Il massacro dei tecnici

Mentre sto scrivendo, il Premier Mario Monti ha appena finito il suo intervento alla conferenza di presentazione della manovra finanziaria da 24 miliardi.
Una manovra a cui, stando a quanto detto dal tecnocrate europeo, l’unica alternativa sarebbe lo “stato insolvente e il fallimento dell’euro”. Quindi l’unica via al risanamento dei conti pubblici, del debito e alla crescita è il massacro sanguinario e violento dei soliti noti ormai ridotti a pelle e ossa da quell’Europa e da quel modello economico e culturale di cui Monti è il referente a Palazzo Chigi.

La feroce manovra, contenuta in un unico decreto legge, comprende: un aumento del 3% dell’IRPEF sopra i 75.000€ poi accantonato nella bozza finale e sostituito con un aumento dell’addizionale IRPEF dallo 0,9% all’1,23%, aumento dell’IVA del 2%, ritorno dell’ICI sulla prima casa, tracciabilità sopra i 1.000€. Per quanto riguarda le pensioni, per le donne l’età pensionabile aumenterà a 62 anni (settore privato) e 63 anni (autonome) a partire dal 2012 con 41 anni di contributi mentre per gli uomini arriverà a 66 con 42 anni di contributi. Ora è arrivata la notizia dell’introduzione di una tassa sui capitali scudati.

Nessuna traccia di Patrimoniale, nessuna legge sulle transazioni finanziarie, nessuna riduzione delle spese militari e via discorrendo…
Vorrei ora dare la mia visione su quanto sta dicendo in questi momenti il Presidente del Consiglio.

Monti in questo momento sta parlando di una “manovra per uscire da una crisi gravissima”. Tutt’altro! E’ una manovra che, come già scritto da me alcuni giorni fa, è di natura depressiva, oltre che ingiusta e violenta, che avrà come risultato quello di far sprofondare l’Italia in uno stato di recessione ancor più profondo di quello previsto dall’OCSE (-0,5% PIL nel 2012).

“Il debito pubblico italiano non è colpa dell’Europa ma degli italiani”.
La colpa è soprattutto di decisioni politiche totalmente sbagliate, come ad esempio il divorzio tra Ministero del Tesoro e Banca d’Italia nel 1981. Tale divorzio ha avuto come risultato quello di portare ad una crescita del debito pubblico e della spesa per interessi; il tutto a scapito della spesa sociale, spostando quindi la ricchezza a favore dei “rentiers”, come li chiamava Keynes.

E’ colpa dell’Europa e dell’Euro, come già spiegato da me poche settimane fa, poichè l’Europa non era, e non è, una Area Monetaria Ottimale per la creazione di una moneta unica poichè non vi era, e non vi è, convergenza di tassi d’inflazione. E’ colpa di questo modello di Europa neoliberista che ci costringe a prendere in prestito la nostra moneta dagli ormai noti “mercati” e che ci strangola col cappio del debito estero e dei suoi interessi, per pagare i quali dobbiamo indebitarci con l’estero, entrando nella “spirale del debito estero” dalla quale non vi è uscita.

“Provvedimenti di emergenza ma con stimoli per la crescita”.
Balle! Sempre come sopracitato, tali politiche sono depressive e recessive.
A riguardo vi è anche un appello firmato da decine di economisti che denunciano tale pericolo recessivo di codeste politiche economiche.

“Sostegno alle imprese con la riduzione del costo del lavoro”.
Ciò in nome della competitività e del dogma del libero mercato. Si riducono i diritti, i salari, le pause dei lavoratori in nome del profitto. Il lavoratore viene sempre di più translato al ruolo di schiavo per evitare la delocalizzazione delle aziende (come in Messico nei decenni passati o come l’odierno Marchionne).

Elsa Fornero, ministro del Welfare (ormai distrutto) e del Lavoro (idem anch’esso), si commuove per pronunciare la parola “sacrifici”. Uno schiaffo dato senza vergogna a chi veramente non rimarrà nient’altro che piangere pur di mandare avanti una famiglia e la vita dei suoi figli. D’altronde da una ex funzionaria della Banca Mondiale non ci si può aspettare diversamente.

Signori e signore ecco il massacro dei tecnici

“Quando si chiedono sacrifici alla gente che lavora ci vuole un grande consenso, una grande credibilità politica e la capacità di colpire esosi e intollerabili privilegi. Se questi elementi non ci sono, l’operazione non può riuscire.”
ENRICO BERLINGUER

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Valerio Spositi

Sono uno studente universitario di Scienze Politiche e Relazioni internazionali. Studioso di economia eterodossa, da tempo ho focalizzato la mia attenzione sulla struttura dell'Unione Monetaria Europea e le sue conseguenze nonché sul funzionamento della moneta moderna. Interessato alla filosofia e specialmente al pensiero di Karl Marx, sono un critico radicale del capitalismo.

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