quotidiano. Affinché il tragico contatore dei morti, degli infortunati, degli invalidi si possa finalmente arrestare».

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Qualcosa di Sinistra

6 commenti

  1. Alessandra Fasce attraverso Facebook

    no chiamiamole tragedie senza fine e chi ci capita peggio per lui intanto chi comanda se ne fotte e se ne sta con i piedi caldi al sicuro ,brutte merde

  2. Kenia Kalimba attraverso Facebook

    Abbiamo il coraggio di dare il nome che meritano:omicidi

  3. “Il lavoro nobilita l’uomo”……….quando non lo fà lo uccide!!!!

  4. Non c’e’ niente di bianco in una morte sul lavoro, ma spesso solo premeditazione. E il datore di lavoro o lo sfruttatore non paga quasi mai. Questa e’ l’Italia.

  5. la 626 serve perchè ci sia una legge che attesti la presenza formale dello Stato; quella sostanziale chi se ne frega! A pagare ci sono le solite bestie da soma….

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