Anche la Francia travolta dalla spirale di crisi

Ebbene dopo i famosi “maiali d’Europa” (PIIGS) la spirale della crisi economica travolge anche la Francia di Sarkozy.
La situazione delle banche transalpine non è delle più rosee. Nel mirino dei famosi investitori vi è la banca commerciale Societè Gènèrale, che ha chiuso riducendo il valore delle sue azioni a 15€ cadauna. Un crollo decisamente pesante rispetto al periodo pre-crisi del 2007 in cui ogni azione valeva intorno ai 120€.

Ulteriore batosta per i francesi è l’alta probabilità di un declassamento del loro debito (ora è AAA) che addirittura secondo Alexandre Delaigue, professore di Economia all’École spéciale militaire de Saint-Cyr, la tripla A francese «è già persa».

La seconda economia d’Europa insomma sembra risentire e non poco della crisi dei paesi periferici dell’Eurozona, anche perchè il sistema bancario francese detiene c.a. 360 miliardi di debiti italiani stando all’ultimo rapporto della Banca dei regolamenti internazionali. E la vendita massiccia dei titoli di stato sta assestando duri colpi alle banche transalpine.

E’ una crisi che ha scatenato reazioni pericolose a catena nell’Eurozona dal fallimento, nascosto, della Grecia. Crisi dalla quale nessun paese europeo sarà graziato. Nemmeno la tanto rigogliosa Germania.

E non si può nemmeno parlare di crisi dei debiti sovrani, visto che di sovrano agli Stati non è rimasto nulla del suo debito, poichè nessuno di loro è proprietario della moneta con la quale devono ripagare il proprio debito.

Siamo in una situazione dalla quale è impossibile uscirne con le manovre che l’Europa ci impone, e che di fatto ci imporrà Monti, poichè sono manovre depressive, di tagli e non di spesa per far ripartire l’economia dei paesi dell’Euro.

A dirlo non sono semplici cittadini malati di complottismo, come ormai oggi è solito additare chi si pone domande sull’attuale crisi e sullo strapotere della finanza mondiale, ma sono economisti che hanno pubblicato un appello proprio denunciando che tali misure restrittive aggraveranno la crisi.

Continuare, quindi, a seguire i diktat che vengono imposti a noi cittadini dalla BCE e dal FMI, visto che siamo sotto suo monitoraggio, porterebbe di fatto ad un aggravamento della crisi e quindi, come per la Grecia, alla bancarotta. L’alternativa continuo a dire che c’è e si chiama Ecuador e Islanda. Se anche il premio Nobel per l’Economia, Paul Krugman ne parla… 

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Valerio Spositi

Sono uno studente universitario di Scienze Politiche e Relazioni internazionali. Studioso di economia eterodossa, da tempo ho focalizzato la mia attenzione sulla struttura dell'Unione Monetaria Europea e le sue conseguenze nonché sul funzionamento della moneta moderna. Interessato alla filosofia e specialmente al pensiero di Karl Marx, sono un critico radicale del capitalismo.

19 commenti

  1. ma non dite stupidate la francia a altre risorse che noi non abbiamo e poi la francia a fatto investimenti ecco perche a il debito noi invece abbiamo il debito pubblico altissimo e non abbiamo invetito nulla quindi la situazione tra l’italia e la francia e molto diversa e innutile fare propaganda noi siamo messi come la grecia e basta raccontare frottole diciamo la verita al popolo italiano

  2. intender non la può chi non la prova…………..e se è crisi mondiale non vedo perchè questi cugini europei ne dovrebbero essere immuni senza ovviamente citare mal comune mezzo gaudio ma perlomeno abbassino un po quei toni presunzioncelli mercì

  3. Non sempre “Mal comune mezzo gaudio” ma un sorrisino possiamo anche farlo

  4. ma smettetela di fare i soliti buffoni italiani che se la francia si incazza ci lascia al freddo e senza corrente visto che non abbiamo voluto il nucleare avete capito sveglia

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