Paolo Barnard: “L’exit strategy è tornare alla Lira applicando la Modern Money Theory”

Paolo Barnard, giornalista e co-fondatore di “Report”,
ad ottobre hai riscritto il tuo saggio “Il Più Grande Crimine”, con la collaborazione di molti economisti. Puoi spiegarci brevemente qual’è questo “Grande Crimine” che stanno perpetrando a noi cittadini? E chi sono i suoi fautori?

Si, è molto chiara la questione. Si può riassumere, anche se è una storia lunghissima, tecnicamente molto molto complicata, con tantissime date, nomi, documenti. Tutte cose che io ho citato ne “Il Più Grande Crimine”. Ci tengo a dirlo perchè dovendo dire delle cose in termini più ampi, generici, non vorrei che si pensasse che non c’è dietro una documentazione.
La storia delle monete moderne ha avuto un punto di svolta fondamentale negli anni ’70 quando, per una la decisione unilaterale degli Stati Uniti, tutte le monete moderne sono state sganciate da qualsiasi bene reale. In genere il pubblico immagina che, si c’è la moneta, ma deve essere accompagnata da qualcosa sennò cos’è carta straccia. Invece questo è stato proprio il caso perchè Nixon ha deciso insieme a tutti gli altri paesi moderni, tra cui l’Italia, che la moneta diventasse FIAT, si dice in termine tecnico, cioè una moneta sganciata da qualsiasi cosa che veniva inventata dal nulla. A quel punto lo Stato, per la prima volta, aveva in mano una opzione: usare questa moneta inventata dal nulla, quindi senza necessità di accaparrarsi nessun bene materiale, come bene finanziario per arricchire al netto al propria cittadinanza, senza sostanzialmente limiti.
Lo Stato spendendo più di quello che tassa, poteva creare delle strutture: ospedali, scuole, stipendi, per creare la Piena Occupazione, Pieno Stato Sociale, per creare la piena infrastruttura, aziende moderne, ecc… Ciò avrebbe arricchito la cittadinanza, i cittadini comuni, in maniera inaudita rispetto a quello che è stata la nostra storia. Questo però avrebbe formato una cittadinanza forte, ricca, un pò sul modello scandinavo degli anni ’70, quindi una forte democrazia!
Ora, però, i poteri finanziari e grandi industriali, non volevano e non potevano permettere tutto ciò; perchè, ovviamente, quando tu dedichi la maggioranza della ricchezza alla cittadinanza la sottrai alle èlite. Per cui è stata progettata una pianificazione di ordine economico-intellettuale, una vera e propria colonizzazione dei grandi media, delle università, dei colletti bianchi della politica: tutto questo mirato ad evitare che succedesse quanto detto sopra. Questo è stato “Il Più Grande Crimine”, perchè è stato trasformata in sofferenze per milioni di persone, in crisi economiche continue che hanno portato condizioni di vita orribili per milioni di persone; basta solo pensare agli immigrati italiani e tutto il resto: disoccupati, sotto-occupati ecc…
E’ in sostanza, per richiamare un episodio tutto italiano, una P2, però di magnitudine 100 volte superiore. In fondo cos’era la P2 in Italia? Era una ramificazione di questo programma: colonizzare i media, colonizzare i politici, colonizzare i poteri forti, le università, per portare avanti un piano ideologico. Naturalmente, contro le grandi masse.

Ma uno Stato che stampa propria moneta, non crea un alto tasso di inflazione?

