Le parole di Berlinguer, 30 anni dopo, sulla politica dell'avvenire. Attuale, moderno, Berlinguer sapeva parlare al cuore e alla testa della gente. E nei giorni in cui Monti rischia di cadere su veti contrapposti, le sue parole dovrebbe essere rilette da tutti. Soprattutto dai politicanti della 2° Repubblica.

Sognando Enrico, la politica dell’avvenire

Ma errore non meno grave – lo ripeto – sarebbe ap­piattire l’azione politica sui problemi dell’immediato, sulla pratica del piccolo cabotaggio, sulla routine del giorno per giorno: se si toglie all’impegno politico una proiezione e una tensione verso l’avvenire, se lo si riduce ai giochi di potere, a iniziative di corto respiro, a diplomatismi, a polemiche o a trattative e intese tra gli esponenti dei partiti, allora è evi­dente che si contribuisce ad aggravare una crisi di sfiducia e di disorientamento che ha già dimensioni allarmanti.”
(Enrico Berlinguer, 1981)

Nelle decisive ore di formazione del governo Monti, tra veti incrociati, polemiche e balletti vari che hanno fatto schizzare di nuovo lo spread a quota 516, dopo che ieri era sceso a 410 per poi chiudere a 480, direi che non sarebbe un male se i politicanti della morente Seconda Repubblica si rileggessero Enrico Berlinguer. Non tanto per constatare per l’ennesima volta (nel caso non ci fossero arrivati ancora) la modernità e l’attualità del suo pensiero, quanto perché forse riuscirebbero a capire cosa dovrebbero fare affinché la gente non li rincorra coi forconi.

Ha detto Stefania Prestigiacomo, amareggiata: “Non siamo come Craxi.” E’ vero, siete peggio. Perché almeno Craxi, nel bene o nel male, era cresciuto alla scuola di Nenni, sebbene si sia dimostrato uno scolaro somaro, e un minimo di cultura personale ce l’aveva, tra i vizi proto-berlusconiani a cui si abbandonò negli ultimi anni della sua vita. Questi non hanno nemmeno quella, perché pur avendo un illustre precedente, si ostinano a fare gli stessi errori. Per non parlare del centrosinistra (coalizione a ripetere), che continua a dire di avere un suo programma e delle sue proposte, peccato che non trovino mai il tempo di spiegarle agli italiani o a diffondere documenti non di 120 pagine per la Rete. Ma aspettiamo fiduciosi.

Su Monti, la vedo difficile col clima di rivalsa che c’è da parte del centrodestra che riesca a fare le cose fatte per bene (stando alla sua vision), tant’é che qualcuno nel Terzo Polo e nel PD comincia a ventilare l’idea che, se fallisse, una soluzione come quella che ho prospettato (una candidatura di vari programmi di risanamento) sarebbe l’unica strada obbligata. Il Porcellum, certo, è una disgrazia: ma se il centrosinistra, almeno, si impegnasse a fare le primarie per scegliere i candidati, si riuscirebbe a disinnescare uno dei principali problemi (anche se al Senato la situazione rimarrebbe incerta con il premio di maggioranza su base regionale).

Vale in ogni caso quello che ho già detto in passato. Ovvero che il centrosinistra dovrebbe impegnarsi a produrre sempre più uomini e donne in violento contrasto con l’immagine consueta dell’uomo politico. Facendo piazza pulita di chi invece in contrasto non lo è minimamente. Esattamente come Enrico, stando alle parole di Vittorio Foa:

“L’immagine (che era poi la realtà) dell’uomo era ed è in violento contrasto con l’immagine consueta dell’uomo politico. Umanità, franchezza, modestia e discrezione – pure in un incarico di così grande autorità e di effettivo potere – sono connotati che fanno a pugni con le immagini ricorrentidi arroganza, astuzia, presunzione e ostentazione del potere a cui siamo ormai abituati. La trasparenza e l’onestà della vita privata e pubblica di quest’uomo ha un rilievo eccezionale sullo sfondo squallido dell’affarismo politico, piduista o no.”

E se la classe dirigente del centrosinistra non ha la forza o la voglia di farlo, allora dobbiamo essere noi anzitutto a dare l’esempio, cercando tutti i giorni di essere “in violento contrasto con l’immagine consueta dell’uomo politico”. E pensare al futuro, non solo nostro. Perché chi pensa che ognuno di noi possa stare bene pensando solo a se stesso, non ha capito un bel nulla. E se siamo in questa situazione è proprio perché per anni i cittadini e soprattutto quelli che votavano a rappresentarli non facevano l’interesse di tutti.

Sogno un’Italia diversa. Sogno una politica diversa, fatta di persone come lo erano Enrico e Sandro. Sogno una politica dell’avvenire fondata su giustizia, uguaglianza, solidarietà. E libertà. E’ così tremendamente sovversivo e sbagliato come sogno?

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Pierpaolo Farina

Classe 1989, milanese, blogger, sociologo, scrittore. Nel 2009 ho creato enricoberlinguer.it, nel 2010 il blog Qualcosa di Sinistra. Sono il padre di WikiMafia - Libera Enciclopedia sulle Mafie, co-fondata nel 2012 insieme a Francesco Moiraghi. Nel 2013 ho scritto il libro "Casa per Casa, Strada per Strada". Nel 2014 mi sono laureato in Scienze Sociali con una tesi su Mafia e Capitalismo con Nando dalla Chiesa. Nel 2015 ho dato vita a MafiaMaps, prima app antimafia. Scrivo per riviste scientifiche, mi occupo di comunicazione politica e social media. Last but not least, fotografo con Sophie, la mia Canon 6D.

90 commenti

  1. se smettiamo anche di sognare siamo finiti, l’importante è sognare con gl’occhi ben aperti e attenti e cercare altri che abbiano lo stesso sogno e condividerlo, così c’è speranza di realizzarlo. Ciao non demordete ragazze.

  2. No non è sbagliato e sopratutto ci aiuta a dare quel nostro piccolo contributo per migliorare la società umana, alla faccia di quelli che dicono che tanto noi singoli non contiamo nulla

  3. Parole di chi vedeva lontano ….e si batteva per il miglioramento della società

  4. Berlinguer..un Uomo con la consapevolezza che essere un Politico era un Onore…oggi i politici sono il nostro onere e non sono in grado di vedere il bene dell’Italia..ma noi cittadini SI e dovremmo manifestare insieme senza bandiere la nostra Volontà di avere una Politica formata da Partiti che si complementano e non che si distruggano a vicenda e che giocano a Risiko con i nostri voti…

  5. Io che non voto a Sinistra sento la voglia di confrontarmi con chi la può pensare diversamente da me..mi accorgo che l’obiettivo è lo stesso e che l’Italia è un pase civile …dovremmo darci una mano

  6. Renata Toniazzo attraverso Facebook

    Qualcuno era comunista perche’ Berlinguer era un uomo perbene!!!!

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