Questo è infatti uno dei fantasmi, degli spauracchi che sono stati inventati da queste correnti ideologiche e finanziarie, grandi industriali, per evitare che venisse fatto ciò che ho appena detto. Dicevano infatti: “il problema di tutto questo sarà una grandissima inflazione”.
Che è tutto sbagliato anche da un punto di vista tecnico ed economico, non è vero, e le prove oltretutto abbondano nella letteratura economica. Ma è sbagliato perchè questa emissione di moneta, inventata dallo Stato, non è come si immagina in maniera popolana cariolate di banconote distribuite a tutti ai giardini pubblici. Si tratta di denaro che lo Stato oculatamente spende per accreditare c/c di chi produce. E che cosa producono? Lavoro e beni materiali. La produzione di lavoro e di beni materiali fa si che la società abbia una produzione elevata. Una produzione che si eleva sempre di più. Questa elevata produzione pareggia l’immissione di denaro. E’ vero che viene messo molto denaro in giro ma l’inflazione viene battuta dal fatto che contemporaneamente si arricchisce di beni materiali la società: strutture, aziende che crescono, producono cose che poi vengono comprate usando quel denaro. Questo tiene a bada l’inflazione. Detto questo, lo Stato ha anche altre armi di stampo tecnico-monetario, per controllare eventualmente un momento di particolare inflazione. L’inflazione non è mai stata un problema. Lo testimonia anche il fatto che gli Stati Uniti d’America dal 2008 hanno immesso nel sistema una quantità di denaro che una mente umana non riesce a concepire; dire 29 trilioni di dollari è una cifra che non riusciamo a concepire e l’inflazione americana è ai minimi storici. Ma va aggiunta una cosa, che qualcuno sicuramente starà già pensando: perchè l’America è nelle condizioni drammatiche in cui è, se è vero che gli americani hanno fatto questa enorme spesa a deficit? La risposta è semplicissima: se tu fai una spesa e deficit, cioè usi questa arma monetaria di cui parlavo all’inizio, però poi la metti nelle tasche dell’1% dei miliardari americani, allora per forza poi tutti sono poveri. E’ elementare la cosa. La spesa a deficit va fatta, la moneta va usata come strumento di democratizzazione ma messa nelle tasche delle persone giuste, non dell’1%.

Questa scuola economica, la Modern Money Theory, riprende le teorie e gli insegnamenti di alcuni colossi dell’economia come John Maynard Keynes e Hyman P. Minsky. Puoi dirci chi sono coloro i quali hanno elaborato questa scuola economica?

Sono degli economisti di ampio raggio. Fanno anche parte del settore europeo e non solo americano.
Sono economisti che vengono, come tu hai citato, dalla scuola Keynesiana, anche di Minsky e di altri, e sono rappresentanti americani: Randall Wray, Mosler, Kelton, Auerback e altri, ma anche europei: c’è l’italiano Andrea Terzi che sta in Svizzera ed è un esponente di questa corrente. Ci sono economisti inglesi come Goodhart che è della London School of Economics, quindi di grande prestigio. Parguez, in Francia, dell’Università di Besançon, Godley di Oxford ecc…
Sono uomini del tutto accreditati nelle maggiori università, che hanno sposato la Modern Money Theory.

L’Italia, sembra destinata alla recessione. Le misure di austerità non faranno altro che impoverirci sempre di più. Quale scenario vedi per il nostro paese nei prossimi mesi?

Non lo vedo io, lo vedete tutti leggendo i giornali. Dalla Caritas, all’Istat, all’Adusbef, Associazione Consumatori, Confindustria in ultimo ieri, stanno raccontando ciò che sta succedendo. Un quadro di impoverimento catastrofico e precipitoso, una previsione di crescita sotto zero, previsioni di disoccupazione altissima, il potere di spesa degli stipendi è diminuito. Questo è quello che stiamo vedendo già oggi. Ma non per parole di Paolo Barnard; basta aprire un qualunque giornale italiano che pubblica tutti i giorni queste cose. La cosa che mi lascia stupito al punto dal quasi ridere, se non fosse che è un riso tragico, è che a fronte dell’evidenza del fatto che questi pacchetti di austerity che dovrebbero risanare l’Italia, la stanno invece distruggendo, ed è un’evidenza pubblicata dai maggiori quotidiani. Si continua a dire che la medicina che ti uccide è la medicina che devi prendere! Questo è un corto-circuito mentale classico di questi economisti che non sono capaci di uscire da un condizionamento totale del loro cervello. Ma è così anche per i medici; succede anche nella medicina. Quando una chemioterapia uccide di fatto un ammalato, la prescrizione è di continuare. Pochi oncologi oggi hanno il coraggio di dire “No basta, non ha più senso”.
Il quadro, comunque, per il futuro, se queste politiche continuano, ma credo che continueranno perchè gli annunci sono di un inasprimento di queste politiche, è catastrofico! Ma non sono io che lo dico: giornali inglesi come l’Indipendent hanno scritto che l’Europa dell’euro arriverà a dei tassi di povertà, cito testualmente “mai visti dal 1920 ad oggi”. Lo diceva 6 mesi fa il FMI.
Dovete capire che questi organi non hanno un’unica voce, un conto è quello che può dire un leader di questi organi, un conto è quello che dicono gli economisti e gli analisti che ci lavorano: escono rapporti che parlano appunto di una situazione di disoccupazione dell’Europa mai vista da settant’anni. Il quadro è agghiacciante
Ma è un fatto anche di logica comune, ci può arrivare qualsiasi cittadino che non fa l’economista:
nel momento in cui tu applichi dei pacchetti di austerità che, lo ha detto Draghi ad una conferenza della BCE l’8 Dicembre, “certamente impoveriranno l’Italia nel breve termine”, come possono pensare che poi ci possa essere una ripresa economica? Nel momento in cui tu sottrai dal portafoglio del cittadino del denaro ed egli non può più spendere, come fa a spendere e fare il bene dell’azienda, del negozio, del ristorante, delle attività commerciali? Come fa? Se tu il risanamento lo fai togliendogli denaro, come fa poi a creare il denaro? Inoltre queste manovre economiche suicide e completamente dementi, causano un indebitamento ancora più grande per lo Stato perchè hai i sotto-occupati ed i disoccupati, hai la gente che si rivolge allo Stato per gli ammortizzatori sociali in numeri enormi e quindi lo Stato deve spendere per questi ammortizzatori e si indebita ancora di più. E’ una cosa incredibile. Ci arriva qualsiasi cittadino che non sia economista!

A fronte di tutto ciò, pensi ci sia una Exit Strategy alla crisi economica? Se sì, cosa pensi dovremmo fare per evitare il disastro?

La exit strategy c’è eccome ed è composta da due elementi: mandare completamente al diavolo con un colpo di mano di sovranità nazionale tutta la struttura dell’Euro e, se vogliamo, anche la struttura dell’Unione Europea ben venga, perchè è stata fatta, per chi l’ha studiata nei dettagli come me, e non per i cialtroni commentatori televisivi, senza nessun riguardo per i meccanismi democratici; quindi possiamo tranquillamente mandare al diavolo anche l’Unione Europea. Va fatto questo colpo di mano di sovranità nazionale, l’Euro assolutamente da dimenticare e tornare alla moneta sovrana e fare come ha fatto l’Argentina. Ma attenzione perchè poi va fatto quello che ha fatto l’Argentina. Non è che il semplice ritorno alla moneta sovrana sia di per sè la salvezza. Bisogna tornare alla moneta sovrana ma non bisogna fare come gli americani e gli inglesi, che hanno moneta sovrana che spendono per le banche e non per i cittadini. Quindi tornare alla moneta sovrana e si spende finalmente per i cittadini. E questa è la via d’uscita. Non è molto complessa, se volete posso entrare nei dettagli, ma se vogliamo descriverla in un contenitore compresibile per tutti questo è.

Quindi per tornare alla Lira, un default sarebbe una soluzione?

No, il default è la soluzione! Ma tornare alla Lira non vuol dire default. Significa dire ai propri creditori: “Noi non vi paghiamo più in euro”. Questo tecnicamente è default, non c’è dubbio. L’ha fatto l’Argentina, che oggi è un paese che sta molto bene rispetto a come stava. Si fa default e si torna alla propria moneta.
Si contratta con la propria moneta, ripetendo quello che dicevo all’inizio, perchè a quel punto lo Stato è capace di emettere la propria moneta senza limiti e si applica la Modern Money Theory. Si aumenta la produzione nazionale, si aumenta la ricchezza nazionale che attira capitali, investimenti, come è accaduto in Argentina. A quel punto lo Stato riacquista la capacità di ripagare il proprio debito senza dover prendere in prestito niente da nessuno. Cosa che invece facciamo oggi. Il dramma del debito italiano di oggi non è il debito in sè, ma è che per pagarlo dobbiamo prendere in prestito euro dalle banche private, da investitori privati, questo è. Una volta usciti da questo strozzinaggio da Camorra, lo Stato italiano riacquista la capacità di emettere la propria moneta dal nulla, come fanno gli USA e il Giappone, e di onorare qualsiasi debito. Da lì si riparte con la rinascita dell’economia.

Infine, dal tuo sito hai lanciato una iniziativa per un Summit, un seminario di studio di 2 giorni con gli economisti della Modern Money Theory. Puoi spiegarci meglio in cosa consiste?

Dunque, siamo nella condizione drammatica in cui siamo: c’è stato un Colpo di Stato Finanziario! Il nostro Parlamento è esautorato perchè deve fare esattamente ciò che gli viene richiesto dai mercati sennò poi quest’ultimi ci uccidono. Ci sarà l’impoverimento drammatico che ci aspetta, che è già accaduto in parte, ma il peggio deve ancora arrivare. A fronte di un emergenza nazionale, di abolizione della democrazia di fatto e di impoverimento catastrofico di massa incredibile di italiani, di fronte a questa emergenza che non c’è mai stata dal 1948 ad oggi, ho deciso di portare gli economisti in Italia per una iniziativa nazionale dove venga spiegata a tutti gli attivisti che intendono portare avanti un programma politico di MMT, come funziona, cosa rispondere alle obiezioni dei tromboni economisti di destra e neoliberisti, cosa fare in concreto per portare l’Italia fuori da questa tragedia. Io sono un giornalista che porta avanti questo lavoro di questi economisti, ma rimango un giornalista. Molto meglio se gli economisti accademici di prestigio vengono in Italia e ne parlano di persona.

– Per scaricare il saggio di Paolo Barnard “Il Più Grande Crimine”, clicca qui
– Per info sul seminario di studi sulla Modern Money Theory, clicca qui

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Valerio Spositi

Sono uno studente universitario di Scienze Politiche e Relazioni internazionali. Studioso di economia eterodossa, da tempo ho focalizzato la mia attenzione sulla struttura dell'Unione Monetaria Europea e le sue conseguenze nonché sul funzionamento della moneta moderna. Interessato alla filosofia e specialmente al pensiero di Karl Marx, sono un critico radicale del capitalismo.

53 commenti

  1. Gabriele Lombardo attraverso Facebook

    …Il Trattato è chiaro non è possibile uscire dall’Euro se prima non si esce dall’Unione Europea…continuo a leggere commenti positivi sul ritorno della Lira…e che l’Argentina e Islanda hanno fatto bene a dichiarare fallimento, riferimento all’islanda beh non è l’Italia siate realisti sia dal punto di vista economico che da quello di abitanti…l’argentina è fallita per questo ha agito in quel modo e molti trascurano il fatto che il fallimento non è mai indotto…e questo si ripercuote sugli stipendi e sulle pensioni per non parlare sugli investimenti sia stranieri che nazionali…a mio modesto parere la soluzione per uscire dalla crisi è in primis ridurre il costo della nostra burocrazia, successivamente recuperare in maniera rigida i 260miliardi di euro di evasione fiscale pari al 18% del PIL…

  2. penso quello che ho sempre pensato con la mia mente di popolana ignorante: sganciarci dagli strozzini stranieri, chiuderci x un po in casa e ricominciare a produrre quello che l’italia sa fare bene, o imparare a farlo.rimetterci i nostri soldi nelle casse nostre, produrre e invitare gli altri a comprare da noi.ricominciare ad usare le mani e non continuare a contare soldi inesistenti, creare ricchezza vera,LAVORARE davvero.insegnare ai nostri figli a lavorare, a produrre e dare loro stipendi dignitosi x renderli liberi, x ricostruire nella loro terra un futuro.

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